Sentiva qualcosa pizzicargli la pelle.
In più punti...
Strano.
Mano mano sentiva il corpo rispondere e si accorse di un piccolo problema nei paesi bassi... un attimo dopo capì anche il motivo.
-Damon- biascicò.
Si sentii con una voce roca, graffiante e non del tutto sveglia che a sua insaputa vece scattare il compagno sull'attenti e... molto su di giri!
E no Ron! Era scorretto pronunciare così il suo nome!
-Damon!!- trillo adesso sveglissimo, ma ancora bloccato.
Non era stata una buona idea quella di mettersi a cavalcioni sul suo bellissimo culo.
-Ehi gattino, non è mica la prima volta che lo senti- scherzò muovendosi leggermente risvegliando i sensi del rosso che sbottò qualcosa, tuffando la testa nel cuscino.
Si chinò sdraiandosi completamente su di lui e a quel punto la situazione degenerò del tutto.
-Dobbiamo proprio stare in questa posizione?- domandò Ron imbarazzato, continuando a sentire quella pressione, ora dritta al suo punto più sensibile.
-Avevi in mente altro?- ribatté divertito.
-Dio!- sbottò.
-Caccia gli artigli piccolino- sussurrò prendendo a morderlo al collo, i suoi fianchi ondeggiavano simulando lente e decise stoccate che li fece eccitare fino a quando Ron non gemette più forte.
A quel punto Damon gli strattonò il pigiama portandosi dietro i boxer, infilò una mano sotto la maglia e cominciò ad accarezzarlo urgente, sfilandola poi e facendola volare chissà dove.
Era nudo come un verme davanti a quello stronzo, mentre lui se ne stava vestito e lo mordeva e toccava ovunque.
Quando provò ad avvicinare le mani alla sua zip, Damon gliele blocco e continuò a baciarlo, strusciando il maledetto cazzo ricoperto dai Jeans sul suo membro libero.
-Avanti gattino puoi fare di meglio- lo stuzzicò sorridendo e continuando quella piacevole tortura.
Ringhiai frustrato, strattonai i polsi e con uno scatto mi ritrovai cavalcioni su di lui, con un po' di fiatone ed eccitato come mai.
Mi guardò sornione e prese a delineare il mio petto, i miei addominali e poi su verso il collo e il pomo, per poi ri scendere e andare ad afferrare il mio intimo, facendomi calare la testa all'indietro e gemere.
Gli abbassai lentamente la zip, per poi lasciarlo soffrire con i suoi vestiti addosso che ormai sembravano ostruirgli i movimenti.
Pressai la mano sul suo pacco e lo sentii tirare l'aria fra i denti mentre si alzava e mi travolgeva con un bacio mozzafiato, da predatore, facendomi sanguinare le labbra dagli intensi morsi, continuando il suo lavoro di mano che mi stava lentamente consumando e mandando in visibilio.
Sentivo i miei sensi scemare quasi del tutto, solo il gusto della sua lingua sulla mia e le vene del cazzo a contatto con le sue bollenti mani a farmi sentire come un drogato, spaesato, sudato, in estasi, appagato e felice, caldo...
Gemetti più forte quando sentii la famosa pressione al basso ventre ed un attimo dopo venni urlando il suo nome verso il cielo, stringendo una mano sulla sua spalla, arcuandomi verso di lui.
Un attimo dopo sentivo le sue dita scendere ed inoltrarsi verso il mio cerchio di muscoli contratto e pronto per un ennesima intrusione da quell'uomo che poteva prenderlo quante volte voleva, semplicemente non ne avrebbe mai avuto abbastanza.
L'unico.
-Sei sempre stato l'unico- gemetti, sentendolo massaggiarmi dolcemente.
-Lo so- si sfilò la maglia, per poi mordermi il collo con violenza, facendomi sospirare di dolore, misto a quella tortura che continuava a compiere con le dita, senza mai soddisfarmi!
-Damon!-
-Non avrei mai permesso a qualcuno di metterti le mani addosso- continuò capovolgendo nuovamente le posizioni.
Si sfilò velocemente i pantaloni lasciando i boxer li, a coprirlo ingiustamente.
Si guardarono negli occhi, entrambi desiderosi di dire qualcosa, pronti a parlare e chiarire le loro posizioni.
-Damon, perché...-
-Shhh, ti prego non farmi la paternale, non ora- risero entrambi.
-Mi dispiace, dovevo...-
-Sono uno stronzo Ron, me lo meritavo, ho sempre saputo che provavi qualcosa per me...-
Le sue guance si colorarono di un rosso scarlatto, quasi da far paura.
-... ed io ne ho sempre approfittato, come uno stronzo, per averti affianco, per soddisfare i miei bisogni, i miei vuoti. Tu vali di più Ron, sei unico e stupendo, cosa mai ci trovi in uno come me?-
Il rosso scoppiò in una risata isterica, liberando le maledette lacrime formatiglisi -Ti preoccupi tanto, ami tutti incondizionatamente, la tua è solo una maschera e anche io ci stavo quasi per cascare, pensavo che ormai quel ragazzino pieno di debolezze, quasi muto e imperfetto fosse morto, invece sei sempre tu, solo hai sviluppato ciò che ti rende perfetto, colui che ti farà diventare grande e allo stesso tempo conserverai sempre quella sensibilità verso il prossimo, rimarrai sempre quello che si farà mille domande su se stesso. Damon tu sei stupendo, sarai anche stronzo certe volte ma io... Ti amo per quello che sei- si costrinse a dirlo, facendo sgranare gli occhi del nero che ora lo guardava in un misto di paura, emozione, dubbio e felicità.
-T-tu...-
Sorrise imbarazzato e scosse la testa come a confermare ciò che aveva detto, lo stava guardando negli occhi e si sentiva andare completamente a fuoco.
-I-io, non sarà facile- disse serio.
-Non ho mai detto questo-
-Ma io...- si ritrovò un dito poggiato sulle labbra ed un sorriso imbarazzato e pieno di dolcezza, proprio per lui -Ce la faremo, sono sicuro che sarai perfetto, hai solo paura di farmi soffrire, ma non lo farai, te lo assicuro- fece scivolare il dito, che divenne poi una mano, lungo il collo, poggiandosi sulla nuca e tirandolo a se per un bacio fatto di promesse, speranze, gioia, amore, imbarazzo e tanto altro.
Damon portò le gambe di Ron sui suoi fianchi, baciandolo con foga, abbracciandolo, gustando la pelle candida del collo e ricoperta di macchie come il resto del corpo.
-Ti ho mai detto che adoro le tue macchie?- sussurrò fra un bacio e un altro arrivando al petto e infine all'inguine.
-Hai detto che ti piacevano le lentiggini e in ogni caso sono orrende, non possono piacerti sul serio!-
-Invece sono stupende- sorrise sornione infilando la lingua nel suo ombelico facendogli sentire delle scariche piacevoli al basso ventre.
-Adoro i tuoi occhi- continuò baciandogli i muscoli di poco visibili -Così verdi e luminosi, sembra tu ci abbia un mondo tutto tuo li- si rimpossessò delle labbra per poi tornare su un fianco e morderlo facendolo sobbalzare dal piacere.
-Adoro il tuo colore, è un ramato così vivace, i boccoli stanno su come a sfidare la forza di gravità, sembrano quasi magici-
Il rosso rise a quell'affermazione continuando a sentire le sue labbra ovunque sul suo corpo, la lingua a lambire ora i suoi capezzoli.
-Damon, basta...- gli afferrò quella zazzera di seta nera e la tirò indietro per poterlo guardare negli occhi.
Lui adorava i suoi occhi verdi, ma cosa doveva dire lui di quei dannati lapislazzuli?
Marmorei, intensi, provocanti e suggestivi, il suo fascino dipendeva proprio da essi.
-Avanti, perché per una volta non mi dici cosa vuoi?- chiese dolcemente ma con quel tocco di malizia.
-Sei un bastardo- accennò un sorriso sulla sua bocca tenendo in pugno ancora i suoi capelli.
-Ti sbagli, sono solo consapevole del fatto che anche i più innocenti nascondono un indole mooolto perversa- lo provocò malizioso.
Sorrise rilassato, tanto da estasiare Damon che baciò dolcemente una delle due fossette che andavano formandosi quando lo faceva.
-Queste però, mi fanno decisamente impazzire!-
Se possibile Ron si illuminò maggiormente.
-Se ti dicessi che voglio sentirti dentro di me?- sussurrò languido e provocatorio.
Vide il nero deglutire e le sue iridi eclissarsi quasi del tutto dietro la pupilla -Troppo casto- rispose con difficoltà.
Si fece più furbo e scivolò leggermente più in basso -Se vuoi te lo succhio, dovrei ripagare il meraviglioso orgasmo di poco fa- gemette quasi dicendolo, continuando a scendere a poco a poco mentre Damon non poteva credere alle sue orecchie.
Mai avrebbe immaginato di sentire termini del genere sfiorare quella candida e casta boccuccia.
Deglutì e chiuse gli occhi avvertendo la vicinanza del volto del rosso a quello del suo membro.
L'attimo dopo sentì la punta della lingua stimolare il suo buco, per poi racchiudere il glande e succhiarlo, emettendo rumori osceni.
Passò poi a percorrere con la lingua tutte le vene più sporgenti, fino ad arrivare alle palle, che prese in bocca e le succhiò, mordendo poi la pelle sottostante, scaturendo in Damon fremiti di piacere intensi.
Lo prese completamente in bocca e con calma si spinse in avanti, facendo sentire alla punta del suo cazzo, la ruvida gola che si contraeva contro di lui facendolo ringhiare.
Rimase fermo così per svariati secondi, poi lentamente si sfilò e leccò le labbra, continuò a pompare, facendogli sentire leggeri i denti che lo mandarono completamente in estasi.
-Fermati!- ringhiò afferrandogli i capelli -Voglio venire dentro di te!- sospirò, sentendo il respiro del compagno attraversare la sua pelle bagnata e sensibile.
Ron tornò su e lo guardò soddisfatto, leccandosi le labbra malizioso.
-Piccola tigre, cosa ne hai fatto del mio gattino?-
-Si è evoluto!-
-No, secondo me eri solo travestito da gattino-
-Allora potrei scoprirmi leone-
Il nero si accigliò -Tu?-
-Perché no?- assunse un broncio adorabile che di arrabbiato non aveva nulla.
-Perché non sei convincente-
-Ma tu... lo faresti?-
-Mi fiderei- rispose convinto, facendo sussultare il cuore di Ron... e anche qualcos'altro!
Possedere Damon? Che strana idea, eppure era curioso di sapere che sensazione provasse lui dall'altro lato, come ci si sentiva ad entrare dentro colui che ami.
Ci avrebbe provato prima o poi.
Vide Damon inumidirsi due dita, in modo molto casuale, ma che suscitò un vero brivido a Ron, poi sentii le stesse dita infilarsi tra i loro corpi e un attimo dopo si trovava nuovamente a stimolarlo, velocemente, con più audacia ed un attimo dopo si sentii violare nuovamente, come ormai non accadeva da tempo.
Arricciò le dita, le mosse prima velocemente poi con più calma, diede leggeri colpi di lingua al membro nuovamente eretto e lo torturò così per interi minuti, finché inserito anche il quarto dito non lo sentii abbastanza cedevole e decise di allineare il suo cazzo, decisamente sul punto di scoppiare, alla fessura, penetrandolo rudemente, facendo boccheggiare Ron che si arcuò e serrò gli occhi.
Si abituò subito alla sua presenza e cominciò egli stesso a muoversi sotto di lui, lento, ruotando leggermente il bacino.
La mente di Damon era svuotata, ma una cosa premeva nella sua testa e doveva dirla.
Si baciarono, morsero, il ritmo aumentò fino a diventare selvaggio e quando si sentì sul punto di scoppiare unì nuovamente le labbra alle sue e gli sussurrò
-Ti amo- dolcemente, facendo nascere delle calde lacrime negli occhi del rosso che urlò il suo nome e venne fra i loro corpi.
-Ti amo- ripeté -Ti amo e sei mio!- ringhiò venendo anche lui.
Prese subito il volto rigato dalle lacrime del suo amore e lo baciò ovunque, sussurrandogli parole dolci e abbracciandolo stretto al suo corpo, non volendolo lasciare mai più.
-Ti amo tanto- sorrise contro le sue labbra.
-Smettila!-
-Mai, adesso che so quanto meravigliose sono queste parole, te lo ripeterò ogni secondo possibile, perché sei la mia vita, il mio tutto, il mio respiro e la mia stronzaggine, sei parte di me e con te voglio godere di tutte le gioie che la vita può offrire. Voglio sposarti, diventare padre, fare il genitore apprensivo e geloso, poi passare la mia vecchiaia con te e scambiare i nostri ultimi pomeriggi a parlare con i nostri figli della vita meravigliosa che abbiamo e magari raccontarla in formato storia ai nostri meravigliosi nipotini.
Voglio regalarti auto, ville, piscine, viaggi da sogno, voglio viziarti e viverti ogni giorno, supportarti nei momenti difficili che sicuramente attraverseremo e amarti poi ancora di più una volta superati.
Tu hai accettato questo disastro e ti assicuro che questo disastro diventerà la miglior opera d'arte al mondo.-
Avrebbe potuto sentirsi male, in lui si alternavano stati di rabbia per il suo definirsi un disastro, emozione per quello che aveva detto di voler costruire, paura di quello che gli sarebbe successo nella vita, gioia nel pensare le stesse cose da sempre, felicità nel vedere e sapere ormai che fosse suo, immensamente e completamente suo!
Pianse, pianse mentre univa le labbra alle sue e pianse quando disse -Io sono tuo, sarò sempre tuo. Ci sposeremo, avremo dei bambini, una famiglia tutta nostra e io ti amerò nel bene e nel male, come sempre ho fatto e sempre continuerò a fare! Te lo prometto amore mio-
Fine!
"Arriverà la fine ma non sarà la fine..."
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A Simple Choice
RomanceRon e Damon sono legati da un amicizia... strana. Diversi quasi in tutto tra carattere e gusti, ma inseparabili. Nonostante Damon sia insopportabile, bipolare e combina guai, Ron dolce e manipolabile non ce la fa a staccarsi da quella testa calda, i...
