1° premessa: Lorenzo è un mio grande amico, lo conosco dalle medie, però ci siamo molto avvicinati solo alle superiori; un giorno mi ha presentato Diego, un ragazzo molto particolare, esperto di esoterismo.

2° premessa: Danilo è un mio compagno di classe, l'unico vero amico che ho in quella gabbia di matti: non siamo mai stati una classe molto unita ed il fatto di essere "quello asociale e timido" non ha migliorato le cose, mi sono sempre sentito solo lì dentro, finché non ho fatto amicizia con Danilo, grande appassionato di serie Tv come me.

Venerdì 4/08: sogno stabile/sogno macabro

 Lorenzo mi ha invitato a prendere un tè questo pomeriggio, esco di casa e mi avvio al ristorante, insieme a Lorenzo c'è anche Diego, bello rivederlo dopo tanto tempo. Non ero mai stato lì, c'è un menù pieno di tantissime strane varianti, con nomi impossibili da pronunciare. Diego prende un tè semplice, tra i primi della lista, mentre Lorenzo prende l'ultimo del menù, con un nome talmente difficile da non riuscire a pronunciarlo correttamente... La cassiera non riesce a capirlo (lol), finché non intervengo io pronunciando quel nome nel modo corretto. Loro pagano e vanno a sedersi, io non riesco a scegliere e così prendo un sacchetto di patatine per il momento. Mi siedo al tavolo, mangiamo e chiacchieriamo un po' mentre io continuo a guardare il menù, i tè non hanno descrizione, solo un nome. Alla fine decido di prendere il "wild", vado alla cassa, ordino... la cassiera mi dice che la macchina per il tè si è rotta, dovevo ordinare prima insieme agli altri... <<Vabbè, tanto torno a cena qui stasera>>. Già, la mia classe aveva organizzato una cena lo stesso giorno nello stesso posto (100 montaditos) alle 20:30. <<Che strano orario le 20:30, di solito una cena con amici inizia alle 19:30/20:00, strano che inizi così tardi, ma ok, ci andrò, speriamo ci sia Danilo, gli altri sono tutti noiosi>>. Ritorno al ristorante alle 20:30: c'è un mio compagno di classe, Federico, che mi aspetta fuori dalla sala principale, facciamo una chiacchierata, ma mi sembra un po' strano, lascio lo zaino fuori ed entriamo... Appena dentro comincia a ridere di me e va a sedersi al tavolo con tutti gli altri della mia classe che già stavano mangiando in un angolo della sala. Anche loro ridono. Mi avevano invitato in ritardo apposta, solo per prendermi in giro. Li ignoro, come sempre, esco, prendo dal mio zaino il portafoglio e vado alla cassa per ordinare qualche panino, ma ormai è chiusa, troppo tardi, non si può più ordinare. Non voglio dargliela vinta a quelli, c'è una porta affianco al banco degli ordini, l'accesso è vietato, ma decido di entrare comunque, forse avrei trovato del cibo. Mi ritrovo dietro il locale, su un balcone con una splendida vista sulla città, c'è un tavolo e un ragazzo seduto lì con un suo amico, un'altra porta conduce ad una sala dove ci sono i due proprietari: Un ragazzo e una ragazza, molto giovani. I due ragazzi mi invitano a sedermi con loro, uno deve andarsene subito, così rimaniamo solo in due: io e Matteo. I proprietari credo siano amici di quel ragazzo, appena mi siedo ci portano un vassoio di pollo al forno. Cominciamo a mangiare e nel frattempo chiacchieriamo e gli racconto di come sono finito lì: "Quei maledetti, invitarmi alle 20:30 solo per prendermi in giro, almeno ora sto mangiando un ottimo pasto con un mio nuovo amico, chissà se Danilo lo sapeva e non mi ha detto niente"... "Dai lasciali perdere, è gente inutile". Sembrava andare così bene quella serata, mi stavo finalmente divertendo... Finché non iniziarono i guai. Si spensero ad una ad una le luci, i proprietari se ne stavano andando, ormai era tardi, ma ci dissero che potevamo rimanere quanto volevamo, lasciarono una luce accesa solo sul nostro balcone. Non c'era più nessuno nel locale. Solo noi due. O almeno così credevamo. Mentre chiacchieriamo la nostra unica luce d'improvviso si spegne, le luci della città illuminavano la strada, ma il nostro balcone era diventato completamente nero. Il mio telefono è al 6% di batteria, ma decido di usarlo come torcia a centro tavola per finire velocemente gli ultimi pezzi di pollo rimasti. Ad un tratto la porta da cui ero arrivato si spalanca violentemente, entrano due mascotte del ristorante: degli "uomini" vestiti da verdure, uno molto piccolo e uno a grandezza d'uomo, una melanzana ed un sedano ci attaccano, riusciamo a respingerli a suon di calci e pugni e chiudiamo la porta a chiave, quei due costumi non sembravano dei costumi, erano terrificanti. Il mio telefono nell'impresa vola giù dal balcone. Affacciandomi per cercarlo vedo mio padre in strada che mi fa segno di scendere. Ormai è mezzanotte passata. "Scendo subito". Se solo fosse stato possibile. Loro erano lì, oltre quella porta. Il pollo ormai è finito, lentamente apriamo la porta e ci avviamo in quel buio totale tirando calci a chiunque si avvicini per allontanare quei maledetti inquietantissimi piccoletti. Non riusciremo a sconfiggerli, ma gli stiamo facendo male. Ci stanno addosso, è il momento di contrattare: "FERMI TUTTI!"- Urlo in quel momento -"NESSUNO VUOLE FARVI DEL MALE, VOGLIAMO SOLO USCIRE DA QUI! TOGLIETEVI LE MASCHERE, ALLONTANATEVI E VI LASCEREMO IN PACE". Quelle "verdure zombie" si allargano toccando il muro e formando un passaggio nella sala. Si tolgono la testa. Sono tutti umani. Io e Matteo camminiamo verso l'ascensore, ma il peggio deve ancora arrivare (a quanto pare il mio subconscio non voleva farmi uscire da quella stanza). Un'ombra nera, quasi invisibile in quel buio, ci aspettava vicino l'ascensore. Comincia lentamente ad avvicinarsi, la riconosco subito: è il mio incubo. <<Non può essere tornata, non dopo quello che è successo qualche giorno fa (vedere "Extra: il mio incubo"), Matteo non sopravvivrà ad un suo attacco>>. Per salvare il mio nuovo amico raccolgo tutto il mio coraggio e decido di affrontarla, le corro incontro e comincio a tirare pugni. La colpisco finché finalmente scompare nel nulla. Si è arresa... Per ora. 

Mi sveglio con una scarica di adrenalina, non riesco a smettere di tremare, ho vinto io. Sono le 5 del mattino, è tutto buio, ritorno a dormire.

Non so come sia andata a finire, ma il giorno dopo tornando al locale l'abbiamo trovato in cenere. La sera prima è andato a fuoco, io e Matteo siamo dati per scomparsi, ma siamo lì, davanti quelle macerie. Più o meno. Si... Perché ora "Matteo" è una ragazza. C'è un foglietto attaccato davanti al ristorante bruciato, un nostro identikit, chiunque l'abbia scritto, tra le tante cose, ci ha descritto con lo stesso aggettivo: "Annoiato/a". Scoppiamo a ridere: "Siamo fatti l'uno per l'altra hahaha"... "Già hahaha". 

È tutto finito, ci avviamo finalmente verso casa, insieme.

Bie, D

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