Chapter 3 NEW BEGINNING

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Eccoci qui all'aeroporto, di nuovo.

Non abbiamo molti bagagli con noi, giusto il necessario, siccome tutti gli scatoloni ci verranno inviati ed arriveranno nei prossimi giorni.

Ci sono un sacco di persone qui, tutte energiche e frettolose, ma io mi sento cosi stanca che voglio solo salire su quel benedetto aereo e dormire, fregandomene di tutto quello che mi circonda.

Facciamo il check-in e ci fermiamo a comprare qualcosa da ingurgitare al volo, siccome è già quasi il momento di decollare.

Non mangio molto, giusto qualche patatina fritta fregata a papà ed un goccio della Coca Cola di mamma.

Compro anche una rivista, nel caso in cui non riesca ad addormentarmi.

Saliamo sull'aereo e mi ritrovo in una fila lontana rispetto al posto dei miei ma la cosa non mi preoccupa affatto, anche perchè voglio solo dormire e soprattutto non pensare.

Non voglio riflettere su quello che succederà o quello che è successo, voglio solo spegnere il cervello.

Che stupida, credevo davvero di potercela fare ma gli incubi mi assalgono e, soprattutto, dietro di me ci sono alcuni ragazzi che continuano a ridere per delle stupidaggini, il che mi irrita parecchio.

«Scusate ma starei cercando di riposarmi, potreste abbassare la voce, per cortesia?»

«Oh, ma certo! L'aereo è tutto tuo, dai ragazzi, state zitti, la principessa vuole riposare un pò, poverina»

E tutto il gruppo si mette a ridere.

Capisco subito che il capo del branco di idioti è proprio quello che mi ha rivolto la parola ma non ho assolutamente voglia di irritarmi per questi qui e quindi mi limito ad un: «Perfetto! Grazie mille, molto gentili»

Penso ci siano rimasti male, credo non si aspettassero una risposta simile.

Normalmente non avrei assolutamente parlato in questo modo ma oggi era un giorno particolare, perciò ho fatto un'eccezione.

Dopo qualche ora riesco ad addormentarmi ma gli incubi continuano ad avere la meglio, così mi metto a leggere la rivista.

Non è molto interessante, è piena di immagini di modelle bellissime che indossano abiti che non comprerei mai, neppure se fossero low cost.

Alle sfilate è così, puntano maggiormente sull'originalità, ma se qualcuno si vestisse così passerebbe solo per uno strampalato.

Ne so abbastanza sulle sfilate, anche perchè mamma è una stilista molto conosciuta ed anche i suoi vestiti sono strani ma lei ritiene che sono semplicemente alla moda.

Mi chiede spesso di partecipare a qualche evento ma non sono proprio il tipo, li ritengo troppo superficiali, tutto concentrato sull'apparenza, troppo snob.

Chiudo la rivista e guardo un film che non riesco a seguire molto a causa dei pensieri che mi compaiono ogni tanto.

Comunque intuisco che è comico ma nonostante il genere non rido, per niente.

Finalmente è arrivato il momento dell'atterraggio, riprendiamo le valigie e saliamo sul taxi che ci stava aspettando.

Rimango subito sbalordita da ciò che vedo dal finestrino: la città degli Angeli è davvero magnifica, speriamo anche le persone che la abitano.

Arriviamo nel nostro quartiere verso le 14:00 e l'atmosfera di questo posto mi stupisce parecchio. Sicuramente il clima è molto diverso rispetto a Chicago, dove pioveva molto spesso. Qui c'è un sole quasi accecante e tutti sembrano molto più allegri. Arriviamo davanti al cancello, perciò scendiamo dal taxi e scarichiamo le valigie.

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