Capitolo 1

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Apro gli occhi. Vedo solo il grigio. Poi metto a fuoco e capisco che sto guardando il muro pieno di crepe della mia camera. Anzi, della mia camera e quella delle altre ragazze a cui hanno assegnato questa stanza dell'orfanotrofio. Mi metto seduta e sbadiglio mentre mi stiracchio lenta. Osservo intorno a me e vedo le mie compagne di stanza dormire beate nei loro letti morbidi. Non ho idea di che ore siano e non lo voglio sapere perchè oggi è sabato. Sabato. Sembra una parola stupenda se non pensi a quello che è successo durante la settimana: 2 ore di punizione, una litigata con Jerry, compagno di classe, un voto insufficiente in matematica. Ma non ho il problema delle sgridate, oltre a quelle dei professori. Mi rimangio quello che ho pensato subito, il tempo di permettere a una minuscola lacrima di solcare il mio viso facendomi ricordare quello che è successo molto tempo fa...  Il sole sembrava voler sciogliere l'intera città in cui vivevo (non mi ricordo il suo nome) e non c'era neanche un anima per la strada, ma lì, più avanti, si intravedevano 3 figure ben distinte, 2 più alte, mio papà e mia mamma e una più bassa, io. A quell'epoca avevo 4 anni, ma mi ricordo tutto benissimo.       

Ero uscita al mattino presto insieme a mia madre per andare a comprare del latte e siamo tornate a casa quando era già ora di andare all'asilo. Mio papà mi ha accompagnato prima di andare al lavoro. Sembrava una giornata come le altre, mia madre è venuta a prendermi all'asilo e siamo tornate a casa. Mio papà è tornato dal lavoro verso ora di cena. E' bastato un attimo, sono uscita per andare dalla vicina del piano sotto perchè alla mamma serviva un po' di pane da mangiare per cena e quando sono tornata... non c'erano più. Li ho cercati ovunque. Ho iniziato a piangere solo quando ero sicura di non trovarli e così sono andata a chiedere aiuto e... mi hanno portata qui.          Adesso che ho 12 anni posso chiedermi varie cose: i miei genitori mi hanno abbandonato? E se sì, perchè? Non mi pare di aver fatto niente di male... Oppure sono stati rapiti? Da chi? La mia mamma mi ha mandato apposta dalla vicina per avere il tempo di scappare?

Durante la notte penso sempre che cosa stiano facendo in quel momento, se sono ancora vivi... Mi infilo le grandi pantofole che sono per terra  e corro in bagno per lavarmi. Mi vesto e poi scendo le polverosi scale che portano al piano inferiore ed entro nella mensa: tantissimi tavoli rettangolari sono sistemati ai lati della stanza e sopra di loro ci sono brioche, biscotti e bevande. Ogni tanto la cuoca esce dalla cucina e posa sui tavoli altre cose da mangiare. 

Osservo bene tutta la sala in cerca dei miei amici e poi li vedo, seduti ad un tavolo dall'altra parte dell'entrata: Carol, con una lunga treccia bionda e gli occhi color del mare, Mattia, con un forte spruzzo di lentiggini sul viso, i capelli castani corti e lisci e gli occhi profondi e marrone scuro e Ilary, con i capelli lunghi e marroni e gli occhi dello stesso colore. Vicino a loro scorgo Marco e Gaia, fratelli per me identici, tutti e due con molte lentiggini rosse sul viso, i capelli altrettanto rossi, solo un po' più lunghi la sorella, gli occhi marrone intenso. Li raggiungo, sto parlando con Carol quando la voce del preside, venuta dall'altoparlante, mi interrompe e sento dire - Signorina Gardee in presidenza.

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