Mi ero svegliata più volte quella notte forse a causa della posizione scomoda in cui mi ero addormentata e così mi ero spostata nella mia camera da letto e ci ero rimasta fino alla mattina successiva.
Saranno state le 5 del mattino a giudicare dalla poca luce che entrava dalle fessure della tapparella, mi alzai svogliatamente dal letto e mi diressi verso il balcone.
C'era l'odore della pioggia e delle piccole gocce coprivano il pavimento.
Barcollai verso la cucina per prepararmi una tazza di caffè così da potermi anche un minimo risvegliare e dopo averlo bevuto tutto d'un sorso mi diressi verso la lavanderia dove tenevo i croccantini per Camilla e gliene versai un po' nella ciotola ormai vuota.
Quella mattina non avevo lezione e nemmeno turno al bar, era la giornata perfetta per andare a trovare i miei genitori ed Alex, ma a quell'ora nessuno dei tre sarebbe stato sveglio così mi decisi a fare un po' di lavoro domestico arretrato.
Dopo aver sistemato praticamente tutto il mio appartamento andai verso il mio armadio e ne tirai fuori un paio di leggins neri e una felpa da indossare in quella mattinata di pioggia.
Indossai distrattamente i due capi che avevo scelto e misi ai piedi le scarpe, presi un ombrello, uscii dal mio appartamento e con forse troppa enfasi mi richiusi la porta alle spalle.
Scesi rapidamente le scale e uscii dell'edificio ritrovandomi sul marciapiede, aprii l'ombrello e cominciai a camminare in direzione della villa dei miei genitori.
Suonai più volte il campanello aspettando che qualcuno mi aprisse e, quando ormai avevo perso le speranze e me ne stavo per andare, la testa di mio fratello fece capolino da dietro la porta e con un balzo mi saltò addosso stringendomi in un forte abbraccio.
Mi fece cenno di entrare e mi indicò il tavolo, andai a sedermi continuando a fare domande ad Alex che ormai non vedevo da tanto, anzi troppo tempo, e nonostante ci tenessimo in costante contatto avevamo un sacco di cose da raccontarci.
Poco dopo mi venne in contro con due bicchieri di acqua in mano, Afferrai il mio è ne mandai subito giù il contenuto.
Alex mi parlò del suo nuovo lavoro e del fatto che aveva intenzioni di trasferirsi in centro e comprare un appartamento tutto suo anche se un po' gli dispiaceva lasciare mamma e papà da soli, "non ti preoccupare alex io credo che abbiano anche bisogno di stare un po' da soli, a proposito, dove sono mamma e papà?" mio fratello scrollò le spalle e ammise con tono scocciato: "sono andati nella casa in montagna di Desmond" lo guardai con aria confusa "il nostro nuovo vicino, è venuto dall'Inghilterra con il figlio....Harry, mi sembra" puntualizzò.
Harry.
Harry.
Harry.
Quel nome mi si era fissato in testa come gli occhi verdi di quel ragazzo, non poteva essere una coincidenza che i due avessero lo stesso nome, in effetti lui sembrava essere nuovo da queste parti e non l'avevo mai visto prima, tanto meno i suoi 4 amichetti.
Salutai distrattamente mio fratello, senza mai togliermi dalla testa quel dannatissimo nome che ormai mi si era appiccicato al cervello come una calamita, e mi diressi verso casa mia.
La pioggia si era placata e potevo passeggiare tranquillamente tra le vie di LA senza nemmeno sentire il bisogno di aprire l'ombrello.
Una volta all'interno del mio palazzo salii frettolosamente le scale fino al mio pianerottolo, dove mi fermai momentaneamente per cercare le chiavi del mio appartamento.
Proprio mentre stavo per inserire le chiavi all'interno della serratura due mani familiari mi si posarono delicatamente sopra gli occhi impedendomi di vedere.
"Isac, è inutile, tanto so che sei tu!" sbottato cercando di togliermi le mai del mio vicino da sopra gli occhi, lo sentii sbuffare sonoramente e mi girai sfoggiando un bel sorriso.
Aprii la porta e feci cenno ad Isac di accomodarsi all'interno del mio appartamento.
Isac è uno dei miei migliori amici e devo ammettere che con lui non ho davvero alcun segreto, lui è stato il primo ad accogliermi appena mi sono comprata l'appartamento e da quel giorno è sempre stato al mio fianco: ormai siamo quasi fratelli, non c'è che dire!
Parlammo del più e del meno fino a quando Isac si congedò con la scusa di dover andare a lavoro, così ci salutammo e lui lasciò il mio appartamento.***
SPAZIO AUTRICE
hola gente
mi diverte scrivere storie lol
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hĖåRt
FanfictionNon sapevo perché mi importasse così tanto di Harry che fino a qualche giorno fa era solo un perfetto sconosciuto, ma sentivo che qualcosa stava cambiando e la cosa non mi piaceva affatto.