Armin x Me parte 4

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La missione andò abbastanza bene quel giorno. Non morirono in moltissimi ma quei pochi che morirono si sacrificarono per il bene dell'umanità. Era stata una missione che si era svolta al di fuori del Wall Roze dove ci stava aspettando la morte certa da parte dei giganti. Io mi battei per proteggere Armin e tutti i miei compagni a qualunque costo.
Tornammo dalla missione distrutti sia dentro che fuori; 40 giganti ci avevano attaccati tutti insieme ed erano tutti di classe 8 e 12 metri. Morirono oltre 30 persone quel giorno.


Mi buttai sul letto stravolta con Eren e Mikasa accanto a me che mi guardavano :"Oh dio ragazzi che massacro..." :"Sei stata la più brava insieme a Mikasa..." disse Eren sorridendo. Tutti poi ci voltammo verso Armin: aveva la testa bassa ma sapevo che espressione presentava: occhi spalancati,pupille piccole,lacrime agli occhi,uno stato di shock insomma :"Armin non si è ancora ripreso vedo..." dissi squadrandolo :"Già...ha visto un gigante divorare vivo un suo compagno con i suoi occhi... e non poteva fare niente perchè il suo equipaggiamento  era danneggiato...giusto Armin?!" Chiese Mikasa. Il ragazzo si limitò ad alzare lievemente la testa poi disse un timido e singhiozzante :"Sí..."

D'improvviso - dopo quasi cinque minuti di silenzio - Armin si alzò e tutti e tre iniziammo a fissarlo :"Scusatemi...mi dirigo verso la mia stanza..." detto questo Armin se ne andò chiudendo la porta. Divenni stranamente scura in viso ":Hey Ambra qualcosa non va?" Mi chiese Eren notando la mia strana espressione :"La stanza di Armin è in fondo al corridoio vero?" Mikasa ed Eren annuirono :"Mmm...c'è qualcosa che non mi convince ho come uno strano presentimento..." :"Sí anche io non sono affatto tranquilla..." ammise Mikasa continuando a fissarmi.


Armin stava camminando a passo deciso verso la sua stanza "Se solo...non avessi fatto il codardo... *parte un flashback* a quest'ora il mio amico sarebbe ancora vivo!" Si disse il ragazzo. Le lacrime diventavano sempre di più sempre di piú. Alla fine Armin si asciugò il viso e continuò a camninare mentre le lacrime iniziavano a rigargli il volto.

Poco dopo Armin passò davanti a tre tizi non molto genitili: uno era l'ubriacone Max,sempre in cerca di qaulcosa di nuovo, era bissesuale; l'altro era il cattivissimo Carl famoso per aver ucciso tre tutti in un solo colpo giganti ma anche per aver violentato una ragazzina indifesa; ad Armin veniva il vomito a pensare a come sarebbe potuta essere quella scena e si domandava perchè ancona non l'avessero mandato in prigione; infine c'era Paolo, lui non aveva mai fatto nulla di male ma si divertiva a seguire i suoi due amici.
Armin non li notò nemmeno e fece per andare avanti quando Carl gli prese il braccio con forza :"Dove credi di andare frocetto?" disse sbattendo Armin contro il muro. Max sorrise :"Guarda che bel viso...ma...ma il frocetto stava piangendo...che c'è hai visto un gigante e te la sei fatta sotto?"  Armin si dimenava e gemeva sottovoce ma non poteva liberarsi dalla presa di Carl, era molto forte :"V-voi non sapete a quale scena io abbia dovuto assistere..." I tre si guardarono poi scoppiarono in una grassa risata :"E secondo te a noi ce ne importa qualcosa?" Armin stava quasi per asplodere ma cercò di trattenersi :"Comunque non ti abbiamo preso solo per raccontarci delle storielle a vicenda..." disse Max avvicinandosi a Armin. Gli prese il mento poi si avvicinò al suo orecchio e gli sussurrò :"Vogliamo divertici con te..." Armin spalancò gli occhi per il terrore mentre le sue pupille diventavano ogni minuto più piccole :"Guarda che bei capelli..." disse Max toccandoli avidamente. Armin non aveva piú la forza di muoversi da quanto era terrorizzato; aveva solo la forza di dimenarsi senza sosta...sapeva che nessuno sarebbe venuto a salvarlo e sapeva che dopo quell'esperienza si sarebbe sentito sporco dentro. Quindi si limitò a piangere :"Coraggio tenetelo fermo comincio a togliergli la maglietta" Armin super spaventato mentre piangeva provò a dire :"No! No aiuto lasciatemi!" Ma Max gli aveva tappato la bocca e il ragazzo non riusciva a parlare. Max gli stava già sbottonando la camicia ed Armin era talmente sotto schock che non aveva la forza di reagire. Però d'un tratto riuscii a mordere la mano a Max e a gridare :"AIUTOOOOOO!" Tra i pianti e i singhiozzi. Max intanto continuava a sbottonare la camicia finchè non la sbottonò del tutto. Poi inziò a calare i pantaloni quando sentii un grido in lontananza :"HEY! LASCIATELO STARE!" Ero io. Ero venuta a slavare Armin. Con un bastone in una mano mi alzai in aria e inziai a copire quei tre malviventi.
Armin intanto era paralizzato dalla paura: il sudore scendeva lungo la fronte, aveva la camicia completamente aperta e i pantaloni quasi del tutto calati. La sua espressione espirmeva terrore vero e non smetteva di lacrimare.


:"Tutto bene Armin?" Gli chiesi dopo aver steso a dovere quei tre brutti ceffi. Armin era ancora sotto shock per ció che aveva vissuto si limitò solo a dire un semplice :"Sí..." poi lo aiutai a rilazarsi :"Mi dispiace di essere arrivata cosí tardi...ma non avevi urlato fino a quel momento quindi non ero sicura che saresti stato in pericolo...ma avevo dei sospetti fin dall'inzio..." Tutti e due guardammo i tre ragazzi a terra :"Li farò arrestare per tentato stupro e...e poi non potrai piú subire le loro violenze contento?" Armi sorrise :"Molto...scusami sono ancora sotto shock...ma mi passerà..." :"Ne sono sicura! Andiamo dai ti accompagno nella tua stanza"


Continua...

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