Scesi nel piano di sotto lentamente, come se un minimo scricchiolio del legno potesse far rivelare la mia presenza e rivelare qualcosa.
“Ah eccoti, finalmente” disse Chris alzandosi dal divano e venendomi incontro.
Avete presente una in quelle pubblicità in cui il ragazzo avanza molto lentamente verso di te , con occhi intriganti e sorriso che non promette nulla di buono? Ecco, quello era esattamente ciò che vedevo. Molto probabilmente ero impazzita, anche perché il mio cervello bacato aveva messo una musichetta che accompagnava il tutto. Scossi la testa come per scacciare via quei pensieri e gli sorrisi .
“Ti stanno bene “ disse riferendosi ai miei , suoi vestiti.
“Certo, ma mi vanno il doppio” risposi allargando le braccia e facendogli vedere quello che a lui sembrava andasse bene.
Dopo un’attenta osservazione , le sue labbra si piegarono in un sorriso divertente.
“Ok, forse ti staranno un po’ larghi …” ammise in fine “ ma a me piacciono” e così dicendo mi prese per mano portandomi verso una cucina larga, luminosa e assolutamente perfetta.
I miei occhi brillarono non appena videro quelle mensole color panna che facevano da contrasto al parquet nero, quell’ isola con al centro un mazzo di margherite fresche… era quasi più bella della mia cucina, e mi costava davvero molto ammetterlo.
“Ma questa cucina è fantastica !” esclamai sedendomi su una sedia e guardandomi intorno.
“Altro punto a favore per mia madre” disse Chris poggiandosi su una mensola.
“Hai fame?” mi chiese aprendo il frigo. Avevo fame? Ora che ci pensavo sì… non avevo toccato cibo dalla colazione.
“Sì, sto morendo di fame” ammisi facendo una faccia che gli risultò divertente, o non mi so spiegare il perché della sua risata.
“Ok…” si girò verso di me toccandosi i capelli nervosamente.
“Purtroppo per te non sono bravo a cucinare. Anzi diciamo proprio che sono negato, l’unica volta che ho provato a farmi un toast , è scattato l’antincendio”
“Oh! Beh io me la cavo, anche se di poco… ma non so se posso… insomma la cucina è molto personale, io per esempio non lascerei mai nessuno toccare la mia, quindi se per tua madre è un problema…”
“Penso che sarebbe di più un problema se morissimo di fame… non credi? Quindi fammi vedere come te la cavi … anzi facciamo una scommessa” Oh no, io avevo sempre perso tutte le scommesse che avevo fatto, e per questo non le facevo mai. Gli avrei risposto di no .
“Ok” ecco, come non detto.
“Facciamo che se saprai fare una torta al cioccolato mangiabile, avrai vinto tu e a quel punto potrai chiedere tutto quello che vuoi.” “ ma se questa torta uscirà un disastro, allora avrò vinto io e…”
“E?” lo spronai non sapendo perché sentendomi elettrizzata a quelle parole.
“Farai quello che voglio io”
E mi porse la mano per sancire la nostra scommessa.
“Ci sto” risposi stringendogli la mano. Insomma… quanto poteva essere complicato fare una torta al cioccolato?
L’ora seguente la passai a infarinare, mescolare, assaggiare il composto, sempre sotto lo sguardo attento di Chris, che sembrava ipnotizzato dai miei gesti. Con soddisfazione misi la torta in forno e mi girai verso Chris.
“Allora? Che te ne pare?”
“Mmh, non saprei, la torta sta cuocendo ancora” mi rispose divertito.
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The Lucky One
FanfictionIl mio nome è Taylor Swift, sono una normale ragazza americana, a parte il fatto che sono una delle cantanti più famose al mondo. Benvenute nel mio mondo . Tratto dal secondo capitolo : “Ma tu chi sei?” “Beh, una ragazza normalmente mi avrebbe detto...
