Appendici

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Quando la vidi uscire dal suo portone, quel giorno, non sorrideva come due mesi prima. Tese appena le labbra, come a mo' di saluto, senza avvicinarsi per baciarmi neanche la guancia. L'aria tra di noi era tesa e non mi spiegavo il perché: non mi era sembrato che ci fossimo lasciati così male l'ultima volta; o, almeno, tutti i nostri litigi erano sempre stati riparabili, se non da qualche bacio, sicuramente dal tempo e dalla distanza.

Poi, incastrato al suo anulare sinistro, lo vidi.

«Ti ha chiesto di sposarlo?» Quell'anello non mi spaventò, così come non mi spaventò il suo sguardo quando, colpevole, si abbassò a terra evitando il mio.

«Ci sto ancora pensando.» Mi disse, quasi per giustificarsi. Quasi per lasciarmi ancora un piccolo spiraglio aperto.

«Non porteresti il suo anello se non gli avessi risposto di sì.» Sostenni, senza paura nella mia voce. Lei non alzò lo sguardo da terra; era la prima volta che la vedevo così distante.

«Ascolta, Giulia» decisi di ignorare l'anello e tutto il resto «Buon Natale. E' il mio regalo.» Le sventolai sotto gli occhi un biglietto del treno, solo andata.

Lo prese con cautela, rigirandoselo tra le mani.

«Forse non è un diamante, ma non te lo starei regalando se non fossi sicuro di quello che proviamo l'uno per l'altra.» Le infilai un dito sotto al meno per alzarle il viso e costringerla a guardarmi negli occhi. Come erano belli.

«Ora lo so anche io perché non potevamo stare insieme, e ti chiedo scusa per averci messo tanto a capirlo. Il motivo, mia madre, torna domani mattina in città con me, dopodiché la riporterò in clinica e andrò a visitarla una volta a settimana. Te lo dico perché voglio che tu conosca la vita a cui vai incontro, se decidi di prendere questo treno domattina e venire a vivere con me.»

La sentii sussultare e poi deglutire, sul dito che avevo ancora sotto il suo mento. «Non ti posso promettere che sarò perfetto, né che non sarò geloso, né che un giorno ti sposerò, né che troverai un lavoro buono come ce l'hai qui. Né che non litigherai con tuo padre, né che tutto andrà bene. Ma ti posso promettere che ti amo. Ti basta?»

Mi baciò.

Le bastava.

Fase ZeroWhere stories live. Discover now