Era un giorno come tutti gli altri: sveglia alle 9:30, sentivo già il profumo delle brioche che arrivava dalla cucina; mia mamma aveva preso la mia preferita: integrale con marmellata di lamponi. Dopo aver fatto colazione mi preparo per andare a scuola, guardo le materie che avrò oggi, sul telefono; mi cambio di fretta e sento già mio padre che mi urla dal piano sotto: <Ti vuoi muovere che siamo in ritardo?>, <Sì papà arrivo! Mi metto la giacca e scendo.> urlo del piano superiore; prendo la cartella e scendo, salgo in macchina e partiamo per la stazione. Arrivo in stazione come sempre vuota, così grigia e inquietante, che ti fa passare la voglia di prendere il treno e di conseguenza di andare a scuola.
11:15 arriva il treno come sempre in orario, salgo, pieno fino l'ultimo vagone ma trovo dei posti a quattro vuoti, mi posiziono di fianco al finestrino e metto le cuffie così da non sentire i discorsi di tutta la gente che mi circonda.
11:35 arrivo al binario 3, scendo e mi dirigo a scuola con Jessica, una mia compagna di classe che arriva in coincidenza con me, prima di entrare mi fermo al bar affianco a comprare le sigarette: <Chesterfield blu da venti e questo accendino grazie> chiedo al barista, <Tieni, sono 5,80€> risponde esso, <Grazie e arrivederci>
<Arrivederci>
<Strano che non mi abbia chiesto la carta d'identità!> faccio notare a Jessica. Durante il pomeriggio a scuola tra fare niente e la verifica di diritto, mi accorgo che dietro il bancone dei bidelli c'è Simone, cerco di sbracciarmi per farmi notare così da salutarlo: <Ciao!> facendo gesto con la mano, lui mi guarda e sorridente ricambia il saluto <Ciao Harli> ormai lui mi chiamava così, era il soprannome che mi aveva dato la prima volta che ci siamo presentati.
19:05, sono appena entrata in casa e sento già il profumo della frittata che ha fatto mia mamma, piselli e prosciutto la mia preferita. Mi cambio e mi dirigo in cucina per aiutarla.
<Ciao mamma, hai bisogno di una mano? Ti preparo la tavola> le chiedo gentilmente.
<Sì grazie tesoro, prendi la tovaglia azzurra nell'ultimo cassetto> mi risponde con aria molto stanca.
<Sì mamma>. Finito di mangiare mi sdraio nel letto, prendo il telefono e inizio a navigare su internet, prima di addormentarmi.
STAI LEGGENDO
Vieni con me
ContoQuesta storia parla di tre ragazzi: Harlene, Simone e Christian. Harlene è una ragazza timida ed intraprendente, fidanzata con Simone, un suo compagno di scuola. Simone è un ragazzo difficile ma bello e sicuro di se. Christian invec...
