E dalla porta entra un batuffolo di capelli grigi, tutto sorrisi e dolcezza.
Il mio migliore amico Jimin si sporge all'entrata della classe, chiede il permesso di entrare alla professoressa e poi si appresta ad avvicinarsi al suo solito posto vicino al mio. Tutte queste azioni, ovviamente, con un ghigno tra il perfido e il divertito a contornagli il faccino.
Si siede, facendo strusciare la sedia, e io faccio di tutto per non guardarlo, fino al punto in cui mi ritrovo, per la prima volta nella mia vita, a seguire la lezione di matematica con tanto di finta aria interessata e concentrata.
Lui, invece, ignora totalmente la professoressa. Ruota il busto verso di me, poggia il mento sulla mano e mi squadra, aspettando pazientemente un mio segno di cedimento.
Io, in risposta al suo sguardo indagatore, lo ignoro totalmente. E, devo ammettere che sto facendo un lavoro egregio, se non fosse che dopo alcuni minuti, sento un urletto strozzato da parte del mio compagno traditore, che mi costringe a girarmi verso di lui.
Lo trovo appollaiato sulla sedia, che si copre il viso con le maniche della felpa, e mi indica, cercando di trattenere un urletto poco virile.
Seguo la direzione che mi sta indicando, e, dopo pochi istanti, mi è tutto più chiaro. Ovviamente, il bastardo, sta indicando il mio collo, contornato da macchie violacee, reduce dell'ora precedente passata con Hoseok.
Cerco invano di coprirmi il collo con le mani, ma ormai è troppo tardi. Jimin si è rimesso nella posizione di prima, con il viso appoggiato alla mano, e sta aspettando una mia fantomatica confessione e, da come mi guarda, penso proprio che sarò costretto a parlare.
"Mi spieghi cosa hai nel cervello? Il kimchi? Come ti viene in mente di farmi dare un passaggio da lui senza dirmi nulla? Me lo sono trovato nel letto, deficiente" Lo rimprovero, cercando di cambiare discorso.
Lui non si fa intimorire e ribatte: "Non ti lamentare, sai bene che ti ho fatto un gran favore. Dai su, ora raccontami tutto e sbrigati, che tra poco abbiamo la pausa pranzo"
1 ora dopo
"Quindi, fammi capire" Mugugna Jimin, mentre mangia un hotteok* "Avete appuntamento per oggi pomeriggio in studio di registrazione per scrivere?"
"Si, esattamente" Confermo io, cercando di mantenere la mia solita espressione impassibile, mentre nel mentre percorro con lo sguardo la mensa per l'ennesima volta alla ricerca del ragazzo dai capelli rosa.
"Non ci credo, non dirmi che non ti ricordi" Mi schernisce il mio migliore amico.
"Ricordarmi cosa?" Chiedo io confuso.
"Sei sempre il solito... Oggi pomeriggio abbiamo la gita al conservatorio, ricordi? Mi dispiace, ma non potrai passare il resto della tua giornata con il tuo principe azzurro"
Non rispondo alla frecciatina lanciatami, ma solo perché ora ho altro a cui pensare.
Devo assolutamente mandare un messaggio ad Hoseok per avvisarlo.
Prendo il telefono e invio velocemente un messaggio di scuse, con una proposta per rimandare l'incontro.
Poso il telefono, ma non faccio in tempo a chiudere la cerniera dello zaino che sento due mani coprirmi gli occhi, oscurandomi la vista.
Faccio per girarmi, quando sento un bacio posarsi sulla mia guancia e delle mani spostarsi sulle mie spalle.
"Ehi bellissimo" Mi saluta il ragazzo appena arrivato, facendomi l'occhiolino, seguito da un sorriso affettuoso.
Al suo saluto, le mie guance si imporporano di stupore e mi si forma un sorriso sulle labbra.
"Okay, vi lascio da soli, ci vediamo dopo alla fermata dell'autobus per andare in gita" Si affretta a dire il mio amico, in modo da poterci lasciare del tempo per parlare "Ciao Hoseok Hyung! Ciao bellissimo!" Dice, alludendo all'epiteto affibbiatomi da Hoseok e ammiccandomi con aria complice, per poi andarsene in mezzo alla calca.
"Stavamo dicendo?" Dice Hoseok, dopo aver salutato Jimin con la mano, mentre si siede accanto a me, risvegliandomi dai miei pensieri.
"Beh... Ti stavo dicendo che..." Incespico io, prendendogli la mano da sotto il tavolo, non sapendo come spiegargli.
"Beh, che non fossi di molte parole si era capito, ma ora stiamo esagerando, cosa succede?" Dice l'altro con aria preoccupata.
"Midispiacemanonpossovenireoggipomeriggioperdonami" Dico io tutto d'un fiato.
"Cosa?" Chiede confuso l'altro, non capendo quello che dico.
"Mi dispiace ma non posso venire oggi pomeriggio in sala registrazione con te" Ripeto io più lentamente, guardandolo con aria colpevole: "Mi sono dimenticato che oggi ho la gita al conservatorio di Seoul"
"Oh" Sussurra l'altro, incupendosi un poco "Quindi non ci possiamo proprio vedere oggi?"
"Beh..." Azzardo io "Potremmo sempre stare insieme stasera, magari potremmo andare a cena da qualche parte in centro, sempre se ti va" Dico, abbassando il capo e sorridendo speranzoso.
"Ma certo che si!" Esclama l'altro, un sorriso che si fa strada nuovamente sul suo volto "Siamo nella capitale, cavolo! Andiamo a divertirci!"
Alla vista del suo entusiasmo, il mio cuore si scalda. Incredibile come un ragazzo così grande e grosso possa comportarsi come un bambino elettrizzato in alcuni momenti.
"Ho voglia di un dolce" Mormoro io, gonfiando le guance e incrociando le braccia.
In risposta al mio atteggiamento infantile, il mio compagno scoppia a ridere e si avvicina a me, facendo strofinare i nostri nasi dolcemente.
"Allora così sia, ti passerò a prendere stasera subito dopo cena, così andremo a mangiarci tutti i dolci che vorrai" Dice l'altro con tono accondiscendente.
In lontananza, la campanella suona, e i studenti intorno a noi si affrettano a raggiungere le proprie aule per le lezioni pomeridiane. Il ciarlare delle persone, però, non sembra scalfire questa piccola bolla di serenità formatasi attorno a noi due.
"Penso sia ora di andare" Dico io, rompendo, mio malgrado, l'elettricità del momento.
"Già" Mi dà ragione Hoseok "Devo andare. Alla prossima ora ho il professor Kim Namjoon, quello nuovo che fa' inglese. È molto simpatico, ma non tollera assolutamente ritardi di nessun genere."
Detto questo, lascia la mia mano e si alza, ma, prima di farlo, mi dà un tenero bacio all'angolo della bocca. Dopodiché, ammicca nella mia direzione e se ne va, portando con sé il mio cuore, ormai ancorato a quel solare ragazzo dai capelli pastello che è riuscito a conquistarlo.
*Hotteok: tipico dolce coreano.
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Il diario di Min Yoongi - Sope
FanfictionIl rating si alzerà andando avanti con i capitoli. Min Yoongi é un liceale normalissimo, se non per un piccolo particolare. Ogni notte alle 3:45 la sua memoria si resetta, facendogli dimenticare tutte le cose accadute il giorno precedente, lasciando...