se riuscissi ad alzarmi
da questo letto di disgrazie
potrei raccontarti
di come un tempo
riuscivo ad osservare il mondo.
potrei soffermarmi
sugli odori mattutini
diffusi nell'aria,
i quali grazie alla nebbia
e il vuoto che li circonda,
ti fanno dimenticare
come si cammina.
potrei anche dirti
di quel senso di felicità
che riscontri
nel incrociare gli occhi di qualcuno,
che come te,
osserva i colori e i suoni
che i respiri altrui emettono.
potrei cercare spiegarti
come la musica,
emessa dalle felici foglie autunnali,
richiami la tua attenzione
e ti faccia perdere
la cognizione del tempo trascorso
da quando pensavi
di essere davvero felice
a quando la felicità ti ha travolto
per la prima volta.
ma assieme a tutto questo
scopriresti anche
gli impulsi
che spingono le persone
a scrutarti mentre parli,
ad avvicinarsi mentre vivi,
ad abbattere la tua serenità
e ad esigere di continuare a fare parte di te,
anche dopo aver aperto il tuo petto
e aver sputato direttamente nel tuo nucleo.
