Solamente quando tornai nel mio appartamento ritirai fuori quella scatola di latta. Quando me l'ero ritrovata tra le mani qualche ora prima, la sua semplicità e allo stesso tempo specificità mi avevano disarmato. Insomma, chi custodisce libri, forcine e cellulari in una scatola per biscotti? E, soprattutto, chi si prende la briga di sotterrarla? Non ero il tipo di ragazzo che si interessa particolarmente al mondo esterno, a meno che non si trattasse di cibo, sesso o dischi in vinile; eppure c'era qualcosa in quella scatola – nel suo odore di chiuso e di casa, che mi attirava con forza magnetica, impedendomi di segnalare il ritrovamento al capo cantiere, impedendomi di lavarmene le mani e continuare con la mia monotona vita. E fu così che, sempre più incuriosito, l'avevo nascosta dentro il mio zaino accanto al thermos ormai vuoto, ero tornato a lavorare e, durante il resto del mio turno non avevo fatto altro che pensarci, dimenticando il sole caldo sulla pelle e agognando il momento in cui avrei finalmente avuto il tempo e la tranquillità di analizzare meglio gli oggetti al suo interno.
Circa alle 7 di sera mi misi sulla mia scrivania, a destra un'insalata di broccoli e pollo alla quale avevo aggiunto un po' di maionese per renderla mangiabile, a sinistra la scatola di latta che ancora non avevo il coraggio di aprire. Il piano era quello di rovistare al suo interno mentre finivo la cena – come facevo quando dovevo scrivere una relazione, guardare un film, studiare, disegnare. Diciamo che quando si trattava di mangiare, la mia abilità del multitasking si estendeva, permettendomi di risparmiare moltissimo tempo – non hai bisogno di mangiare seduto al tavolo se al tavolo non c'è nessuno a farti compagnia giusto? Ad ogni modo, non rispettai il piano; avevo la sensazione che quella scatola di latta avrebbe avuto bisogno della mia completa attenzione. Così mi alzai velocemente, posizionai un vinile nel giradischi e lo lascia andare, tornando alla mia cena. Solo quando ebbi finito anche l'ultimo broccolo e lavato e asciugato piatto e posate, mi sedetti nuovamente alla scrivania e riaprii finalmente quella scatola.
Ne osservai l'interno come se fosse la prima volta, con occhi e mente aperta e alla ricerca di dettagli che nella foga del cantiere non ero riuscito a carpire. Feci ancora una volta l'appello: un cellulare usa e getta, una forcina per capelli, un libro scritto in tedesco, un ciondolo dorato e un foglietto piegato a metà.
Analizzai più nello specifico tutti quegli strani componenti, partendo dal ciondolo. Era di bigiotteria, ma piuttosto ben fatto, di forma ovale e con motivi floreali intagliati sopra. Mi accorsi solo dopo che il ciondolo si apriva in due, mostrando una foto sì a colori, ma troppo chiara e sgranata per poter essere stata scattata negli ultimi decenni. Vi era ritratto un uomo, dai capelli neri, la barba rasata e la mandibola pronunciata.
Afferrai solo in seguito la forcina per capelli: era slargata e consumata – lo smalto nero eroso dal tempo lasciava nuda la struttura di ferro grigia. Non vi erano rimasti capelli, neanche uno.
Il cellulare usa e getta era uno di quelli che vendevano ai supermercati qualche anno addietro, neri con i tasti di plastica trasparente, una piccola antenna e lo schermo verde, in grado solo di chiamare e rispondere. Solo dopo numerosi tentativi riuscii a giungere alla rubrica, dove vi era salvato un solo numero sotto il nome di "P". Lo misi da parte.
Il quarto oggetto era un libro in edizione tascabile. La sua copertina nera era ricoperta da una patina di polvere e le pagine al suo interno erano ingiallite e piene di orecchie, sottolineature, appunti scritti con la penna e angoli di pagine piegati. Riconobbi il titolo del libro seppure fosse in tedesco – avrei potuto non riconoscere il mio libro preferito? – era il ritratto di Dorian Gray. Presi il pc e rimasi con quel libro tra le mani a lungo, cercando di interpretare gli appunti fornito di dizionario online, eppure la maggior parte erano incomprensibili a causa della calligrafia. Quante possibilità c'erano che in quella vecchia e ammaccata scatola di latta avrei trovato proprio il libro che da quando ho memoria era sempre stato il mio preferito?
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Fase Zero
RomancePROMPT: "Lavori in un cantiere e, mentre scavi una buca per costruire un nuovo palazzo, ti imbatti in un'insolita scatola che contiene al suo interno cinque specifici oggetti accompagnati da un biglietto: - Quando trovi questa scatola, chiamami. Qu...
