4 Darkmoon

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"Non ci pensare nemmeno!", urlò Rachet.
Bumblebee era determinato più che mai e non si sarebbe fatto abbattere da un semplice no.
"Dai Rachet...", insistette il robot giallo, quasi supplicando.
"Non puoi chiedermi di attivare il ponte terrestre e sperare di non essere visto da nessuno".
"Ma stanno dormendo come ghiri! Sarà impossibile che qualcuno lo senta".
Il medico sbuffo', frustrato.
"Non mi sento di farlo Bumblebee".
"Ti prego Rachet...", supplicò il robot giallo, con nello sguardo una supplica che il medico non era mai riuscito a evitare.
Il doc sospirò, arrendendosi.
Tirò la leva, attivando il ponte terrestre. Bumblebee fece per passare quando Rachet lo bloccò tenendogli il braccio destro.
"Non farmene pentire", disse, preoccupato.
Il giovane annuì, quindi attraversò il portale, qualche istante prima che gli altri componenti, svegli e arzilli, potessero fermarlo.
"Gli hai permesso di andare?!", urlò Bulcked, dopo che Rachet aveva spiegato la storia ai membri della squadra.
"Mi hai deluso Rachet", disse  Optimus.
"Lo so, e mi dispiace", si scusò il medico, pentito.
"Mentre stiamo qui a discutere, a quest'ora Bumblebee starà rischiando la vita", commentò Arcee.
Optimus sospirò, pensandoci un attimo sul da farsi.

Il sole era appena sorto su Jusper Nevada, e Bumblebee non aveva ancora trovato Darkmoon.
Il robot sbadiglio', cominciando ad avere sonno; in effetti uscire dalla base nel cuore della notte non era stata una buona idea. Ma non gli importava ciò; appena aveva saputo che Darkmoon era viva e sulla Terra, non era riuscito a chiudere occhio e doveva muoversi per non pensarci più. Ma il problema non era solo la stanchezza improvvisa; conoscendo bene Rachet, sapeva che lo avrebbe detto al resto della squadra e quindi doveva mettere quanta più strada possibile tra lui e loro. Improvvisamente udì delle voci, attutite ma poco lontane.
Bumblebee si nascose dietro una roccia, mentre si avvicinavano dei passi. Tre robot.
"Se non troviamo Darkmoon entro l'alba Megatron ci ridurrà in rottami!", urlò una voce.
Bumblebee la riconobbe subito. Starscream.
L'Autobot estrasse i blaster e uscì dal nascondiglio, in posizione di combattimento.
"Salve Autobot...", commentò con un ghigno il Decepticon.
Bumblebee dignigno i denti, infuriato.
Starscream fece per attaccare quando qualcosa, simile a una corda metallica, lo afferrò per il collo e scaraventò contro un albero, stordendolo.
"Da quanto tempo Starscream...", disse una voce.
I quattro robot alzarono lo sguardo, guardando in alto.
Di fronte al sole mattutino, tra gli alberi, vi era una figura nera dalle forme robotiche; scese  elegantemente con un unico balzo, silenziosa e letale.
Darkmoon, il robot che tutti cercavano, l'ultima Dinobot rimasta in vita, sopravvissuta allo sterminio architettato da Megatron.
Non è cambiata di un giorno, pensò Bumblebee con amarezza.
La guerriera era alta come lui, ma la corporatura era la stessa di Arcee; l'armatura era nerissima con la schiena argentata, presentando degli aghi lunghi e sottili. Il viso era a goccia con la punta rivolta al basso; in testa presentava due creste metalliche in fondo alla spina dorsale una lunga coda di ferro.
Due smeraldi illuminavano il volto.
"Ti sono mancata?", chiese Darkmoon, guardando Bumblebee, sorridendo.
Si voltò e guardò Starscream, diventando seria più che mai.
"E tu che vuoi?", chiese con arroganza.
"Lord Megatron richiede la tua presenza".
"Digli che ne vada al diavolo, perché non ho intenzione di essere un Decepticon"
"E chi ti ha detto che lo devi volere?".
In quel preciso istante Starscream attaccò Darkmoon frontalmente caricando un cazzotto, ma la guerriera si scostò e diede lateralmente una ginocchiata sul ventre del Decepticon, facendolo cadere a pancia in giù.
Poi Darkmoon andò in modalità dinosauro e con i possenti artigli e sfruttando la forza delle mascelle fece a pezzi i Vehicon; in quella situazione, Starscream entrò in modalità aereo e fuggì via, senza guardarsi indietro. Darkmoon si voltò a guardare Bumblebee.
Ecco la mia ragazza.

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