57. ACQUE TORMENTATE

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La luce del mattino filtrava attraverso le imposte malmesse della stanza, disegnando linee dorate sul legno consumato del pavimento. L'aria era immobile, avvolta da un silenzio irreale, interrotto solo dal lieve scricchiolio delle travi. Seppur semplice, la stanza conservava un'eleganza antica: un letto a baldacchino coperto da lenzuola grezze, un piccolo tavolo con una brocca d'acqua e una sedia dall'aria traballante. Sul muro, uno specchio ovale con una vistosa crepa rifletteva i raggi solari

Shirei aprì gli occhi lentamente, il corpo rigido come se avesse dormito per giorni. Si tirò su con un gemito sommesso e si portò una mano alla testa. Credeva che la luce lo avrebbe condotto all'interno del sentiero, ma si era sbagliato e ciò lo aveva riempito di delusione.

"Ho fallito ancora."

Poi processò le informazioni inviate dalla sua vista e si attivò. La sua memoria era un miscuglio di immagini confuse, tuttavia era sicuro di non essersi addormentato lì. Era accaduto qualcosa mentre non era cosciente.

Si alzò di botto ed evocò la Lama della Discordia dall'Inframondo, poi scannerizzò i dintorni con le sue iridi violacee.

«Finalmente sveglio, boss.»

La voce di Reno si levò dall'ombra accanto al letto. La figura del Tenebrae si delineò gradualmente, la sua forma umana composta da oscurità pulsante. Nonostante l'aspetto spettrale, la sua presenza era rassicurante, poiché gli dimostrava di essere ancora in controllo della situazione e di non essere stato catturato dagli adoratori della Santa delle Maree.

Il figlio di Cragar si passò una mano sul viso. «Quanto tempo è passato? Cosa è successo?»

Il Tenebrae si avvicinò, le sue fattezze indistinte illuminate dalla luce solare. «La faglia temporale ha raggiunto la soglia limite.»

«C'è stato un reset mentre ero nel sentiero?»

«Sei reset, per essere precisi. Dormire è un lusso che non puoi permetterti, a quanto pare.»

La sua voce aveva un tono ironico, ma c'era una nota di preoccupazione dietro le sue parole che Shirei colse immediatamente. Si domandò se quell'intesa fosse dovuta al legame magico instaurato fra evocatore e creatura oppure ad altro.

"Sono migliorato nelle mie abilità sociali?"

Decise, infine, di mettere da parte i pensieri e concentrarsi sul problema.

Sei reset erano circa un giorno intero nella faglia, che Shirei poté solo sperare corrispondesse allo stesso tempo anche all'esterno. Aveva saltato così tanto per delle informazioni di cui ancora non era certo.

Quello, però, significava anche che era stato portato in quella camera, secondo i suoi sospetti appartenente alla taverna dei Verardi, solo di recente. Il tempo del sesto reset già scorreva e lui doveva raggiungere la chiesa al più presto.

«Che altro puoi dirmi?» chiese al subordinato. «Volevo anche chiederti, questa è la taverna di Niccolò?»

«Corretto, boss, ti ci ho portato io.»

A quelle parole seguì una pausa silenziosa che costrinse il figlio di Cragar a incalzare il Tenebrae.

«Le altre notizie?»

«Sì, allora. Durante il quinto reset, hai evitato per un soffio uno tsunami. Non c'è niente che sarebbe più divertente che vederti rotolare via dall'acqua come una foglia, ma sono stato costretto a lottare per mantenerti a galla.»

Shirei deglutì, massaggiandosi ancora le tempie doloranti dallo sforzo di rimanere nel Sentiero Evanescente.

"Sei reset... distruggere questo posto sta diventando sempre più difficile."

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