La sera feci la valigia e mi sedetti sul letto, ero spaventata, una lettera anonima poteva significare qualunque cosa.
Ripensai al primo giorno con Giovanni, la sua timidezza, il suo sorriso, la prima volta in quel albergo, la prima volta in questo mare, l'acqua che mi scorreva in faccia, le uscite in barca e le serate passate al molo.
Guardai l'ora, erano le 23, avevo appena finito il servizio in sala.
Decisi di andare al mare per sentire per l'ultima volta quel venticello tra i capelli.
Giunta in spiaggia mi sedetti per terra, era tutto illuminato.
Mi distesi e guardai indietro, non mi sembrava di essere sola.
"Sará uno dei ragazzi" mi dissi rassicurandomi.
Mi misi seduta e giocai un po' con la sabbia.
Dopo poco una sdraio cadde, mi girai lentamente e rimasi così per qualche secondo, un'ombra venne proiettata sulla casetta dei giochi.
Mi alzai e corsi a perdifiato fino in camera.
Mi sedetti e pensai: "Okay, se quello era anonimo non mi sta certamente simpatico, io dovrei andarmene a Milano a incontrarlo, no grazie. Se mi ha raggiunto qua può raggiungermi ovunque, ammazzarmi di notte, ma non posso no dormire ne posso dirlo a Giovanni se no vorrà venire con me e non mi perdonerei mai e poi mai che gli succeda qualcosa"
Mi alzai dirigendomi verso la stanza di Giovanni, chiusi la porta della mia stanza e udii un cigolio, affrettai il passo, l'ombra mi stava camminano dietro e aveva in mano una cosa appuntita, cominciai a correre e bussai alla porta di Giovanni, l'ombra era dietro di me, ferma.
Giovanni aprii e l'ombra si dissolse nel nulla.
"Amore cosa c'è, è l'una"
"Come l'una, era così tardi?!" pensaii tra me e me
"Oi, sei ancora viva" mi chiese schioccando le dita davanti alla mia faccia
"Dormo con te questa notte" dissi entrando e infilandomi nel letto
"Okay" mi rispose Gio un po' stranito
Si addormentò subito, io ero fra le sue braccia ma non mi sentivo lo stesso al sicuro, avevo camminato a pochi centimetri d quella cosa, avevo sentito il suo fiato sul mio collo e avevo una paura inquantificabile.
"No..."
Okay, chi aveva parlato?
Guardai Giovanni, sembrava morto quindi non aveva palato lui, mi girai e vidi l'ombra proiettata sul muro, mi passò accanto e percepii una piccola folata di vento, rabbrividii: la cosa era li, vicina a me che mi fissava.
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Anonymous
Teen FictionA una ragazzina avvengono fatti paranormali inspiegabili finché un giorno...
