Prima di cominciare con la lezione, Marina trovò giusto spiegare come funzionassero i poteri degli Stirpemista. Era uno dei concetti più astratti, a differenza di mostri e divinità, dunque pensava che avrebbe facilitato la loro comprensione se avesse fornito una conoscenza di base.
«Cominciamo da zero. Tutti gli Stirpemista nascono con un organo chiamato "particella divina",» scandì bene le ultime due parole, poi toccò una zona di poco superiore al cuore. «Per noi è importantissima, è il contenitore che ci permette di manipolare il mana e utilizzare la nostra magia.»
Gli Stirpemista più giovani assunsero espressioni corrucciate, probabilmente non era ciò che si aspettavano dalla lezione.
Marina proseguì. «In passato esisteva una vera e propria distinzione nobiliare tra le antiche famiglie, coloro che contavano centinaia di generazioni di discendenti. Alcune sono ancora qui, ma sono molto meno influenti rispetto a un tempo.»
Un ragazzo dalla felpa rosso sangue le chiese da lontano. «Questo che c'entra con la lezione?»
«Un attimo!» replicò la bionda, riconoscendolo come un figlio di Sidal.
Lanciò un'occhiataccia allo Stirpemista, quest'ultimo tremò immediatamente e distolse lo sguardo. La Stirpemista fece un sorriso soddisfatto e tornò a parlare, non si era accorta che il ragazzo aveva avuto paura a causa di Shirei. Il figlio di Cragar rimase in silenzio e le permise di continuare.
«Nel caso degli Stirpemista, alla loro nascita, la particella pura viene contaminata dal sangue divino che scorre nei loro corpi e finiscono per ricadere nei cammini di una divinità.»
«I cammini?» stavolta l'esclamazione interrogativa fu di Michela, la sua sorellastra.
«Sì,» confermò Marina. «Il termine non va inteso in senso stretto poiché si riferisce ad antichi culti religiosi. In sostanza, i sacerdoti potevano votarsi a un dio mascherato e perseguire la loro venerazione fino alla morte.»
Nessuno fiatò, lentamente il suo discorso stava cominciando ad attirare l'attenzione generale.
«Se i poteri che contaminano la particella non si sono risvegliati, lo Stirpemista può provare a rifiutare la sua discendenza e rimanere privo di poteri.»
La figlia di Ien notò una ragazzina bisbigliare con i suoi compagni e la chiamò: «Tu, con la frangia, hai qualche dubbio?»
«Io-» la giovane Stirpemista indietreggiò rapidamente. «Non volevo interrompere la lezione. Chiedo scusa.»
Marina sorrise con dolcezza. «Tranquilla. Siete qui per imparare, non per sentirmi parlare e basta. Prego, cosa volevi chiedere?»
«Perché qualcuno dovrebbe farlo?»
«È molto semplice. Non contaminare la propria particella equivale a non guadagnare quel segno che contraddistingue noi Stirpemista. Senza quello, i mostri non possono fiutarci,» si fermò. «Sono stata chiara?»
La Stirpemista annuì. «Sì! Grazie mille!»
«Ah!» esclamò Dalia. «Dunque la particella è legata al segnale ed è per tale ragione che la progenie degli dèi maggiori sono coloro la cui vita è più in pericolo!»
Marina le sorrise. «Esatto, sono contraddistinti maggiormente. Grazie, Dalia.»
La ragazzina fece l'occhiolino e la figlia di Ien poté avviarsi verso la fine del discorso.
«Questa particella è stata rinominata dal divino Didreus come "Tebrione", chiaramente in onore del dio primordiale, ma nella pratica moderna si utilizza semplicemente "Nucleo Divino". In esso è racchiusa tutto il potere di uno Stirpemista,» approfittò di una pausa per inumidirsi le labbra. «Allenandosi, è possibile attingere più facilmente al potere racchiuso nella particella divina, ma il limite viene dettato in principio dal Fato.»
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A Mask of Ideals and Truth
FantasíaSopravvivere. Una missione che tutti gli Stirpemista devono affrontare ogni giorno. Ma nell'Altrimondo, una dimensione parallela dove mostri e divinità mascherate si intrecciano al destino dei mortali, esistono dei luoghi protetti, nei cui confini è...
