capitolo 3

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Sofia's POV
Credevo di non essermi mai sentita così in vita mia.
Cos'aveva Benedetta di così attraente da pensarla ogni istante? Cos'aveva di così speciale da volerle dedicare qualsiasi cosa faccio? Perché quando mi guardava abbassavo la testa perché diventavo rossa e perché quando mi ha sfiorata mi sono sentita un brivido percorrermi tutta la schiena?

Fatto sta che rientrai a casa e mi buttai sul letto, esausta ma felice. Veramente TANTO felice.
Presi il telefono in mano e vidi che avevano creato un gruppo della nostra squadra con tutte noi, e io cercai subito il nome di benedetta.
Scoprii anche il suo cognome, così andai come un razzo su instagram a cercarla e la trovai.
Mentre scorrevo il suo feed, sentivo gli stessi brividi che avevo provato durante tutto l'allenamento. E no, non era freddo.

Mi arrivò un messaggio da Martina:

Hey amo vogliamo uscire a prendere un gelato?

Ma che sei matta? Sono stanchissima!

C'è anche il tuo amichetto😋

E chissene😒

-
"L'amichetto" era un ragazzo che avevo conosciuto l'anno prima a una festa. Da allora non gli ero più uscita dalla testa e mi faceva sempre trovare dei fiori fuori dalla porta di casa.
Tutte mi dicevano "ma dai è così carino!", e in effetti di faccia non è male, ma non mi interessava più di tanto. Non sapevo il perché sinceramente.

Spensi il telefono e mi misi a guardare il soffitto: pensai al fatto che l'indomani avrei avuto un altro allenamento, e anche il giorno dopo, e anche quello dopo ancora.
Mi dovevo allenare dal lunedì al venerdì per le prime due settimane, e poi 3 allenamenti.
Senza neanche rendermi conto mi addormentai in quel modo, con la tuta e la coda.

Benedetta's POV
Rientrai a casa e diedi al mio cagnolino il suo cibo.
Posai io borsone all'ingresso e mi diressi verso la camera;
lì mi tolsi tutto tranne l'intimo e mi diressi verso la cucina per farmi la cena.
Il mio futuro marito faceva il turno di notte, perciò non l'avrei rivisto fino alla mattina dopo.
Un po' mi dispiaceva, ma ero anche contenta perché così avrei potuto guardare il film che mi pareva: il mio ragazzo vuole sempre decidere tutto, ed è molto possessivo.
Mi permetteva di stare solo agli allenamenti da sola, per il resto lui voleva esserci sempre; aveva anche fatto installare delle videocamere dentro casa per controllarmi.
Però lo amavo, e andava bene così.
Per la cena mi preparai la pasta al sugo, perché non avevo voglia di fare tante cose.
Mentre mangiavo, misi un film d'amore; però non gli prestavo molta attenzione. Anzi, il mio cervello era da un'altra parte.
Pensavo a prima: pensavo a quella ragazza, nella mia testa c'era solo un Sofia continuo.
Però era sbagliato.
Dovevo smettere.
E

dovevo farlo subito.

anche se non dovremmo.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora