~A River Flows In You~

126 9 11
                                        

Il mattino seguente mi sveglio sulle note di 'River flows in you' , la musica suonata al piano è l'unica che riesce a farmi svegliare - relativamente - calma...senza il bisogno di buttare il cellulare giù dalla finestra, in parole povere! E se non mi credete, aggiungo che la melodia soft non fa prendere un infarto! Per il resto sono umana come tutti: parlami appena sveglia e potresti ritrovarti una tazza di latte rovesciata in testa. Ecco perché io e Sarah litighiamo spesso, ha il fastidiosissimo vizio di straparlare appena apre occhio...

Sbadiglio un' ultima volta prima di far scivolare i piedi nelle ciabatte estive, e mi decido ad iniziare la giornata. Lego i miei lunghi capelli in una crocchia disordinata e vado spedita a preparare la colazione. In casa nostra vige la regola che a preparare la colazione sia chi di noi due riesce ad arrancare prima in cucina. Ed oggi la mattiniera sono io. Sbuffo, perché oggi è una di quelle maledette giornate in cui il tempo è incerto e, dato che sono una metereopatica per patologia, non ho voglia di fare nulla.

Ad ogni modo, sono in parte fortunata: capita che il bar in cui lavoriamo - il "Fàmose 'n Caffè" - distribuisca tra i dipendenti alcuni dei pezzi da colazione rimasti. E stavolta è capitato a noi, quindi scaldo due cornetti alla crema e preparo caffè e latte. Una volta sistemato tutto in tavola vado a svegliare Sarah...non sarà un'impresa facile.

"Sarah svegliati, la colazione è pronta e tra poco dobbiamo andare a lavoro" - dico dondolandola per un braccio. - "Dai svegliati, ti butto giù dal letto se non ti alzi..." - aggiungo ridacchiando. Possibile che devo sempre minacciarla?!
"Mmh...okay okay, mi alzo! Non urlare" - mi supplica. - "Ti aspetto in cucina..." - le dico infine. Svegliare Sarah non è mai stato facile...sospiro affranta.

Una volta finita la colazione, corro in bagno a lavarmi e sistemarmi, mentre Sarah rimette in ordine la cucina. Indosso i miei jeans preferiti - che non a caso sono anche i più usurati - e una maglietta a mezze maniche, convinta che di qui a poco comincerà a piovere.

Il viaggio in auto è silenzioso, segno che entrambe siamo di umore nero. E dopo quella che sembra un'eternità, arriviamo al parcheggio del bar.
Persino questo posto, che solitamente pullula di gente di ottimo umore, pare essersi incupito. Per fortuna c'è Edoardo...al solo pensiero mi spunta un sorriso! Edo è la parte fondamentale di questo posto, è la persona giusta che ti solleva al momento giusto anche solo passandoci accanto! Non so come faccia ma riesce sempre a spararne una delle sue quando tutto sembra deprimerti. Se non esistesse un Edoardo, lo inventerei io stessa per istinto di sopravvivenza.

E pensare che, sebbene l'arte sia la mia passione in assoluto, questo lavoro mi ha cambiato la vita. Da quando sono stata assunta, sono praticamente stata adottata da questa famiglia...persone affabili e sempre disponibili in tutto e per tutto.

Dio, quanto sono emotiva oggi...meglio mettersi a servire e chiacchierare con qualche cliente. Seconda àncora di salvezza dopo Edo: ho riscoperto il piacere di relazionarmi con la gente, di scambiare due parole e lasciarmi trasportare dalle loro storie...ed a volte, quando le ore si fanno estremamente noiose, mi perdo a fantasticare sulle loro vite...perdendo, per qualche minuto, contatto con la mia, di vita.

A fermare questo fiotto di pensieri confusi, ci pensa Sarah: - "Per la cronaca, l'altra notte sono rimasta a dormire da Guido..." - segno che probabilmente anche lei è nel mio stesso stato di trance, altrimenti non avrebbe mai preso da sola questo discorso!

"Abbiamo parlato talmente tanto, tra una birra e l'altra...che Guido ha cominciato a blaterare parole sconnesse riguardo una ragazza" - continua mentre entrambe continuiamo a servire la clientela. - "...All'inizio sono rimasta perplessa, poi ho capito che, ubriaco, stava parlando di me! A me! Ti rendi conto?" - ride. E non posso fare altro che farmi trasportare...

"Prego" - dico sorridendo ad una signora di mezza età. Poi Sarah riprende: - "Mi ha confessato di non aver mai provato qualcosa di così forte e sincero...e di voler chiedere al padre la mano di sua figlia. Un uomo d'altri tempi..."- si commuove. E senza accorgermene lo faccio anche io.

Guido è cinque anni più grande di noi... Ma è pur sempre un ragazzo!
"Sarah...è splendido" - "No che non lo è!" - mi interrompe ancora con gli occhi lucidi. Ed io aggrotto la fronte.

"Un matrimonio, Alexa! Ti sembro il tipo? Insomma...lo amo da morire, ma..." - "Ma sei terrorizzata di come andranno le cose dopo." - finisco per lei.

Ammetto di non essere tanto ferrata in materia...non sono più quella ragazzina smielata di un tempo.
- "Si hai ragione, sono troppo terrorizzata..." - mi risponde Sarah dopo un pò di tempo.
"Ascoltami goditi questi momenti con lui, come andrà andrà...okay?" - "Si... grazie Alexa, ti voglio bene" - dice con fare dolce, diversamente dal solito! - "Anche io! Ed ora rimettiamoci a lavoro".

Dopo un paio d'ore siamo in camerino pronte per il pranzo, con gli altri abbiamo deciso di andare al Mc vicino allo stabilimento in cui dirigiamo il corso d'arte così, finito di mangiare, io e Sarah potremo andare direttamente lì.

"Siete pronte ragazze?" - dice Edo entrando in camerino. Poi continua: - "Jacopo ci aspetta al Mc" - "Si andiamo " - rispondo io.

Ci incamminiamo verso il Mc...ed una volta dentro salutiamo Jacopo e iniziamo ad ordinare il pranzo. Per fortuna non c'è molta confusione e così riusciamo a trovare anche il tavolo libero...

"Allora ragazze...che mi raccontate di bello? Avete una faccia... " - parla Jacopo, quasi perplesso.

"Si, sai...oggi è una di quelle giornate no" - risponde Sarah. - "Cosa vi è successo, problemi d'amore?"
A questa domanda mi giro verso Sarah e vedo che ha cambiato completamente espressione...
"NO - rispondo prontamente prima di lei - siamo solo stanche. Sai, il lavoro al bar, il corso d'arte...ci tolgono l'energia...non abbiamo mai tempo per noi." - che scusa credibile, vero? Perché in effetti è anche quello...

"Dovreste prendervi una piccola vacanza ragazze, in mezzo al nulla" - risponde Jacopo. - "Si forse hai ragione, magari più avanti" - dice Sarah, riflettendoci sul serio.

"Dai non pensiamoci, anzi vi racconto cosa è successo al vostro amico Edo" - dice cominciando a ridere. - "No, non gli racconterai proprio niente!" - risponde con finta rabbia.

"Invece si, racconta racconta...così la prossima volta saprò come metterlo in imbarazzo, il nostro caro Edo!" - e scoppio a ridere. - "Eddai!" - si infastidisce lui.

"Allora...l'altra sera mentre eravamo ad una festa, un trio di ragazze si è unito a noi. Erano piacevoli, e abbiamo pensato di bere qualcosa insieme...ma poi una di loro, la moretta forse carica dall'alcol, ha cominciato a provarci spudoratamente con Edo...ignara del fatto che stesse con me." - ride. - "Poi ha cominciato ad insistere riguardo il volersi appartare...e lì ho visto il terrore negli occhi di Edo. Non sapeva come levarsela di dosso, e purtroppo non ho visto la reazione di lei: erano già in camera" - sghignazza senza ritegno.

"Vaffanculo, Jacopo!" - replica offeso, anche se ride un pò sotto i baffi. Sarah ed io siamo scoppiate a ridere, finendo con i crampi agli addominali...ci voleva una sana risata!

Finito il pranzo, salutiamo i ragazzi con uno schiocco di labbra e ci dirigiamo a piedi verso il Salone. Oggi dovrebbe essere una giornatina...ospiteremo una classe di bimbi dell'asilo! E Dio solo sa cosa si combina con una mandria di bambini così piccoli.

Ed infatti, il dopo è davvero da evitare: abbiamo ritardato di un'ora la chiusura, tra pulizie a destra e a manca.

Una volta in macchina, prendiamo una pizza d'asporto e ceniamo in tutta calma sul divano: siamo entrambe distrutte, emotivamente e psicologicamente. Ed infatti Sarah è la prima delle due ad addormentarsi sul divano.

Decido quindi di andare a letto anche io, conscia del fatto che anche domani potrebbe essere una giornata pesante come oggi. E ben presto mi abbandono tra le braccia di morfeo.

~Vuoi volare con me? ~La tua prossima ossessione. Scoprilo ora