Pouring Rain

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Taylor's Pov 

Mi svegliai sentendo i raggi del sole solleticarmi il viso, la giornata si preannunciava grandiosa.

Scostai con un gesto rapido le coperte , lasciandole cadere ai piedi del letto e sgattaiolai in cucina.

Controllai l’orologio per paura di essere in ritardo e … in effetti lo ero! Le 9:30!

Imprecai a bassa voce e corsi in camera, rischiando di inciampare sui miei stessi piedi.

Spalancai la cabina armadio, mettendomi una mano sulla fronte : che cosa avrei dovuto indossare?

Perlustrai velocemente tutti i vestiti, prendendoli uno alla volta e buttandoli dietro di me, facendoli finire chissà dove.

Alla fine optai per un vestito floreale e delle comode ballerine,anche se era pieno inverno,  ma quando raggiunsi lo specchio rimasi pietrificata : i  miei capelli erano un disastro, le borse sotto agli occhi avevano raggiunto terra e le labbra erano screpolate per il gelo.

Presi il mio beauty “Per le emergenze” e iniziai a lavorare sul mio viso, ottenendo alla fine un risultato buono.

Mi stavo preparando così in fretta che probabilmente se ce l’avessi fatta, sarei entrata nel libro dei record .

Stavo ancora armeggiando con i miei capelli, che naturalmente quella mattina dovevano essere più indisciplinati del solito, quando qualcuno suonò alla porta.

Rinunciai a darli una forma decente e corsi nel salone, prendendo al volo la mia borsa attaccata all’attaccapanni.

Presi un grosso respiro e aprii, trovandolo a pochi centimetri da me che mi fissava divertito.

“Ciao” iniziai io, mi sentivo stranamente più coraggiosa quel giorno.

“Ciao “ mi rispose Chris sorridendo. “Andiamo?” aggiunse poi offrendomi un suo braccio , che accettai timidamente. 

Attraversammo tutto il corridoio del piano fino a raggiungere il grande ascensore, che si aprì improvvisamente facendo uscire una coppia di fidanzati.

Entrammo nell’ascensore e in quel momento calò il silenzio, misto ad imbarazzo.

“Quindi.. Dove si trova questo famoso parco?” tentai un minimo di conversazione.

Chris arricciò le labbra sporgendosi leggermente verso di me.

“Te lo vorrei tanto dire, ma poi addio sorpresa …” rispose sorridendo furtivamente.

Abbassai la testa divertita e mi bloccai improvvisamente. Quello sotto la suola della mia ballerina sinistra era forse il suo numero? Mi abbassai alzando la scarpa per staccarlo, ma così facendo persi l’equilibrio e in un attimo mi ritrovai addosso a Chris, che per fortuna mi sorresse prontamente.

“Stai bene?” mi chiese. 

Certo, bella figura di merda di prima mattina, ma d’altronde se non ne facevo minimo una ogni mezz’ora, mi dovevo preoccupare.

“Sì, grazie” gli risposi imbarazzata  lisciandomi il mio vestito e guardando di fronte  a me.

Per fortuna in quello stesso momento l’ascensore si aprì , mettendo così fine all’umiliante inizio giornata che solo io potevo avere.

Superammo il vero portinaio e per mia sfortuna intravidi Luke ,che era intento a flirtare con la donna delle pulizie.

“Andiamo” dissi a bassa voce a Chris prendendolo per una mano e raggiungendo l’uscita in tempo di record.

The Lucky OneWhere stories live. Discover now