Atto Sesto: Arruolamento scrotale

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DENTRO LA TAVERNA C'ERA UN FUMO DENSO E UN CHIACCHIERICCIO ASSORDANTE, MA NONOSTANTE LA CONFUSIONE FENA RIUSCÌ COMUNQUE A INDIVIDUARLO.

SI PRESE IL POSTO DI FRONTE A LUI E ORDINÒ DA BERE.

L'UOMO VESTITO DI NERO ALZÒ GLI OCCHI.

"FENA..." LO APOSTROFÒ CON VOCE PIATTA E PROFONDA.

"SÌ..."

"SEI IN ANTICIPO. BRAVO."

FENA ANNUÌ SENZA NASCONDERE UN CERTO NERVOSISMO.

"COME FUNZIONA ADESSO?"

L'UOMO VESTITO DI NERO COMINCIÒ A MESCOLARE UN MAZZO DI CARTE.

"FUNZIONA CHE IO TI DIRÒ ALCUNE COSE... E SE TU LE RITERRAI SBAGLIATE DOVRAI INTERROMPERMI..."

"VA BENE..."

L'UOMO VESTITO DI NERO MISE LA PRIMA CARTA SUL TAVOLO: LA GABBIA.

"SEI SEMPRE STATO UN BUON CITTADINO. HAI PAGATO TUTTE LE TASSE, PARCHEGGIATO DENTRO LE STRISCE, TI SEI PREOCCUPATO OGNI VOLTA DI RIPORTARE I LIBRI ALLA BIBLIOTECA."

FENA RIMASE IN SILENZIO, E L'UOMO SCOPRÌ LA SECONDA CARTA: LA SEDIA.

"HAI MANTENUTO UN PROFILO BASSO, HAI PARLATO SOLO QUANDO TI VENIVA CHIESTO, SEI RIMASTO IN DISPARTE PER EVITARE PROBLEMI... EPPURE TI SEI SPESSO TROVATO AD OSSERVARE CON UN MISTO DI INVIDIA E RABBIA GLI ALTRI, QUELLI CHE PRENDEVANO IN MANO LA LORO VITA, CHE PASSAVANO SGOMITANDO E BRUCIANDO I SEMAFORI."

L'UOMO SCOPRÌ LA TERZA CARTA: LA CAVERNA.

"HAI CHIAMATO LA TUA MEDIOCRITÀ CON NOMI DIFFERENTI, PER ANDARE AVANTI, NELLA CONVINZIONE CHE LE OPPORTUNITÀ TI SAREBBERO CADUTE ADDOSSO, CHE L'UNIVERSO AVREBBE PROVATO COMPASSIONE PER TE.

MA L'UNIVERSO NON PROVA COMPASSIONE PER NESSUNO.

IL SUO PRINCIPIO REGOLATORE NON È L'EMPATIA, MA IL CASO.

È TROPPO SEMPLICE SCAMBIARE IL CASO PER INGIUSTIZIA, DIMENTICARSI CHE ESSO SI LIMITA SOLO AL COMPITO CHE GLI È STATO AFFIDATO: FAR VALERE LA LEGGE DEL PIÙ FORTE.

NON È A TE CHE APPARTIENE QUESTO MONDO, FENA: APPARTIENE AI VINCENTI, AI RICCHI E AI FORTUNATI.

MA QUESTO NON VUOL DIRE CHE IL CASO CE L'ABBIA CON TE... GLI SEI SEMPLICEMENTE INDIFFERENTE.

IN FONDO LO SAI, VERO? ED È IL SAPERLO CHE TI CONSUMA, E NON È NATURALE: NON È NATURALE CHE I VERMI GUARDINO AL CIELO PER INVIDIARE LE AQUILE..."

FENA ERA RIMASTO CON LA BOCCA SEMIAPERTA E LE PUPILLE FISSE SULL'UOMO, IN UNO STATO DI QUIETA ANGOSCIA. L'UOMO SCOPRÌ UN'ALTRA CARTA: IL CASTELLO.

"TROVERAI BEN MAGRA CONSOLAZIONE AL PENSIERO CHE VINCITORI E PERDENTI SUBIRANNO IL MEDESIMO DESTINO DI DECADENZA E MORTE: PERCHÉ TU NON AVRAI NEPPURE IL RICORDO DELLA GIOVINEZZA A FARTI DA COMPAGNO NELLA VECCHIAIA; LA TUA SARÀ UNA MORTE MEDIOCRE, COME LO È STATA LA TUA VITA, LA MORTE DI UN UOMO INSIGNIFICANTE."

NELL'ANGOLO BUIO DELLA TAVERNA L'UOMO ELEGANTE AVEVA VOLTATO L'ULTIMA CARTA: LO SCHELETRO.

E CONTEMPLANDO LE CARTE DISPOSTE IN ORDINE SUL TAVOLO, FENA COMINCIÒ A REALIZZARE IL SIGNIFICATO DI QUELLO CHE L'UOMO GLI STAVA DICENDO.

"STO METTENDO IN PIEDI UN ESERCITO, FENA, E HO BISOGNO DI GENTE COME TE, DI PERSONE CHE NON HANNO NIENTE DA PERDERE. È UN ESERCITO RIVOLUZIONARIO, DI CUI IL MONDO NON HA MAI VISTO EGUALE. NEL CASO ACCETTASSI DI DIVENTARE UN MIO SOLDATO, SAPPI CHE IN QUESTO ESERCITO NON VI SONO ARMI NÉ TATTICHE NÉ GERARCHIE: NON È UN ESERCITO NORMALE E NON COMBATTIAMO PER ALCUN IDEOLOGIA CHE NON SIA QUELLA DEL NULLA E DELLO SCROTO. QUESTA È LA MIA PROPOSTA... TU PENSACI SU, SAI COME TROVARMI."

QUANDO FENA ALZÒ LO SGUARDO L'UOMO ERA SPARITO.

E COME IN UN VECCHIO RACCONTO DI AVVENTURA, FENA SI SAREBBE ARRUOLATO.

MA NON CI SAREBBE STATO AMORE PER LUI, ALLA FINE, NESSUNA CANZONE AVREBBE FATTO VIBRARE LE CORDE DELLA SUA CHITARRA NELLE SERE D'ESTATE: AVREBBE CONOSCIUTO SOLO IL FREDDO SILENZIO DELLA RELIGIONE DELLO SCROTO, IL SUO ULTIMO ED ETERNO COMPAGNO.

Scrotology 4: Racconti IncompiutiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora