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Mettere piede su quella larga strada le fece venire in mente il momento in cui, con uno spoglio bagaglio, era partita verso la sua nuova vita. Aveva salutato con la mano la sua abitazione e le sue abitudini, ed aveva iniziato il suo percorso d'addestramento ninja, temprando il corpo durante il viaggio. "Finalmente una boccata d'aria" sospirò sollevata Temari, stiracchiando i muscoli delle braccia. L'altra era ancora stanca per il combattimento e per il carico di uomini che stava trascinando. "Già arrivate, eh? Proprio ora che avevo pausa pranzo, che seccatura" sospirò una voce seccata davanti a loro. "Ringrazia che abbiamo voluto fermarci a riposare. Vedo che non sei cambiato per nulla, lagnone" rispose a tono la bionda, dando una pacca sulla spalla al ragazzo con una alta coda scura "Mi chiamo Shikamaru, bla bla bla, e ora vi farò strada, bla bla bla. Andiamo, non ho tutta la giornata da perdere" . "Dove posso lasciare il carico?" domandò la c/c, indicando i farabutti. "Se ne occuperà Choji, non preoccuparti" finì lui, schioccando le dita. T/N si decise e seguì gli altri due. Il Villaggio rimaneva sempre lo stesso e gli abitanti sembravano essersi dimenticati di lei: nessuno la guardava storta, anzi, un bambino le rivolse un sorriso gentile "Mamma, mamma, guarda! Quella signorina ha un occhio magico!". "Kiru, non fare il maleducato, avrà un potere oculare come il byakugan" lo rimproverò la madre. L'interessata salutò educatamente con la mano il piccolo e cercò di coprire il più possibile la vecchia ferita, spostando in giù il coprifronte. Avrebbe messo una benda vera e propria il prima possibile. "Senti, Nara, mi prenderesti dei dango?" chiese innocentemente Temari, parandoglisi davanti. "Tch, certo che sei proprio una seccatura" borbottò lui, e dopo aver acquistato alcuni dolcetti, ne porse anche all'altra "Dovrai essere affamata anche te. Dopo aver fatto rapporto, vi porterò da Ichiraku". La c/c ringraziò e continuò a guardare per i negozi, dove una bella ragazza con una lunga coda bionda stava trasportando alcuni vasi di terracotta per fiori "Ehi, Tema-chan, come va?". "Tutto bene, grazie. Questa è Ino, T/N". "Piacere di conoscerti!" disse facendo la linguaccia. "Signorina, il Kazekage mi ha incaricata di porle una richiesta" spiegò subito T/N, ricordandosi del suo compito. "Se Gaara vuole qualcosa da una semplice erborista come me, allora deve essere semplice". "Vorrebbe che ci seguisse a Suna per insegnare ai nuovi ninja della sabbia, come maestra". Ino rimase sorpresa e spalancò la bocca "I-io? Non mi sembri una che scherza. In tal caso, sarò felice di accettare. È la prima volta che mi sento utile a qualcuno". La c/c abbassò lo sguardo, la capiva fin troppo bene, quella sensazione. E dopo aver scambiato qualche altra chiacchera, i tre raggiunsero la pagoda centrale. All'ingresso si trovavano due guardie, che appena riconobbero il viso del Nara, lasciarono il passaggio "La sicurezza è fondamentale, quindi oltre al posto di blocco abbiamo rafforzato i controlli anche qui". "Ingegnoso come al solito" lo provocò Temari, facendogli notare l'ovvietà dell'affermazione. Egli sbuffò di nuovo e, dopo aver salito alcune rampe di scale, bussò alla stanza decisiva "Avanti". "Con permesso, Hokage-Sama" chiese, per poi aprire la porta e farle entrare. Due donne stavano alla scrivania, leggendo dei documenti: una teneva un maialino tra le braccia e l'altra un bicchierino di saké, che sembrava andarle giù molto velocemente "Signorina Tsunade, le avrò detto mille volte che non può più bere alcolici. Ora è in carica di Hokage, non può permetterselo!". "Dai, Shizune, non fare così, abbiamo ospiti oggi" le iridi castano nocciola si fissarono su di T/N "E anche delle rimpatriate a quanto pare". Deglutì e fece un cenno col capo "Le mie sentite scuse per non essermi inchinata". "Non dire così, oltretutto, ormai non devi più. Mi piacereb-". "Hokage-Sama, il rapporto e le informazioni del Kazekage" ricordò prima che potesse pronunciare altro, e lei finalmente accettò le loro spiegazioni. "Bene, ho capito. Mi sbarazzerò al più presto di quei due e metterò alcune squadre alla ricerca del loro obiettivo". Poi, con un grande sorriso, si rivolse all'Uchiha "C'è qualcosa che desideri chiedere? Hai una faccia curiosa". "Mi stavo chiedendo dove potrei trovare Neji Hyuga e Kiba Inuzuka". "Oh, loro due. Oggi stanno controllando i carichi alimentari per il Paese dell'Acqua insieme a Hinata, puoi trovarli ai magazzini esterni. Intanto, Shikamaru, ti sarei grata se trovassi a Temari una sistemazione per la notte" finì la donna, tornando a scrivere sui fogli. "Mi scusi Hokage-Sama, ma T/N?" chiese preoccupata Temari, come se la donna avesse dimenticato della esistenza della sua compagna. "Non vedo il problema, ha già una un posticino, e devo dire niente male" ghignò soddisfatta, alzandosi in piedi "Una residenza Uchiha le spetta di diritto, lo dice il suo sangue". T/N rimase sorpresa del fatto che il clan avesse avuto il cuore di tenerle una casa in cui poter alloggiare, nonostante fosse emigrata in un altro paese "Se i miei parenti lo permettono, mi farebbe piacere invitare anche Temari a soggiornare da me". "Andata, andata. Ora, se volete scusarmi, ho una riunione con il consiglio" disse, per poi sparire verso il suo dovere.

"Magazzini esterni, devono essere questi" pensò, mentre cercava il luogo indicatole, cercando di ricordare le sue conoscenze del villaggio. Quel luogo era composto da enormi capannoni che contenevano centinaia di contenitori dai più svariati carichi. Spesso ai ninja venivano assegnati compiti come controllare o riorganizzare le spedizioni, in modo da fare esperienza. Molti chūnin stavano lavorando ininterrottamente, ma in particolare due attirarono la sua attenzione. "Non è che è troppo pesante per Akamaru?" balbettò una ragazza dai capelli viola scuro lunghi, che stava osservando i progressi "Mancano solo due casse, ma potrebbe farsi male!". "Calmati Hinata, il mio cagnolone non si stanca solo per qualche peso! Vero, bello?" rise un'altro, castano. Il suo amico a quattro zampe abbaiò contento un risposta, scodinzolando e strusciandosi al padroncino.  T/N avrebbe tanto voluto accarezzarlo, ma si vergognava persino a stare in quel posto, così a disagio tra i paesani. "Posso esserti d'aiuto?" un ninja dagli occhi bianchi le venne incontro "Il mio byakugan percepisce la tua confusione". "Sto cercando Neji Hyuga e Kiba Inuzuka. Per conto del Kazekage-Sama". rispose prontamente lei, indicando il coprifronte diverso. "Capisco. Oi, Kiba!". Il castano di prima arrivò correndo, insieme al suo animale "Non vorrai farmi fare altro lavoro, Neji!". "Siano stati chiamati da Gaara, entrambi" lo rimproverò lui. Dopo una lunga spiegazione, i due cominciarono a discutere animatamente "Non possiamo astenerci da un carico del genere!". "E non possiamo lasciare l'Hokage con due uomini in meno. Però è importante-". Un'altra mezz'ora passò, che T/N passò insieme ad Hinata, la cugina dell'Hyuga, che era molto carina e gentile nei modi. Dopodiché, le comunicarono ufficialmente che non potevano andarsene dalla loro patria, in una dichiarazione di estremo orgoglio, che le fece quasi aggrottare le sopracciglia. "Suppongo che stasera sarai al ramen con noi, vero?" mi domandò la timida, sistemandosi una ciocca dietro l'orecchio. "Non penso, non voglio disturbare e non ho appetito. Vogliate scusarmi". Hinata annuì, ormai arresa davanti alla decisione dell'altra, che non ammetteva discussioni. La c/c girò i tacchi e camminò per la strada verso il centro di Konoha. Durante il primo tratto, si sentì osservata in modo particolare, ma non ci diede troppa importanza. In fin dei conti, magari alcuni abitanti erano riusciti a confrontarla con quella sciaquetta che serviva gli Uchiha anni prima. T/N pensò che quel centro era davvero bello rispetto a Suna, il cui paesaggio veniva rovinato a causa delle continue tempeste di sabbia: il Paese del Fuoco era caratterizzato da un clima calmo e soleggiato perenne, che valorizzava i grandi territori pianeggianti. Appoggiò la gamba a terra, per l'ennesima volta, e il terreno cedette. Un mantello nero e due braccia la presero al volo e la portarono al sicuro, dove la sistemò per vedere se stava bene. "Durante i trasporti capita che i carichi crepino i pavimenti. Devi stare più attenta, zuccherina".

~ Author's Note ~
* . . . *
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* she's writing the next chapter *

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