Capitolo 28: "Ultimi giorni"

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Erano passati 4 giorni dalla cena a casa Potter ed Harry aveva deciso di non passare gli ultimi giorni che gli restavano chiuso nel suo laboratorio tutto il tempo, così lo passava di giorno durante le ore buche o nel tempo libero in compagnia del suo Draco, del suo Crup e dei suoi amici in riva al lago durante i giorni di sole o se piovigginava o il tempo non prometteva nulla di buono si rintanavano ovunque perfino in biblioteca, tappa che Harry odiava a meno che non poteva sfidare qualcuno a scacchi.

Quel giorno stava avvenendo proprio quello, rintanati nella biblioteca durante un ora buca a giocare a scacchi magici ed il povero Harry stava perdendo. Theo era riuscito a metterlo alle strette e se non riusciva a capire la strategia dell'avversario poche mosse e avrebbe avuto uno scacco matto.

"E' inutile Harry perderai anche questa partita" ridacchiò Theo guardando prima la scacchiera poi Harry e il loro gruppetto di amici.

"Zitto Theo vincerò invece" Ribattè il moretto facendo grattini sul fianco di Draco che gli era seduto in grembo sonnecchiando sotto le coccole e le attenzioni, anche se un pochino distratte, del suo King. Sbuffando Harry continuò a rimirare la scacchiera accorgendosi solo in quel momento che avrebbe potuto fare almeno uno scacco a Theo bastava semplicemente ingannarlo un po' facendo si che il suo re rimanesse scoperto almeno per un turno e cosi fece.

"Cavallo in H3" disse Harry in modo che il cavallo che proteggeva il suo re rimanesse scoperto e facendo si che Theo distratto dalla nuova strategia di Harry facesse mangiare il suo pezzo dalla regina di Theo scoprendo a sua volta il Re avversario e mettendolo in un angolo e facendo si che la sua prossima mossa fosse vincente.

"Credo che questo sia Scacco Matto Theodore" disse ridacchiando Harry e baciando sul capo il biondino tra le sue braccia.

Theo era rimasto spiazzato "No...non vale mi hai ingannato." 

"Che pretendi sono una serpe. Ingannare gli avversari è una nostra dote" disse ridacchiando e prendendo Draco in braccio si alzò. 

"Dove vai Harry sta per iniziare la lezione" disse Pansy avvicinandosi al suo ragazzo, Theo, per consolarlo della sconfitta.

"Porto il mio Drago in camera a riposare, non voglio svegliarlo voi andate io vi raggiungerò nell'aula di pozioni. Non ho voglia di seguire le lezioni di creature magiche." Rispose Harry avviandosi poi verso i sotterranei non facendo caso ad alcuni Grifondoro che lo seguirono.

"Ehy codardo" lo chiamò Ronald Weasley, ormai avrebbe riconosciuto quella voce ovunque.

Harry non lo calcolò anzi continuò a camminare verso i sotterranei volendo mettere Draco a letto per farlo riposare meglio non aveva calcolato con chi stava parlando e senza potersi difendere si ritrovo colpito alle spalle da un incantesi che scaraventò lui e Draco in fondo al corridoio dove stava arrivando Piton per controllare se vi erano dei ritardatari per togliere qualche punto e mettere in punizione. Proprio quando il professore stava raggiungendo l'angolo del corridoio si ritrovò a pochi metri di distanza Harry a terra che stringeva il suo ragazzo e voltando il volto vide dei grifondoro capeggiati dalle due lenticchie più piccole e dalla Granger. Weasley stava ridendo alla scena insieme agli altri e si voltò a baciare la sua ragazza, Granger, soddisfatto.

"Sai Potter mi fai pena non riesci a difenderti da noi come pensi di poter salvare il mondo dal Signore Oscuro?" sbuffò divertito il rosso soghignando nella direzione di Harry che si stava rialzando e dopo aver poggiato Draco ancora dormiente a terra vicino al muro, si avvicinò irato oltre ogni, misura sentendo perdere il controllo della propria magia.

"Weasley" sibilò digrignando i denti "dovevo immaginarlo... Tu ti ritieni tanto più superiore di me che sputi sentenze a destra e a manca colpendo le persone alle spalle. Sei solo un pezzente, figlio di... Tutti pensano che siano le serpi che colpisco alle spalle ma tu sei molto peggio. Non mi stupisco che persino Codaliscia abbia preferito abbandonare i grifondoro vigliacchi. Eppure mi spiace per i miei genitori e per quelle poche persone che so essere dei veri e coraggiosi Grifondoro. Non come te e quel gruppetto che ti porti sempre dietro per coprirti le spalle che vi credete superiori e che invece siete solo feccia." sputò talmente tanto incazzato Harry che fece esplodere la sua magia colpendo l'intero gruppetto con uno schiantesimo e girandosi per tornare da Draco vide il padre girare l'angolo e imprecò ancora.

Una volta avvicinantosi scoprì di non essere nei guai e preso di nuovo Draco andò via dal corridoio lasciando quelle fecce a suo padre.

Non voleva più litigare voleva litigare con nessun altro voleva solo ritirarsi in camera sua e passare quegli ultimi giorni con i suoi amici, ignari di ciò che avrebbe fatto da li a pochi giorni.

Avrebbe fatto si che tutto potesse cambiare ma sapeva che nulla sarebbe mutato realmente.

Senza nemmeno rendersene conto era arrivato il suo ultimo giorno al castello prima della missione ed ancora non aveva avuto il coraggio di dirlo al suo Drago cosi aveva scritto una lettera che aveva nascosto tra i libri del biondino e aveva fatto si che tutto fosse pronto  per quella sera stessa.

Dal giorno dopo avrebbe fatto si che tutto sarebbe cambiato in meglio per la sua famiglia. Entrambe le sue famiglie, sia la vera che quella che lui stesso si era creato dal giorno in cui era diventato Harry Piton.



Buonsalve

lo so sono in un mega ritardissimo ma ho avuto problemi di vista quindi ho dovuto attendere gli occhiali nuovo, poi un susseguirsi di corse ed oggi ho iniziato il corso di spagnolo, quindi sono in un mega ritardissimo ma spero il capitolo vi piaccia.

Baci Debi

Il Grifone per eccellenza che diventa una subdola SerpeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora