"I'm fine."

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"Just gonna stand there and watch me burn,
But that's alright because I love the way it hurts!
-Cit. Love the way you lie | Eminem

GENNY'S POV:

Dopo una lunga doccia riflessiva, uscii dal bagno pulita, profumata e con le idee chiare.
Avevo preso la decisione migliore.
Lui sarebbe stato senz'altro meglio senza di me nei dintorni, tipo HakunaMatata... avete presente? Senza pensieri.
Non avrebbe più dovuto preoccuparsi di me.

Era così strano tornare ad avere la mia camera, il mio armadio e tutte le mie cose.
Indossai una maglia lunga per dormire e fui felice persino di indossare i miei occhiali. Non lo avrei mai detto!

Raccolsi il mio Iphone dal letto e lessi dal lock-screen che avevo un messaggio.

MySexyDarkAngel: Non dimenticare di prendere le medicine, Angel.

Me: Grazie!

Risposi velocemente andando in bagno per prendere le medicine.

Gli fui grata per avermelo ricordato, però non poteva continuare a preoccuparsi per me anche a distanza, o tutto questo sarebbe stato invano.

Mi dissi che per il momento avrei lasciato stare, poteva anche essere stato un caso che non si sarebbe più ripetuto, infondo era ancora presto per riparlarne.
Gliene avrei parlato appena se ne fosse presentata l'occasione.

"GENNY?" Mi chiamò mia madre con la sua fastidiosa voce stridula, talmente fastidiosa che a volte immaginavo la signora del quadro di Harry Potter coprirsi le orecchie mentre il suo bicchiere di cristallo si rompeva.

Ingoiai velocemente le piccole pasticche che dovevo prendere quotidianamente e ripensai a quando la Dottoressa me le diede e disse che Justin le aveva detto che non sapevo ingoiarle, quindi se era possibile avere quelle più piccole... "GENNYYY!" Di nuovo la voce di quella donna aliena che viveva sotto il mio stesso tetto!

"SONO IN BAGNO!" Le gridai in risposta.

Nascosi attentamente le medicine dove nessuno a parte me avrebbe guardato ed uscii dal bagno.

"Oh santo cielo eccoti!"  Esclamò mia madre tirandomi in un abbraccio stretto e bisognoso.

"Te lo avevo detto... ero in bagno!" risi nervosamente.

I suoi occhi mi esaminarono per un po' ed ebbi paura che si sarebbe accorta del dolore che nascondevano i miei.

Non riuscivo a far altro che pensare a Justin, ma non avrei fatto niente se non combattere contro la tentazione.

"Per un attimo ho creduto che fosse stato tutto un sogno!" Le sue braccia si strinsero forti attorno a me.

Il senso di colpa che avrei dovuto provare, ma che non provavo, mi disse che tutta questa situazione mi avrebbe ucciso.

"Sono qui, non stai sognando!" Cercai malamente di rassicurarla.

"Mi sei mancata!" Strofinò le sue mani su e giù per le mie braccia quasi come se toccarmi l'aiutava a sentire che ero reale.

"Anche tu mamma" cercai di sorridere, ma il mio umore non era dei migliori e tutto quello che riuscii a donarle fu un ghigno tirato.

"Ora vai a letto, domani parliamo un po' di Justin."

Flop! Il mio cuore cadde al suono del suo nome.

"Buonanotte" disse prima di aprire la porta e lasciarmi da sola.

"Notte" sussurrai sotto il mio respiro quando lei ormai era già andata.
Chiusi gli occhi e presi un respiro profondo cercando di sfuggire a tutto quel dolore, o forse cercando di assaporarlo meglio... non lo so.

SHIVER (Sequel di IMPERFECT) Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora