Capitolo 2

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Dopo circa un'ora e mezza (avevo un appuntamento dal dentista) sono finalmente arrivato a casa.

Parcheggio la Jeep e scendo.

Noto qualcosa di strano.

Manca l' Audi di Lucy, la mia fidanzata.

A quest'ora doveva già essere a casa.

Ha iniziato anche a farsi buio.

Accendo il mio smartphone, che avevo lasciato in silenzioso.

Ho dei messaggi da leggere, ma nessuno è da parte sua.

Strano, lei mi scrive sempre, anche per chiedermi se avevo finito di lavorare, o dov'ero,... E invece niente.

Da fuori vedo tutte le luci di casa spente.

La chiamo. Squilla. Squilla ancora. Nessuna risposta. 

Mi sto iniziando a preoccupare.

Prendo la chiave e la infilo nella serratura della porta. Giro due volte e apro.

Buio.

 Silenzio.

A quanto pare non c'è nessuno in casa. 

Provo ad accendere la luce, ma non si accende. Premo più volte l'interruttore ma senza successo.

Tiro due peccati.

Ad un tratto la porta si chiude alle mie spalle con un forte tonfo da farmi rabbrividire.

Mi volto.

Non vedo niente.

Accendo la torcia del telefono e provo a farmi luce con quella.

Provo ad andare verso il quadro elettrico di casa, che se non sbaglio si trova al piano sotterraneo, da tutt'altra parte rispetto a dove mi trovo adesso. Per andarci devo attraversare il corridoio, quindi mi dirigo verso di esso.

Sono all'inizio del corridoio quando mi blocco. Sento dei passi. Mi giro e punto la torcia verso quella direzione.

Riesco a vedere soltanto una figura scura in lontananza, ma niente di più perché vengo isolato da del fumo bianco, che non mi permette di vedere niente. Cerco di indietreggiare ma inciampo e cado su qualcosa di viscido. 

Mi rialzo immediatamente ma inciampo di nuovo. Non so cosa fare. Provo a farmi luce con il telefono per vedere cosa ho sotto i piedi.

"Batteria scarica. Spegnimento in corso..." apposto, adesso pure il telefono. Non ho più nessuna torcia. Non vedo di nuovo un cazzo. Perfetto.

I passi si stanno avvicinando di nuovo a me.

Si fermano.

Inizialmente non riesco a vedere niente a parte il buio.

Incrocio le dita e inizio a pregare.

Chiudo gli occhi.

Nonostante abbia gli occhi chiusi ho l'impressione che a pochi metri ci sia qualcosa di luminoso. Non so chi ci sia lì ma me la rischio.

Riapro gli occhi.

Riesco a vedere una figura vicino a me illuminata da una piccola lucina rossa che teneva in mano.

Data la luce fioca non riesco a capire bene chi o cosa sia. È vestita con un mantello nero, con un grande cappuccio che copre buona parte di quello che dovrebbe un viso, ma che a me sembra un qualcosa di bianco che penzola verso giù. 

Il tipo mascherato inizia ad avvicinarsi e io ad indietreggiare di nuovo.

Il fumo cresce di nuovo e mentre indietreggio ho come l'impressione di toccare dei palloncini, ed è così. Provo a nascondermi tra di essi e rimango immobile come un ebete, nell'attesa che quel coglione se ne vada, ma i passi continuano ad avvicinarsi.

N. 13 Dark StreetDove le storie prendono vita. Scoprilo ora