La primavera è crudele,
illude che la libertà esista, così come la vita, mentre invece dentro rimane sempre tutto vuoto. Nella mente, nel cuore, nell'anima: non c'è niente, solo una voglia incessante di qualcosa che non riesco a definire.La primavera è sadica,
sbatte in faccia la sua gioia a chiunque non la condivida. Devi essere felice, amare sorridere vivere, è obbligo e dovere e nessuno se ne può liberare.La primavera è troppo luminosa, le giornate sono troppo lunghe, non passano più le ore e non so come arrivare a sera se la luce del sole mi abbaglia.
Fa caldo, fa freddo, non penso e chiudo gli occhi per far rimanere tutto al di fuori di me, escludere la luce dalla mente, rigettare il caldo dal corpo.
Schiamazzi e risate raggiungono le orecchie, fuori dalla finestra un'orda di ragazzini vive la sua prima estate indipendente, vogliono convincersi che sia già vacanza e si fanno aiutare da calzoncini troppo corti e risate troppo accese.
Il duro rifiuto del pavimento a ospitare il mio corpo raggiunge la pelle e penetra nelle ossa, ma io insisto e vinco: rimango in posizione fetale esattamente dove mi trovo.
Incuranza, apatia, indifferenza, sarà questo ad uccidermi, non dovrò neanche scomodare la Signora dalla lunga falce.
Aspetto il momento in cui qualcosa dentro di me si sveglierà. So che accadrà, solo non so quando.
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Il richiamo del vuoto
Short StoryRacconti che in comune hanno quel senso di malinconia, di tristezza, di angoscia, che prima o poi tutti incontrano. #39 in #racconti - 29/09/19