Benedetta's POV
Rientrai a casa in lacrime.
Andrea se ne accorse, e stavolta il pugno mi arrivò dritto in faccia.
"Vattene da questa casa!" gli urlai.
"Dai tesoro, lo sai che lo faccio per il tuo bene" disse mentre si avvicinava a me.
Mi prese per i fianchi e mi avvicinò a lui: "Non voglio che gli altri di facciano del male. Con gli altri soffriresti molto di più."
Detto questo, cercò di sfilarmi la maglia.
Ero debole, ma non glielo lasciai fare: gli diedi un calcio su una caviglia e uscii di casa, prendendo prima le chiavi della macchina.
Dopo essermi allontanata da casa MIA, mi resi conto che non avevo un posto dove andare. Non avevo voglia di spiegare a nessuno di ciò che era successo, perciò andai vicino ad un campo di girasoli.
Ero tentata di raccontare tutto a Sofia, dato che sapevo che mi avrebbe ascoltato. E in effetti fu quello che feci.
Sofia's POV
La stessa sera volevo scrivere a Benedetta per sapere se andava tutto bene, ma cancellai subito questa idea della mia mente perché sapevo che si sarebbe infuriata.
Stavo accendendo la doccia quando mi squillò il telefono: era proprio Benedetta.
Forse si voleva scusare per prima, non lo so, ma comunque risposi.
"Pronto Bene?"
"S-sofia posso venire da te?".
La sua voce era flebile e strozzata dal pianto. Ero sconvolta e non sapevo che dire.
"Ma certo, ovvio, tanto sai dove abito, corri".
Ero in mutande con una maglia lunghissima, ma non avevo voglia di cambiarmi.
Circa 5 minuti dopo Benedetta suonò alla porta: aprii e... si gettò tra le mie braccia.
Ero confusa.
Non sapevo che fare, non sapevo che dire, perciò la strinsi a me, e sentii che stava tremando.
Ma cazzo, era a maniche corte e fuori era un freddo assurdo.
Dopo essere rimaste 5 minuti in quel modo, si staccò dall'abbraccio, e sotto la luce del portico... vidi che aveva un occhio nero.
Ma che cazzo...
La feci entrare, e si sedette sulla poltrona nel salotto. Le asciugai le lacrime che le sgorgavano a fiumi sulle guance, e la convinsi ad andarsi a fare una doccia calda per scaldarsi.
Non mi andava di farle rimettere le stesse cose che aveva prima, perciò le lasciai in bagno pigiama e biancheria puliti.
E non disse neanche mezza parola.
Benedetta's POV
Mi sentivo in colpa come non so cosa.
Entrai nella doccia e ci rimasi per all'incirca mezz'ora, lavandomi anche i capelli.
Poi mi asciugai i capelli, mi vestii e tornai di sotto da Sofia. Era mezzanotte e mezza, e lei era rimasta lì ad aspettarmi.
Ma me lo meritavo tutto questo?
Quando vide che mi stavo avvicinando posò il telefono e mi fece cenno di sedermi.
I suoi occhi azzurri erano spenti, e tutti rossi: sembrava avesse pianto. E speravo vivamente non fosse per colpa mia.
Mi sedetti nella poltrona davanti a quella dove stava lei, e inizia a raccontare. Ogni tanto guardavo i suoi occhi, che ogni volta sembravano gonfi di lacrime.
Così ad un certo punto mi alzai e mi tolsi la maglietta e i pantaloni del pigiama per farle vedere i lividi che avevo.
La vidi arrossire e quindi abbassò la testa facendo finta che le fosse caduta una lente.
Sofia's POV
All'improvviso Benedetta si tolse il pigiama e potei vedere i suoi lividi, che le aveva provocato quello stronzo. Mi veniva da piangere ma non volevo farmi vedere fragile, e in compenso arrossii come un peperone.
La verità è che neanche guardai più di tanto i lividi. Era...
perfetta.
Benedetta's POV
Dopo aver scrutato ogni livido che avevo, io mi sedetti e lei si alzò in piedi mettendosi in ginocchio davanti a me.
I suoi occhi azzurri guardavano dritti nei miei.
"Tu non meriti di essere trattata così", disse con voce seria.
"Non lo so".
"E invece no. Tu meriti solo il bene, meriti tutto il bene. Nessuno ti merita. Sei troppo. Sei veramente speciale Bene. E non vorrei che questo stronzo te lo faccia dimenticare".
Distolsi lo sguardo: "credo di non meritare quanto tu dici a questo punto".
Mi mise due dita sotto il mento e alzai il volto verso di lei. Quegli occhi erano così belli che li avrei potuti guardare tutta la vita.
"Sì invece".
Era così vicina che potevo sentire il suo fiato sulla pelle. Mi asciugò le lacrime e disse: "Vali molto più di quanto credi".
Chiuse gli occhi e si sporse verso di me.
Io feci lo stesso, e...
Le nostre labbra si toccarono.
Potevo sentire il sapore delle sue lacrime salate che continuavano a scendere sulle sue guance.
Sofia's POV
Non riuscivo a credere che stesse succedendo.
Non riuscivo a credere di averlo fatto. Nè tantomeno che lo stesse facendo anche lei.
Ci alzammo in piedi e mi tolse la maglia, e ci sdraiammo sul divano: mi mise la mano destra nei capelli e con l'altra mi toccava il fianco destro.
Provai a farlo anche io, ma lei sobbalzò perché le avevo toccato un livido; ci rinunciammo e lei si sdraiò vicino a me, e stavamo entrambe ridendo come bambine.
È stupenda quando ride.
Benedetta's POV
Poco dopo si addormentò: era così carina mentre dormiva.
Io mi tenevo su con un gomito, e le scostai una ciocca di capelli dalla faccia.
Poi mi stesi anche io, e non potei fare a meno di guardarla mentre le mettevo il braccio destro intorno alla vita. Accennò un sorrisetto, e vidi le fossette che le si formavano intorno agli estremi delle labbra carnose.
Mentre la guardavo pensavo a quanto potevo essere fortunata ad averla conosciuta. Pensavo che era tutto ciò che avevo sempre desiderato, e che avevo finalmente trovato.
Pensavo al fatto che io le avrei dato qualsiasi cosa,
anche se certe sensazioni
non si ripagano materialmente.
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anche se non dovremmo.
Novela JuvenilSofia, 17 anni, è la tipica ragazza popolare: ha tanti amici, molte ragazze la invidiano e sembra che la sua vita sia tutta rose e fiori. Eppure, quando conoscerà Benedetta a pallavolo, la sua vita cambierà e si ritroverà a mantenere un segreto che...
