Capitolo 1 - Damn Rebel

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Capitolo 1 – Damn Rebel

"Allora (T/n) hai tutto pronto per andare?" ti chiese tua madre con un caloroso sorriso stampato in volto mentre teneva le sue mani sulle tue spalle.

"Sì mamma, me lo hai chiesto già altre 3 volte in soli dieci minuti, non credi di stare un po' esagerando?" dicesti, rivolgendo uno sguardo scherzoso a tua mamma.

"No (T/n)! Non sta affatto esagerando, è il tuo primo giorno di scuola alla U.A e non puoi che essere impeccabile! E chi lo sa magari riuscirai anche a fare colpo su qualche ragazzo che dici ahah!" aggiunse tuo fratello Itachi tutto emozionato, prima di stringerti in un grosso abbraccio sollevandoti da terra, scompigliandoti tutta.

"Ita dai mettimi giù, mi si scompigliano tutti i capelli così!" esclamasti turbata.

"Dai dai Itachi, lasciala andare su, penso sia arrivato per lei il momento di andare, altrimenti come farà ad arrivare puntuale ed a stabilire durante l'anno una media impeccabile?".

Alle poche, ma autoritarie parole di vostra madre Itachi ti lascio, adagiandoti a terra per lasciarti rimettere a posto i capelli che lui aveva fatto 'svolazzare' per tutta la stanza, una volta che fossi pronta dunque, afferasti la tua cartella per iniziare a dirigerti verso la tua nuova scuola mentre salutavi in lontananza la tua famiglia sorridente.

Però poco prima di svoltare l'angolo sentisti di nuovo la voce di tua madre urlare, nonostante fossero tipo le 7:20 del mattino.

"(T/n)! ricordati che ci sarà tuo zio ad aspettarti davanti all'ingresso della scuola, quindi non dimenticarti di cercarlo mi raccomando!"

Ah si giusto, oh porca merda ma era proprio necessario che venisse davanti a scuola? Pensava non mi sarebbe bastato vederlo tutti i santi giorni da quel momento?

"Sì mamma, lo ricordo ovviamente!" risposi un po' seccata per poi girarti dalla parte opposta per continuare a camminare.
Non che non volevi vedere tuo zio, per carità, il solo problema è che quando inizia a parlare diventa davvero pesante, e ti viene difficile ascoltare i suoi estenuanti discorsi per ore e ore.

ALLA SCUOLA

Nonostante il cielo grigio e il vento perenne che aveva continuato per tutto il viaggio a tormentarti i capelli ed a farti alzare il dietro della gonna, arrivasti esausta, con una faccia tutto fuorchè rilassata e soltanto con una cuffia nell'orecchio (perchè l'altra era volata per il vento) a scuola, dove scorsi dietro una colonna gigantesca tuo zio, che probabilmente ti stava aspettando già da qualche minuto; avevi fatto ritardo per via del piccolo inconveniente della gonna.

Bene preparati (t/n), a sentire uno dei discorsi più lunghi della tua vita per i ritardi di una liceale.

Senza mezze misure ti avvicinasti a lui per farli capire che eri finalmente arrivata.
"Buongiorno zio.. scusa tanto per il ritardo, il vento non mi dava proprio tregua e-" non ti fece neanche finire il tuo discorso ansimato che disse con tono freddo.

"Non importa (t/n) solo, non dire a tua madre che sei arrivata tardi, potrebbe venirle un infarto". Ridacchiasti. Era vero, tua madre era forse una delle persone più impostate e puntali che esistevano al mondo, però nonostante quello era comunque una brava e dolce madre che non ti aveva mai fatto mancare niente, e le volevi un mondo di bene.

Felice per non avere ascoltato una lunga ramanzina da tuo zio, li chiesi dove avresti svolto le lezioni per quell'anno, lui non ti rispose ma, con una faccia quasi annoiata ti indicò la bacheca per le info scolastiche per poi allontanarsi barcollando, salutandoti con un gesto della mano.

Cavolo che strano comportamento, non è proprio da lui comportarsi in questo modo, sarà l'atmosfera lavorativa a renderlo così burbero?

Ti girasti verso il punto indicato da duo zio Aizawa, così si chiamava, per poi avvicinarti immediatamente alla cattedra dove vi era seduta una signora alla quale probabilmente avresti dovuto chiedere le informazioni che ti servivano.

Just Us Two [BakugouKatsuki x reader]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora