2. PRIMO INCONTRO

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«Marina? Ehi Marina! È tardi!» chiamò una voce maschile.

La ragazza dai capelli biondi si svegliò a fatica. Un raggio di sole filtrava dalle finestre. Le tende erano già aperte, segno che qualcuno si era svegliato prima di lei.

Era passata una settimana dall'evento che aveva generato tanto trambusto al parco e non c'erano stati aggiornamenti da parte degli Stirpemista partiti per la missione.

Si alzò lentamente, rimanendo seduta sul letto a stropicciarsi gli occhi ancora annebbiati. La voce apparteneva al suo fratellastro, almeno quello lo aveva capito.

«Che ore sono?»

«Le nove e mezza del 23 ottobre 2021. Non dovevi fare lezione ai nuovi arrivati oggi?» replicò il ragazzo.

«Non mi serviva anche il giorno...» sbadigliò, sonnecchiava ancora.

A poco a poco, la scena si fece più nitida e Marina poté ammirare con fastidio una delle camere della Settima Casa. La stanza era piuttosto semplice, dopotutto doveva richiamare lo spirito di un parco, dunque troppa sofisticatezza avrebbe dato nell'occhio. L'intera struttura era stata costruita con travi di legno, progettata per ricreare quell'effetto. Molti dei suoi fratellastri non ci badavano, ma Marina notava quei dettagli a differenza loro. Amava l'architettura e sognava di studiarla all'università, magari anche ottenere una laurea mortale per praticare quel lavoro e fare carriera.

«Mondo chiama Marina, mi hai sentito?» tornò a chiamarla il fratellastro.

Lo sguardo della ragazza vagò per la camera: tutti gli altri letti a castello erano già stati sistemati a dovere. La parte centrale della camera era occupata da una serie di scrivanie disposte a formare un rombo, dove Lorenzo Scala la squadrava con espressione preoccupata. Il ragazzo era uno Stirpemista come lei. Condividevano la stessa madre, dunque erano soliti definirsi fratellastri. Marina rimase un momento a contemplare il volto del ragazzo. Il biondo dei suoi capelli creava un contrasto con i brufoli adolescenziali che punteggiavano il suo viso come paparazzi davanti a una sfilata di superstar. Finalmente, gli occhi azzurri del ragazzo incrociarono i suoi.

«Ah, allora ci sei! Guarda che mi hai fatto preoccupare.»

«Scusa, Lore» disse stiracchiandosi. «Ero un attimo distratta.»

Lo Stirpemista la scrutò, preoccupato. «Hai avuto qualche incubo?»

Marina scosse la testa, accennando un lieve sorriso prima di rispondere: «No, tranquillo.»

«Menomale.»

Il volto della ragazza si spostò a osservare la finestra esterna e fu investita dalla luce.

Per i suoi occhi ancora addormentati, non sembrava essere qualcosa di anomalo ma, non appena il suo cervello cominciò ad attivarsi, Marina capì di essere nei guai.

«C'è tanta luce per essere l'alba...» mormorò.

«Non è l'alba, te l'ho detto.»

La Stirpemista spalancò gli occhi e quasi cadde giù dal letto. Fece una rapida corsa fino a raggiungere la finestra, dove poté ammirare il paesaggio del Parco dei Gigli. Rimase per un momento immobile e inspirò a fondo, poi abbassò lo sguardo su di sé per valutare il proprio abbigliamento.

Era in pigiama.

Senza dire una parola, si precipitò accanto al letto e aprì l'armadio.

Lorenzo guardò la sorellastra tentando di trattenere una risata. «Marina» provò a richiamarla, ma lei non lo calcolò di striscio e afferrò in fretta i vestiti.

Una volta certa di non aver dimenticato nulla, corse in bagno a vestirsi. La stanzetta bianca, grande quanto un ripostiglio, era inadatta ad ospitare le otto coinquiline che dividevano quella camera. Di solito, Marina approfittava dei bagni presenti alla Grande Dimora, tuttavia l'emergenza non li lasciava scelta. Si tolse il pigiama, costituito da un top azzurro con un motivo creato da tanti ananas stampati e dei semplici pantaloni bianchi, dopodiché afferrò i vestiti: jeans chiari, maglietta bianca e la felpa grigia con la zip. Un grande sette scritto in numeri romani sul retro. Era il vestiario che la identificava come membro della Settima Casa, riservata gli Stirpemista figli di Ien.

A Mask of Ideals and TruthLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora