Cliccai il nome "Bryana" sul cellulare ed aspettai parecchio prima di voler riattaccare, finchè rispose.
<Hey Rebecca! Come stai?> disse la mia amica urlando, segno che era ancora al "Red Light".
<Bene, ehm volevo chiederti se Sam aveva lasciato a qualcuno le chiavi di casa> chiesi sapendo che era impossibile, ma tentar non nuoce.
<No, non credo. Midispiace ma ora devo riattaccare, ci sentiamo. Un bacio> sentendo un urlo alla fine ed una nuova canzone iniziare.
Pensai di chiamare Kristen, ma solo dopo mi ricordai che in questo momento era a Parigi.
Bene.
Siamo fottute.
Cosi, sapendo che dovevo alleggerire la sbornia alla mia amica, le misi un braccio sulle spalle per sorreggerla, e andammo giù per le scale abbastanza lentamente, uscimmo dal palazzo, e camminammo fino a che trovai un bar aperto ventiquattrore su ventiquattro.
Gridai quasi di gioia nella mia mente.
Entrammo, e la feci sedere sul primo tavolo in vista, ordinai dell'acqua per tutte e due, e mi presi anche un muffin dato che erano carini.
Subito lo mangiai, e posso affermare che oltre ad essere carini sono buonissimi.
Io amo I muffin al cioccolato.
<Sam lo sai che siamo nei casini adesso? Dove diavolo saranno le chiavi?> chiesi alla mia amica che sorseggiava l'acqua fresca da frigo.
<Non lo so. Ma quello che so è che se I criceti volassero farebbero una strage> disse indicando il cielo ridendo.
Mi misi subito le mani sul viso per la disperazione del momento, e tutto ad un tratto mi arrivò un messaggio sul cellulare.Da: Sconosciuto
Che ne diresti di uscire un attimo da quel bar? :)Subito non capii, cosi girai la testa guardando fuori e lo vidi.
Il ragazzo di prima.
Cosi dissi ad una Sam spalmata sul tavolino "Aspettami qui un attimo. Esco un secondo" per poi ricevere un movimento di mano e una bolla di saliva proveniente dalla bocca.
Sorrisi d'istinto per poi uscire a parlare con il tipo.
<Hey, c-che ci fai qui?> chiesi stringendomi meglio nella giacca di pelle.
<Ho portato a casa I miei amici, e passando di qui vi ho viste> indicando Sam all'interno che dormiva in una posizione buffissima.
<Si beh, lei...> ammirando la mia ancora di salvezza ubriaca, ma non finii di parlare perchè non sapevo cosa dire nei suoi confronti, cosi mi grattai la testa confusa.
<Stai tranquilla, anche a me con un mio amico succede sempre. Ma comunque cosa ci fate qui?> disse tutto sorridente mettendo le mani in tasca.
<Oh, beh, diciamo che Sam ha perso le chiavi e cosi s-siamo chiuse fuori. D-Dopo andrò dal ferramenta e mi farò fare la quinta copia> dissi imbarazzata.
<Se volete potete venire nel mio appartamento, ho una camera in più. È giusto dieci minuti in macchina> chiese indicando una Range Rover nera dietro di lui.
Non sapevo cosa fare.
Lo conosco solo da un paio di ore, neanche forse.
Ma sta il fatto che io abbia bisogno di dormire, e Sam di un bagno.
Necessariamente.
<S-Se non ti da fastidio, ok> risposi alla fine per poi arrossire.
<Perfetto, prendiamo la tua amica e andiamo al caldo> disse contento sbattendo le mani con uno schiocco.
Lui mi sorrise, e assieme a me andammo a riprendere Sam.
Pagai velocemente al bancone, e girandomi vidi il riccio prendere in braccio la mia amica che si accoccolò come una bambina.
Entrammo in macchina, ma restai dietro con lei a sorreggerle la testa er non farla vomitare ancora di più, mentre lui iniziò a guidare, e dopo giusti dieci miniti ci fermammo.
Uscimmo insieme, e prendendo Sam in braccio entrammo in un edificio enorme, prendemmo l'ascensore e dopo un silenzio tombale arrivammo davanti alla porta del suo appartamento.
<Scusa, potresti prendere le chiavi nella tasca dietro dei pantaloni?> notando che non poteva muoversi con un peso morto fra le braccia.
Cosi un po' titubante misi la mia piccola mano sulla tasca e sentii il suo fondoschiena.
Sento che mi sto per incendiare.
Ok, non sto affatto bene.
Le presi, infilai nella serratura esse, ed aprii la porta, che rivelò una stanza bellissima.
Era più piccolo del nostro appartamento, ma era decorato decisamente meglio.
Aveva un buon gusto nello stile, devo ammetterlo.
Chiuse la porta con il piede ed il blocco della serratura partì in automatico, cosi senza perdere tempo mi disse "Vieni. Ti mostro la camera" portando con se la mia amica.
Aprì una porta con il mignolo della mano sinistra, che sarà stato più grande di tutta la mia intera faccia, ma apparte questi dettagli, entrammo e notai un letto enorme.
<Non ha tutto, ma spero vada bene. Disolito non ci dorme nessuno qui> disse appoggiando la mia amica sul letto dove si stiracchiò nel sonno, fino ad aggrappare un cuscino.
<Bene, vi lascio dormire. Il bagno e qui in fondo al corridoio, e se avete bisogno di qualcosa io sono qui difronte> disse sorridente come non mai, per poi togliersi le scarpe davanti ai miei occhi e uscire con esse in mano.
<Buonanotte e... grazie> dissi prima che chiuse la porta alle sue spalle, per poi vederla aperta un'altra volta e sentire "Prego, buonanotte anche a voi".
In cosa mi sono cacciata?
Ho fatto la scelta giusta?
Subito mille dubbi e pensieri rimbombano nella mia testa, fino a che sento Sam lamentarsi nel sonno.
"Prendimi. Dai!".
Ok, chissà cosa diavolo starà sognando.
Meglio non sapere.
Mi tolsi le scarpe e appena mi sedetti sul letto sprofondai da quanto morbido era, e cosi stendendomi presi sonno immediatamente, cadendo pure io nel mondo dei sogni.________
Sentii un leggero calore sul mio viso e aprendo solo un occhio notai un raggio di sole scontrarsi sul mio viso stanco.
Mi girai e vidi Sam dormire ancora, cosi cercai di svegliarmi mentalmente, e dopo quello mi alzai sedendomi sul bordo del letto, tenendomi la testa.
Non avevo bevuto molto, ma io sentivo male molto di più degli altri.
Stranamente girai il capo alla destra e vidi una bottiglia d'acqua e una scatola con delle pastiglie.
Lessi il nome della scatoletta e capii che il riccio le aveva appoggiate qui mentre dormivamo, perchè stanotte non c'erano.
Ne presi una e bevvi metà bottiglietta da quanta sete avevo in quel momento.
Mi alzai e aprendo piano piano la porta andai verso il bagno in fondo al corridoio.
Mi guardai allo specchio e notai tutto il trucco perfetto, che avevo fatto con molta gioia, sbavato.
Cioè io sono andata in giro cosi?
Santo cielo vorrei sotterrarmi.
Feci le mie cose e dopo essermi lavata il viso con del sapone affianco al lavandino, tornai me.
Per poi prendere un elastico dal braccio e farmi una cosa a caso in testa per non avere caldo e stare più tranquilla.
Ritornai alla mia camera e appena mi sedetti pensai a quanto carino fosse stato questo ragazzo.
Poi subito dopo avvertì dei passi farsi sempre più vicini alla mia stanza, e dopo pochi secondi la porta si aprì, rivelando un riccio con addosso dei pantaloncini grigi.
<Buongiorno, state bene?> sussurrò tutto felice.
<Ma è mai possibile che tu sorrida sempre?> chiesi senza rendermene conto.
<Sono felice, tutto qui> disse per poi sedersi davanti a Sam, notando che si stava per svegliare.
Lei aprì gli occhi e guardò attentamente il ragazzo.
<Ok, sto ancora sognando> disse dandosi dei colpi alla testa.
<Nono Sam, cosi peggiori il mal di testa> dissi andando verso di lei con le pastiglie e l'acqua.
<Rebecca? Anche tu nel sogno? Non ti ho mai sognato prima d'ora. Dobbiamo fare una cosa a tre?> chiese sedendosi meglio.
Il ragazzo subito si mise a ridere e Sam ascoltando la risata, si ricompose e spalancando gli occhi disse "Ma allora non sto sognando! Dove sono?".
<A casa mia> disse il riccio.
<Sono a casa di Harry Styles?> spalancando gli occhi.
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Makeup Artist || Michael Clifford
General FictionOre 21.30 Las Vegas. Tutto sta per cominciare, ma come al solito, qualcosa deve andare storto.