"Mi hai fatto male, T/N-Chaaan~" continuava a lamentarsi il corvino, toccando con la punta dell'indice il livido che era spuntato poco sotto il suo occhio "C'era proprio bisogno di colpire così il tuo vecchio compagno di giochi?". "Stai zitto o mi riconosceranno" gli intimò lei, alzando nuovamente il gomito. Egli abbassò subito la voce, intimorito dalla espressione della ragazza "Insomma, ti ho salvata o meno da quel cratere?". "Se spunti così davanti a me è ovvio che penso che vuoi uccidermi per conto degli Uchiha, pad...S-sasuke!" ribatté la c/c, schioccando le nocche. Non si era ancora ripresa dallo shock di rincontrare il secondogenito della sua famiglia ospitante. "E perché mai dovrei voler assassinarti? Al massimo, volevo vedere come stavi" brontolò offeso. T/N gli diede un buffetto affettuoso sulla guancia, cercando di calmare il suo cattivo umore. Non voleva infastidirlo ancora prima di entrare nel serio della discussione "Cosa ci facevi qui?". "Te lo ho detto, sono passato dall'Hokage a fare rapporto e mi ha riferito del tuo passaggio. Ho voluto verificare con i miei occhi che T/N Uchiha, scappata dal Villaggio della Foglia per trovare vita migliore, fosse veramente tornata" spiegò arrossendo leggermente "Mi racconterai una volta a casa le tue motivazioni". Ella però non lo stava ascoltando. Più lo guardava più si rendeva conto di quanto era cresciuto: il viso si era snellito e aveva acquisito curve più adulte, oltre ad altri centimetri d'altezza. Le strade iniziavano a svuotarsi, con la fine del pomeriggio, e si vedevano sempre più ninja che tornavano alle proprie abitazioni. "Hai fame?" chiese in un incredibile sforzo di generosità. "Non sono benvenuta tra i team, men che meno nel tuo" tagliò corto l'altra. "A Naruto piacerebbe stuzzicarti in ogni modo per farti sentire a tuo agio, mentre Sakura sarebbe tutta una domanda per capire le tue intenzioni" rise il corvino, indicando un piccolo spiazzo d'erba dove andare."Non mi interessano minimamente i tuoi amici, e neanche te ad essere sincera. Sono qui solo per ordine del Kazekage". "Grazie della gentilezza, zuccherina. Sta di fatto che dovrai sopportarmi tutta stasera, perché non ho intenzione di lasciarti scappare senza delle risposte" finì, prendendola per un avambraccio e tirandola a sé. La fece sedere sul prato, affianco a lui "Mi risponderai quindi?". "Cosa dovrei dirti?". "Partiamo dall'inizio. Punto primo, perché ci hai lasciati e sei partita senza dire nulla?" contò sul primo dito "La mattina di venerdì 24 ottobre di due anni fa, i coniugi Mikoto e Fugaku Uchiha vengono trovati morti nella loro stanza da letto. Diagnosi di morte, assassinio, con metodo non identificato. Alla base di questo, il contratto di schiavitù di T/N Uchiha viene strappato e lei è libera del suo dovere. Tutto riporta alla tua colpevolezza". "Mi fai quasi ridere. Il signor Uchiha mi avrebbe oppressa in due secondi se solo ci avessi provato" sibilò la c/c, cercando di allentare la presa del ragazzo che, a causa della rabbia ribollente, la stava stringendo oppressivamente. "E allora dimmi, perché te ne sei andata?". "La Foglia non mi aveva dato nulla e avrebbe continuato a non darmene". Sasuke girò lo sguardo, come se fosse stato contrariato dalla risposta "Secondo me è perché avevi paura di lui". Ella rabbrividì e si toccò l'occhio trasparente con l'indice "Ora dov'è?". "È un ambu attivo. Lo vedo molte poche volte e solo in ruolo" borbottò il corvino, palesemente offeso dalla mancanza di attenzioni che gli stava venendo data "Hai idea di chi possa esser stato?". "No, purtrop-". Un punto di luce in mezzo al nulla attirò l'attenzione della donna, che si interruppe "Sembra che Temari ne abbia lasciato scappare qualcuno. Vai ad accertarti che stiano bene, io mi occupo di loro". "Vedo che nonostante tutto la tua vista non fa così peccato. Come vuoi, zuccherina" rise, e poi scomparve con movimento impercettibile. "Non mi farò battere sul tempo da te, principino" pensò T/N, che sembrava aver recuperato un poco di spirito combattivo dall'incontro con l'Uchiha. Si incamminò silenziosamente verso i briganti individuati, e si nascose nella vegetazione usando un jutsu di mimetizzazione. Erano uomini, diversi da quelli incontrati precedentemente però. Indossavano un lungo cappotto nero con delle nuvole rosse disegnate in modo stilizzato, che cadeva fino a terra, e un cappello di paglia a cui erano attaccati due piccoli campanelli. I due stavano parlottando fitto fitto tra di loro, come presi da una litigata pesante. "Se non la smetti finisce che ti faccio esplodere! Non ci arrivo proprio eh?". "Sei tu quello che dovrebbe esplodere, ti starebbe proprio bene, morire grazie alla tua tanto amata arte". "Sarebbe un onore per me". La ragazza non sapette che pensare, era estremamente confusa dal loro comportamento quasi infantile. Uno, che aveva lunghi capelli biondi, quasi come una damigella, alzò lo sguardo "Mi sento osservato, Sasori". "Per una volta hai ragione". Due occhietti infimi si puntarono sulla c/c, che schivò delle lame scagliate verso di lei. "Arte dell'Acqua, (drago d'acqua)". Un'imponente mostro di schiuma si schiantò violentemente sul quello più gobbo e grosso. Si sentì un cigolio e il biondo si mise a ridere "Vedo che temi ancora il chakra della marea, vecchio volpone! Lascia fare a me". Egli prese dalle tasche dell'argilla e quello, improvvisamente, scomparì all'interno delle mani. La ragazza rimase ancora più perplessa vedendo delle lingue sui palmi, che masticavano contente il materiale. "Non sottovalutarmi, Deidara" rispose l'altro, scuotendo il rivestimento che si portava addosso, e facendo muovere il braccio in modo meccanico.
Attaccarono insieme. Uno scagliò shuriken con un raggio ampio, l'altro fece correre sul terreno piccoli ragnetti bianchi. T/N non aveva un buon presentimento: saltò su un ramo per trovarsi in posizione vantaggiosa. "Arte del Fuoco, Tecnica Superiore della Palla di Fuoco!". Fece uscire dalle labbra socchiuse un fiammata incandescente, che sciolse il ferro delle armi. Gli animaletti, invece, esplosero con poca violenza. "La bambolina si difende bene. Peccato, avrei voluto vederla saltare in aria" si lamentò il biondo, preparandosi ad un altro affronto. "Fa esplodere ciò che modella. Evitarlo sarà più complicato che fermarlo" pensò la c/c, e richiamò a se più forza possibile. Sembravano dei fenomeni da baraccone, ma percepiva qualcosa di diverso, di potente e pericoloso. Prese la decisione, e lanciò quella pallina che teneva sempre in tasca. Poi uno scoppio. Un rumore assordante a tal punto da farla riparare a terra con le orecchie coperte. Lo stesso fu per i due, che però non furono furbi e svelti abbastanza da salvarsi dal frastuono, che corrose i loro timpani a tal punto da farne urlare uno dal dolore. Sarebbe arrivato qualcuno, ne era certa, quindi corse il rischio di attaccare in quegli attimi di confusione avversaria. Prese il kunai e si lanciò, usando la spalla sinistra, addosso a quello più magro, che venne colpito in piena pancia da un corpo ormai adulto. Ella sferrò un colpo, con l'arma stavolta, e squarciò il mantello e uno strato superficiale di pelle bianca. L'avversario cercò di afferrarle la faccia per farla esplodere, ma ella, girando il viso all'indietro, con sicurezza tagliò in due entrambi i polsi dell'uomo. Un altro urlo, e un piccolo tonfo, come sue due oggetti morti fossero caduti a terra. Ma ad ogni azione c'è una reazione, dalla quale T/N sarebbe stata abbattuta se non fosse stato per un piccolo miracolo. I rinforzi erano più efficienti di quello che si aspettava, infatti un ragazzo dalla corporatura slanciata si mise davanti a lei per proteggerla: aveva pantaloni e divisa nera, con una protezione grigio metallica, e in volto indossava una maschera. Una bellissima maschera, che non scopriva però una coda bassa e morbida di capelli corvini. "Sasori. Vi avevo detto di non tornare più, o sbaglio?". Quella voce, si, quella indimenticabile, cupa e roca voce. "Rispettare gli ordini di un povero stolto non è una cosa che riguarda l'Akatsuki" ribatté egli con calma. Non sembrava minimamente impaurito, anzi, forse più sicuro di prima. "Vi ho detto" aggiunse l'anbu, scoprendo il viso e lanciando a terra l'oggetto, con violenza apposita "di andarvene immediatamente, se non volete pagarne le conseguenze". Un bagliore di luce rossa. Un aura potentissima si sviluppò attorno a lui, prendendo forma in uno scheletro. "Bastardo" la marionetta indietreggiò, prese il biondo e lo appoggiò sulla propria stazza. "Ti do cinque secondi, e poi ti caccerò io con il mio Susanno'o". La figura sparì in fretta fra la boscaglia, confondendosi con il buio che ormai era sceso. "Tutto bene?" chiese. Non rispose. "Ti hanno fatto del male?" chiese. Non rispose. "T/N, per favore".~ Author's Note ~
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* she's typing *
* she's writing the next chapter *
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• 𝘸𝘢𝘵𝘦𝘳𝘧𝘢𝘭𝘭 •
Fanfictionfinished. itachixreader fanon au. other ships: sasuino, shikatema, narusaku from the book: "t/n si sentì, per la prima volta nella sua vita, libera. libera di ogni peso, di ogni preoccupazione, di ogni tormento passato. perché li stava sopportando l...