Martedì 29/08: sogno random/sogno catastrofico

Ivan è un ragazzo intelligentissimo, dopo aver lasciato la cucina di Masterchef a causa di un piccolo problema tecnico (per sbaglio gli avevano dato da cucinare carne umana, nessuno si era accorto dell'errore), ha deciso di riprendere gli studi ed andare all'università. Forse lui è l'unico che può salvarci da questa catastrofe. Sua madre Veronica è deceduta a causa di un incidente e suo padre Andrea... È mio figlio, mio e di mia moglie Maria. Quel giorno, era già passato qualche tempo dal momento dell'allerta, io e Maria andammo a trovare nostro nipote: Ivan aveva costruito un laboratorio ipertecnologico esclusivamente per monitorare l'attività vulcanica e trovare un modo per impedire a quel vulcano eruttare, ma ancora nessuna buona notizia. Ivan era più intelligente di suo padre (un vero genio), forse era il ragazzo più intelligente del pianeta, solo lui poteva farcela.
In quel momento ero un adulto, anch'io uno scienziato come Ivan; cambiamo scenario: sono nel mio liceo, ho la mia età ed è una giornata normale. Il vulcano per ora erutta fumo grigio, c'è ancora tempo. Nel liceo c'è una conferenza sui vulcani e, una volta finita, ci spostiamo in un edificio a pochi passi dal liceo, lì hanno allestito un simil-vulcano per prepararci alle conseguenze dell'eruzione nel modo più reale possibile. Fumi nocivi, buio, caldo, un'esperienza finta, ma molto violenta, <<è stato terribile, ed era solo una finzione, non so se riusciremo a sopravvivere ad una vera eruzione>>. Suona la ricreazione, faccio il tragitto tra l'edificio e la scuola per prendere la merenda e nel mentre mi guardo intorno: nessuno sembra preoccupato per il vulcano, ognuno vive la propria vita normalmente, ci gruppi di persone che chiacchierano, una mia amica che vuole un panino ma non ha soldi, quindi cerca di scroccare, chi si siede su una panchina a disegnare o scrivere sui propri quaderni. Ritorno al simil-vulcano, dove la guida ci saluta e ci informa che saremmo andati in gita scolastica sul vulcano nei prossimi giorni... Yeeee, una gita, felicità lol.
Ma torniamo ad Ivan. Io e Maria entriamo nel laboratorio, c'è un problema, Ivan è in crisi, disteso sul pavimento, dice cose senza senso, non riesce più a pensare lucidamente. C'è qualcosa che non va. Dietro di noi sentiamo chiamarci da una voce familiare: Veronica, la madre di Ivan creduta morta, era ancora viva, era invece Andrea ad essere morto dando la vita ad Ivan. Chiediamo a Veronica spiegazioni: "Cominciamo dall'inizio: vostro figlio era un genio, uno dei più intelligenti del pianeta, ma sapeva che molte cose non sarebbero mai potute essere studiate da una mente umana, limitata, decise così di inventare un androide, che per i primi mesi di vita avrebbe studiato tutto lo scibile umano, per poi ampliarlo. Avrebbe potuto fare grandi cose Ivan, ma successe qualcosa di anomalo durante la sua "nascita", Andrea morì fulminato ed il suo capolavoro venne danneggiato, nostro figlio. La sua memoria ora è piena, sta andando in cortocircuito, forse possiamo salvare le informazioni che ha trovato, mettere la memoria sul computer, ma non è possibile salvare lui". Tentiamo, trasferiamo tutti i dati sul computer, ma nella sua memoria non c'è niente che possa aiutarci, è il momento di rassegnarci.
 Torno alla mia età. Sto vedendo Supernatural sul computer, tranquillo, nella mia camera, quando appare sul computer... "ALLERTA": oggi è il grande giorno, il vulcano sta per eruttare. <<Nooo, proprio oggi che dovevamo andare in gita, speriamo non salti.>> Prendo il telefono, è completamente intasato da messaggi whatsapp e facebook sulla catastrofe imminente, lentissimo e bloccato, dopo qualche minuto finalmente riesco a farlo funzionare, scrivo un messaggio sul gruppo della scuola per sapere se la gita si fa ancora e ritorno a vedere Supernatural aspettando un messaggio di conferma. Il telefono sta caricando dall'altra parte della stanza, continua a suonare a causa delle notifiche, ma nessuno risponderà alla mia domanda.
Ovunque dilaga il caos.
Ivan, non so come, ha ripreso conoscenza, ma ha perso tutta la sua intelligenza, scaricata sul computer. In un ultimo tentativo per salvarci decide buttarsi nel vulcano in eruzione: il suo involucro comincia a squagliarsi lasciando scoperti i circuiti mentre affonda lentamente nella lava.
Nel frattempo io e mia madre siamo a Roma, corriamo, non so perché, ma corriamo, attraversiamo una piazza dove il Papa davanti a tutti i fedeli sta pregando, per sbaglio ci scontriamo con lui mentre recita il "Padre nostro" e continuando a correre anch'io comincio a recitare la preghiera. Attraversiamo la piazza e ci fermiamo lì, uno spazio vuoto, niente palazzi o costruzioni, solo natura ed in fondo, a chilometri di distanza un'immagine spaventosa e meravigliosa: il fumo sempre più nero che fuoriesce dal vulcano: È il momento.

Bie, D

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