CAPITOLO 150

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«Lyra!» Era la voce di Gideon. «Aspetta.» 

A quel richiamo rallentai la mia corsa, ma senza mai fermarmi del tutto, consapevole che non muovermi mi avrebbe reso un bersaglio più facile di quanto già non fossi.

«Cosa credi di fare?! Non sai neanche la sua posizione!»

Stava cercando di mantenere stabile il tono della voce nonostante la rapida andatura con la quale mi stesse venendo incontro.

Ma lo conoscevo fin troppo bene per sapere che ciò che realmente stava sforzando di celare, nella sua voce, era la rabbia, invece ben visibile negli occhi.

Rabbia, per un piano che non approvava.

Non appena fu abbastanza vicino, mi afferò per la spalla, obbligandomi a fermarmi.

«Quelle schegge sono arrivate da fin troppe direzioni diverse.»

Quella era, in effetti, una cosa che avevo notato anche io.

Una delle peculiarità di questo combattimento era che, fin dall'inizio dell'attacco, non avevamo mai visto le sembianze dell'essere contro cui ci stavamo scontrando.

Ma se fosse certo che si trattasse di un Rasseln, non era altrettanto sicuro che fosse solo.

Ma stare fermi, in attesa che venissimo attaccati di nuovo, non era decisamente la soluzione.

Feci per liberarmi dalla presa e continuare ad allontanarmi da Thui e Tanya, ma Gideon mi tirò verso di sé, impedendomi qualsiasi movimento.

La distanza tra di noi si ridusse eccessivamente, come da tempo non accadeva.

Mi ritrassi, la schiena rigida, mentre lui quasi mi bisbigliava nell'orecchio.

«Ho un'idea per farlo uscire allo scoperto.»

Ma poi fu Gideon stesso ad allontanarsi con uno scatto, improvvisamente freddo.

Le sue pupille ora sembravano più scure e penetranti.

«Ma devi fidarti di me.» 

Scossi la testa, reggendo il suo sguardo.

«La vera domanda è se tu ti fidi ancora di me.» Ammisi, mentre la sicurezza che già prima aveva iniziato a vacillare adesso tremava.

In quel suo atteggiamento, ora di nuovo protettivo, tutta quella mia riflessione sul motivo della sua freddezza stava iniziando sempre di più ad assumere le forme di una sfocata illusione.

E la luce colpevole nelle sue iridi chiare non fece altro che appesantirmi ancora di più.

Senza rispondere, Gideon impugnò l'elsa della spada legata al mio fianco.

Indietreggiai, sorpresa, ma come conseguenza del mio movimento, parte della lama uscì dal fodero e uno sfrigolio, accompagnato da un nauseante odore di carne bruciata, iniziò a diffondersi nell'aria. 

«Gideon! Cos-»

Afferrai il suo polso, tirandolo nella mia direzione.

In un instante, l'ombra del suo volto oscurò il mio.

Ora la spada era di nuovo al suo posto, e la punta del naso di Gideon mi solleticava la fronte.

Ma quella danza, a cui credevo di aver dato fine, riprese pochi attimi dopo quando, senza alcuna spiegazione, Gideon estrasse nuovamente l'arma di qualche centimetro, per poi tagliarsi il palmo.

Osservai in silenzio le sue sopracciglia avvicinarsi agli occhi chiusi in una smorfia di dolore priva di suono, mentre dalla ferita aperta iniziava a colare, denso, del mercurio.

Royal Thief IIDove le storie prendono vita. Scoprilo ora