La notte era già quasi da tutte le parti del mondo con le ore contate, e scorreva lentamente poiché i viventi furono felicemente nelle braccia di Ipno.
Ma per lei stava quasi per rinunciare.
Ogni volta che chiudeva gli occhi, vedeva non altro che sangue delle vittime che i demoni avevano ucciso, le fiamme, il sorriso malefico di lui e il buio.
Il posto dov'era finita non aveva il tempo con cui scorrere ed era come stare lì per sempre ma non in modo pacifico.
Eh si, il mondo demoniaco o L'Inferno.
Un posto pieno di grida e pianti dei peccatori che stavano subendo la pena e dolore, calo di speranza, senza gioia e pace.
Nella sua finestra sbarrata li vide ogni giorno cadere e ormai si fece abitudine, nonostante le faceva una gran pena.
A sentirli era già abbastanza.
Era come se vivesse in un incubo reale.
Si posò il sguardo sulle sue mani, i suoi piedi... Cioè tutto il suo corpo roseo pallido, minuto e quasi carente era pieno di lividi e ferite poco profonde in via di guarigione in modo lenta, non per via della cella non del tutto illuminata e piccola più che altro, una camera da letto fatta apposta per lei in cui era stata detenuta per quanti secoli erano passati, ma era l'aura da innoridire qualsiasi essere inferiore del suo padrone che rimbombava ad ogni secondo nel castello.
Già, il suo padrone. O meglio dire, il suo Re.
Uno dei 18 Re nella gerarchia dell'Inferno, il piu potente dopo il loro imperatore, Lucifero.
Ci mancava che lui la sposasse e farla sua contro di sua volontà che al pensiero le veniva conati di vomito e provava un puro terrore, odio e frustazione allo stesso tempo.
Lui che aveva preso la sua pace, distrutto ciò che aveva di più a cuore e poi renderla schiava o peggio. Ogni volta che quel demonio le portava nelle sue stanze, sapeva bene che si aspettava delle torture sia fisici che psicologici.
Tra quelle torture, seppure di sua fortuna illibata, si ricordò candidamente di come le aveva graffiato il collo per il segno imminente che gli apparteneva per sempre, torturata con dei oggetti del piacere, di come che si scatenò tutto il rancore su di lei e di come l'aveva detto che era il suo amore più grande ma allo stesso tempo la trattava come uno scarto...
Lui era l'odio, la cupidigia, l'ira, la lussuria, l'orrore e dissipazione.
Ogni volta che si finiva conciata così, c'era un demone inferiore dal cuore d'oro in forma di un ragazzo bellissimo, che si rischiava di andare nel mondo umano grazie ad una scorciatoia (ancora sconosciuta) e ritornava con le garze, batuffoli di cotone e dell'acqua ossigenata o cibo.
Lo faceva sempre alla svelta, prima che essi scoprissero della sua assenza altrimenti sarà il Re stesso ad ucciderlo, senza pensarci due volte, poichè nessuno doveva toccarla.
Solo lui aveva il diritto.
Geloso si può dire, ma ossessionato era la parola più adatta.
E lei non aveva la possibilità di fuggire, neanche se provava a tentare.
In tutto quell'inferno, Barter era un fratello, una persona cara nonostante la natura diversa tra di loro.
In questo momento sarà già andato a procurare il solito ma non l'aspetterà nella sua cella, poiché le guardie le avevano già scortata verso la sala del trono del loro Re.
Lungo il corridoio tetro e scuro, designato di scheletri delle povere vittime in cui avevano fatto patto in passato con lui e dipinti di uomini dalle espressioni di morte, lei aveva il sguardo verso il pavimento,
spostando la sua chioma disordinata di color borgogna sulla sua schiena. Si era vestita di un'ornata tunica di perle sino alle ginocchia di un nero seducente e dei calzari rossi come il sangue contro il freddissimo e ruvido pavimento di roccia.
Ogni passo verso al suo cospetto era come chiedere a Dio di farla morire instante, al suo cuore che piangeva battendo forte e il suo respiro irregolare, era un'evidente segno della paura.
Arrivata davanti al portone poco dopo, ornato di sangue secco e pietra di nero lucido, cercò di essere calma e diede un'occhiata alle guardie che all'unisono, aprirono il portone.
Se solo se potesse immaginare che la grande sala da trono o le sue stanze fossero una parte del gioco che il suo carnefice impose l'illusione a lei ignara, il resto le sapeva.
STAI LEGGENDO
Infinity Costellations: La "Nuova" Genesi [IN REVISIONE]
FantasyIn una coincidenza con un racconto storico o divino, sta per ripetersi in modo diverso e questa volta, nel XXI secolo... La vita di Tobia cambierà quando farà conoscenza con le creature dal mondo demoniaco per puro caso e, verrà un giorno, che sarà...
![Infinity Costellations: La "Nuova" Genesi [IN REVISIONE]](https://img.wattpad.com/cover/54164038-64-k594265.jpg)