10.

57 5 7
                                    

Mi svegliai con i raggi del sole che mi illuminavano il viso. La sera prima mi ero stesa letto in preda alle lacrime e mi ero addormentata piangendo. Mi alzai e camminai lentamente, ancora assonnata, verso lo specchio in camera mia. Avevo tutto il trucco nero spalmato intorno agli occhi che erano di un grigio più intenso e arrossati e il mascara mi era colato su tutte le guance . I lunghi capelli neri e lisci erano spettinati e arruffati e le labbra carnose molto gonfie. Mi avviai goffamente verso il bagno dando un'occhiata all'orologio appeso alla parete. Erano le 9:10 a.m. Mi ero svegliata un po' più tardi del solito. Arrivata in bagno, mi spogliai e entrai nella doccia. Aprii al massimo l'acqua calda e chiusi gli occhi riflettendo e cercando di rilassarmi. Cercai di dimenticare quello che era successo la sera prima ma pensai comunque alla rivelazione che mi aveva dato quel brutto bastardo, io ero un mezzelfo. Ancora non potevo crederci e non volevo farlo. Come biasimarmi? Un ragazzo bellissimo e stronzo, nonchè sconosciuto, mi aveva abbordata iniziando a seguirmi, e comparendo nei miei sogni mi aveva confuso ulteriormente le idee. Non sapevo cosa pensare, era tutto fin troppo surreale per me. Ad un tratto mi ricordai l'appuntamento a pranzo con Andy e decisi di concentrarmi su quello. Finii di fare la doccia molto lentamente e mi diressi allo specchio pettinando i capelli e lasciandoli bagnati per farli asciugare al sole. Mi truccai con la solita riga di eye-liner e il mascara e mi diressi in camera per scegliere i vestiti. Presi dei pantaloncini neri strappati e sfilacciati alla fine e una canotta nera con scritto "black is my happy colour", le vans nere e delle calze nere lunghe fino a sopra il ginocchio. Decisi di mettere anche una felpa nera con il logo dell'adisas e infilai tutto. -Che persona colorata- pensai. Presi il cellulare sul comodino per controllare l'ora. Erano le 9:40 e c'erano 3 messaggi, due da parte di Andy e uno da parte di un numero sconosciuto. Quelli di Andy dicevano: 'Appena arrivo ti faccio uno squillo consì non disturbo.' 'E vestiti in modo comodo, non ti porterò in un ristornate di lusso. A tra poco ;).' -perfetto, perchè non sono il tipo da vestito rosso e ristorante chic- mi dissi. Andy sapeva sempre come sorprendermi e rendermi felice. Mi ricordai di avere un altro messaggio e lo lessi. 'Cara Bianca, mi dispiace di averti spaventata e fatta incazzare. Sappi che non scomparirò o evaporerò come mi hai suggerito ma cercherò di importunarti di meno. Ho bisogno che tu capisca. Vediamoci oggi al ruscello, ai margini del bosco, e ti spiegherò tutto, per filo e per segno. Kellin.' Non ci potevo credere. Quel lurido stronzo insisteva e mi aveva anche scritto un messaggio. Come diavolo aveva fatto a trovare il mio numero? E come poteva credere che avrei accettato il suo invito incontrandolo nel bosco? Povero illuso. Non ci sarei andata neanche se mi avesse offerto un milione di dollari. Poteva scordarselo. E non gli avrei nemmeno risposto, doveva lasciarmi stare. Infuriata buttai il cellulare sul letto e mi sedetti sul davanzale della finestra guardando il paesaggio. Ero stata davvero fortunata a ricevere questa stanza, la finestra dava sul giardino e io amavo sedermi e guardare tutto dall'alto. Mi scompigliai i capelli lasciando che il sole li asciugasse. Iniziai a canticchiare una melodia improvvisata, cantare mi rilassava molto e mi distraeva, portandomi col pensiero ad un altro mondo, un mondo che mi ero creata per sfuggire dalla orribile realtá che mi circondava. Quando tornai nel mondo degli umani guardai l'orologio e sgranai gli occhi. Erano giá le 10:55. Andy sarebbe arrivato tra 5 minuti e i miei capelli erano ancora umidi. Mi diressi in bagno e mi asciugai i capelli col phon. Appena tornai in camera il telefono iniziò a squillare, Andy mi stava chiamando, era arrivato. Attaccai la chiamata e mi diressi al piani di sotto, correndo per le scale. "Mamma, papà, io sto uscendo, Andy mi porta a pranzo oggi. Non so per che ora tornerò, ci vediamo dopo." Mi girai verso di loro che stavano ancora prendendo il caffè in cucina e li salutai con un cenno della mano. Quando aprii di scatto la porta andai a sbattere contro qualcosa di molto possente e alto, Andy. Alzai subito lo sguardo e incrociai quegli occhi di ghiaccio ma così dolci allo stesso tempo e le guencie mi andarono a fuoco. Farfugliai uno "scusa" quasi sussurrando e mi scostai lentamente. Lui mi osservò allontanarmi e sorrise. "Sei tutta rossa" disse deridendomi e sfiorandomi una guancia con il palmo della mano. Mi rilassai a quel tocco e fu come se tutto quel disagio che si era creato in me dopo lo scontro si fosse dissolto. Sorrisi dolcemente e lo abbraccia stringendo forte le braccia intorno al suo collo. Amavo abbracciarlo, mi sentivo protetta e amata tra le sue braccia. Quando finalmente salimmo in macchina mi sentivo agitata ed emozionata, ero curiosissima di sapere dove mi avrebbe portata dato che aveva deciso di farmi una sorpresa. Mi disse anche che voleva bendarmi per gli ultimi 5 minuti di tragitto ma io sapevo che non sarei riuscita a resistere alla tentazione di sbiarciare. Guardando fuori dal finestrino mentre la macchina era in corsa mi accorsi che lentamente il paesaggio si faceva più naturale, ci stavamo allontanando lentamente dal centro di Los Angeles, stavamo andando a Santa Monica, riconobbi la strada perché andavo spesso lì al mare con i miei genitori quando ero piccola. Era tutto fantastico, ero in macchina con il mio, splendido migliore amico e mi stavo dirigendo verso il mare, ed io amavo il mare. Ma non riuscivo a togliermi dalla testa quello stupido Kellin, i suoi discorsi del cazzo e i suoi stupendi occhi verdi. Ad un tratto Andy accese la radio e mi distrasse, lo ringraziai mentalmente per avermi tolto dalla testa quel cazzone. Oggi volevo pensare solo a lui, il mio migliore amico, colui che c'era sempre stato e aveva sempre fatto di tutto per farmi sorridere e farmi stare bene. Alla radio passava 'sweater weather- the neighbourhood', la canzone perfetta per quel momento.

Quando Andy aprì il tettuccio della sua decappottabile l'atmosfera era diventata semplicemente perfetta. Con il vento che mi scompigliava i capelli inziai a canticchiare la canzone guardando il paesaggio, le palme e l'asfalto caldo mi facevano pensare alla libertá e mi liberai da tutti i pensieri negativi che mi affollavano la testa. Ad un tratto Andy accostò la macchina è si girò verso di me, guardandomi intensamente. La mia faccia assunse un'espressione interrogativa e prima che potessi dire qualcosa Andy portò le sue mani alle mie guance e posò la sua fronte sulla mia. "Devo bendarti adesso, piccola" disse con la voce roca e lo sguardo puntato sui miei occhi. "Permettimi che non sbircerai" arrossii subito per il modo in cui mi aveva chiamata e sorrisi. Avrei sicuramente sbirciato. Prese la sua bandana bianca e nera dal cruscotto e delicatamente me la annodò all'altezza degli occhi. Poi mi accarezzò le guance e si scostò, ricominciando a guidare. Era estremamente dolce, lo adoravo. Durante gli ultimi cinque minuti di tragitto il tempo passò molto lentamente. Ad un tratto sentii anche la mano di Andy che accarezzava la mia, ma durò solo un secondo. Ero concentratissima, ascoltavo attentamente i rumori, e man mano che la macchina avanzava il rumore delle onde del mare e l'odore di sale iniziarono a riempirmi le narici. Quando la macchina si fermò Andy scese per primo dalla macchina, aprendomi poi la portiera e prendendomi la mano per aiutarmi a scendere. Poi mi lasciò un secondo per prendere qualcosa nel bagagliaio della macchina. Quando la sua mano raggiunse finalmente ma mia iniziammo a camminare e dopo i primi minuti Andy si fermò, prendendomi in braccio. "Non vorrei che tu inciampassi" mi sussurrò all'orecchio solleticandomelo col suo respiro caldo. Ad un tratto si fermò, posandomi delicatamente a terra, sopra un telo. Si avvicinò e mi tolse la benda e per qualche minuto rimanemmo a guardarci negli occhi, poi lui si scostò e con un movimento delle braccia mi indicò il paesaggio che ci circondava. Era tutto semplicemente splendido. Eravamo in un bosco, ai confini di una spiaggia. Pochi metri avanti si potevano vedere la sabbia e le onde che si infrangevano sugli scogli. Noi eravamo riparati dal sole, sotto quegli alberi infatti regnava una pace assoluta e faceva fresco. La luce calda del sole filtrava tra i rami sopra di noi e rendeva tutto piú magico. Dopo aver osservato il paesaggio mi voltai verso di lui e sorridendo gli dissi "Mi hai portata in paradiso per caso? No, forse sto sognando" lui sorrise e scosse la testa "no Bianca, è tutto reale, e te lo meriti. Sei una ragazza nonchè un'amica fantastica ed era da tanto che volevo portarti qui. Sai, quando litigo con qualcuno o voglio stare solo vengo qua, è il mio posto segreto,e volevo condividerlo con la persona piú importante per me. Vglio che il nostro stupendo rapporto duri per sempre" e prima che potessi rispondere si avvicinò posando le sue labbra sulle mie. Poi mentre ancora avevo gli occhi chiusi e le labbra su quelle di Andy sentii un ringhio e un rumore di foglie calpestate. Qualcuno stava correndo nella nostra direzione, e non sembrava molto felice.

Occhi di nebbia. [Sospesa]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora