Nico
Stavo pregando ogni Dio esistente della terra che per la grazia della gentilezza di cui quell'essere di nome Will detiene, sia almeno già sotto. Non solo era irritante ma abitava in una zona altrettanto irritante dove non potevo accostare oppure parcheggiare. Per fortuna avevo ragione e salì con un'aria imbarazzata. Tutti lo salutarono calorosamente, tranne io, restai in silenzio a contemplare il traffico in cui ero finito. Lui si mise in mezzo e mi guardava dallo specchietto retrovisore.
«Nico, saluta» mi rimproverò Hazel.
«Pensavo di essere soltanto l'autista, non che dovessi essere per forza gentile» commentai sbuffando.
«Ciao, Nico» disse Will sorridendo.
«Ciao...» risposi sospirando.
«Andiamo a quel bar carino dove ci stanno le sedie all'aperto con la vista sul London Eye?» Chiese Leo.
«Ora devo andare anche a Londra mi stai dicendo?» Dissi digrignando i denti.
«Dai, siamo qui tanto, che rompi scatole» commentò Leo.
Arrivammo al famoso locale fin troppo sofisticato per me. Scendemmo dalla macchina mettendoci ai tavolini bassi fuori, vicino al Tamigi tirava un arietta quasi irritante che mi spostava i capelli tutti di lato facendomi innervosire non poco. Will si sedette alla poltroncina di fronte a me e Frank, Hazel si era situata alla poltroncina di fianco a quella di Will. Quest'ultimo era vestito con una camicia sbottonata bianca con sotto una maglietta semplice di colore nero. La maglietta di sotto gli andava leggermente larga, segno che forse è dimagrito con il tempo; indossava dei Jeans consumati, stava in una posizione rilassata e aveva un tic alla gamba. I capelli erano ben sistemati e gli occhi sempre sia provocanti che curiosi.
«Birra?» Chiese Leo.
«Vada per la birra» risposi sospirando.
«Devi guidare tu, sei escluso» aggiunse Leo con un occhiolino «A te analcolica»
«No, acqua tonica, grazie» disse Will sorridendo.
«Mi stai chiedendo se voglio della birra di fronte a mio fratello» disse Hazel irritata.
«Tu sei libera di berla ma accetti le conseguenze» commentai guardandola con un sorrisino.
«Succo di frutta?» Chiese Hazel con tono interrogativo.
Lo guardai confuso.
«All'ace, così cresci» disse Leo dando le ordinazioni.
Mi appoggiai alla poltroncina, Frank aveva una postura da palo nel culo, aveva una giacca a bomber blu e dei pantaloni semplici del medesimo colore. Il suo imbarazzo ero palpabile, quasi quasi imbarazzava anche me al solo pensiero. Leo era vestito con la solita camicia bianca e i soliti jeans, fin troppo classico. Hazel era vestita con una giacca di jeans stretta e dei pantaloni a vita alta di color nero, capelli sempre ben sistemati nonostante fossero ricci e si sentiva il profumo della sua spuma da qui. Frank le sorrise e raffrenai ogni tentativo di fargli pentire di guardare mia sorella con quei occhi. Contai mentalmente fino a dieci per calmarmi.
«Will per quanto riguarda le ripetizioni, la prossima settimana sei impegnato?» Chiese Hazel rompendo il silenzio.
«Posso trovare un buco tra i miei impegni volentieri» rispose sorridendo.
Arrivarono le ordinazioni e Leo ridendo cacciò delle carte da poker.
«Santa pazienza, non c'è una volta che le lasci a casa quelle carte da gioco» commentai arricciando il naso.
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Milk Tea - Solangelo AU
FanfictionStoria che vi sconvolgerà, non sono arrogante. Questa storia è un AU ambientata a Londra (M'city!), sarà strutturata con punti di visti diversi, casuali senza un ordine ben preciso. Saranno due storie diverse che si incrociano tra di loro. Will un a...
