School Isn't that Bad, Is It?

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|JJ|
L'inerzia di un corpo è la sua tendenza a rimanere nello stato di quiete o moto, finché una forza esterna non interviene. Ed è l'unica cosa a cui io abbia davvero mai prestato attenzione durante le lezioni di chimica, solamente perché riesce ad abbinarsi perfettamente alla vita quotidiana.
Finché non arriva qualcosa a sconvolgere il tuo mondo è difficile trovare le reali differenze fra un giorno ed un altro, e la scuola ha questa capacità di riuscire a rendere tutto ancora meno movimentato del solito, come un infinito loop.

In questo caso, la forza esterna che ha stravolto il mio stato di quiete mattutino durante l'ora di algebra è stato il messaggio di una certa Kook. Non ero così convinto avrebbe davvero preso in considerazione l'idea di scrivermi quando le ho lasciato il numero, anzi, per nulla. A volte i miracoli sono più frequenti di quando ci si aspetti.

Numero sconosciuto

Numero sconosciuto:
Ancora disponibile per quella canna?

Tu:
Con chi parlo?

Numero sconosciuto:
Idiota.

Tu:
Non è carino offendere gli sconosciuti.

Scherzo, ma non posso filarmela al secondo giorno, mi bocceranno in anticipo.

Raggiungimi sulle scale antincendio dietro il cortile fra cinque minuti. È sempre vuoto a quest'ora ;)

Numero sconosciuto:
Ok, ma togli quell'occhiolino, sei inquietante.

Tu:
;)

Numero sconosciuto:
Idiota.

Segno il numero e chiudo il cellulare prima che il professore possa notarlo, ma fortunatamente sembra abbastanza concentrato sulla sua spiegazione. Approfitto del momento di apparente calma per chiedere di andare in bagno, ricevendo un paio di occhiatacce per aver interrotto la sua interessante parlantina. Secchioni del cazzo.

Nonostante il suo iniziale tentennamento, cede e mi lascia uscire dalla classe, solamente però dopo aver insistito sul mio, ovviamente falso, insostenibile mal di pancia.
Impiego poco più di trenta secondi per arrivare al cortile, conoscendo tutte le scorciatoie possibile, quasi come le mie tasche. Da anni queste scale sono inagibili, non avendo abbastanza soldi per ristrutturarle. I fondi bastano a malapena per comprare della carta igienica un paio di volte l'anno.

Io ho iniziato a fumare qui dalla metà del primo anno, qualche volta al mese, senza darci troppo peso. Lo facevo in particolare per far colpo sui più grandi, cosa che sembrava funzionare. Poi è diventata erba al secondo anno, ed eccomi qui, due anni dopo. Nessuno ha mai beccato me o nessun altro, nonostante l'odore a volte sia così forte da diventare insopportabile. Con il tempo ho imparato a non aprire la bocca a scuola dopo aver fumato, o a fingere un'allergia per rendere gli occhi rossi meno sospetti di quanto possano risultare. Ma in generale, a nessuno dei professori sembra fregare un cazzo. Non li pagano abbastanza per pensare anche a questo.

Il mio sguardo passa velocemente dal ferro arrugginito della balaustra ad una chioma riccia che si agita a causa del vento. I suoi capelli sono decisamente il mio punto debole, di sicuro.

-Mi stai portando sulla cattiva strada.
Sorride appena e prende posto sul secondo scalino, proprio dietro di me, cercando di tenere ferma la gonna che invece sembra aver ormai preso vita propria.
-Non avete un pantalone o cazzate del genere per giorni come questi?
Domando puntando il mio sguardo alle sue gambe scoperte. Un altro fra i miei punti deboli, come qualsiasi altra caratteristica del suo corpo. In modo del tutto casto, ovviamente.

-No. Il preside è troppo impegnato a sessualizzare il corpo femminile per prendere in considerazione quest'alternativa.
Non pensavo qualcuno avrebbe mai potuto odiare il preside Hughes più di me, ma lei sembra andarci molto vicina. Credo di averlo visto ammiccare a delle minorenni un paio di volte.
-Ho una giacca in classe se vuoi. Con un po' di fortuna il professore sarà troppo impegnato con le sue equazioni esponenziali per accorgersi della mia presenza.
Affermo mentre estraggo la canna e l'accendino dalla tasca posteriore dei jeans e glieli porgo.

-Tranquillo, sopravviverò.
Senza soffermarsi troppo afferra lo spinello e lo accende con un po' di difficolta, il vento non sembra essere dalla sua parte.
-È l'erba di mio cugino, un po' più forte del solito. Cerca di non aspirarne troppa all'inizio.
Annuisce facendo il primo tiro. Come da copione, tossisce leggermente.
-Non mi hai più spiegato il perché siete qui.

-Ci sono state troppe iscrizioni quest'anno, e lo spazio era relativamente poco. Nessuno dei licei di Figure Eight era disposto ad offrircene, così in cambio di una manciata di aule d'appoggio per tutti gli alunni dell'ultimo anno, la nostra scuola offre un aumento dei vostri fondi scolastici. Noi non abbiamo abbastanza classi, e quest'edificio sta cadendo a pezzi. Al comitato è sembrato un buon compromesso ed eccoci qui. E poi si dice che Hughes scopi con la vostra preside.
Sono abbastanza sicuro di avere la mia solita espressione confusa stampata sul volto, troppe informazioni alla volta non fanno mai bene alla mia mente.

-Merda, sarebbe una delle prime volte in cui Kooks e Pogues interagiscono pubblicamente senza finire con l'uccidersi.
Sussurro, impaziente di raccontarlo a Pope e John B, solo per battere sul tempo il primo dei due.

Continuiamo a parlarne per qualche altro minuto, facendo a turno qualche tiro, finché la campanella non decide di suonare. Maledetta. Mi rallegro semplicemente pensando che i corsi sono quasi al termine, per oggi. Inoltre, storia non sarà poi così male sotto l'effetto dell'erba, potrebbe addirittura sviluppare le mie capacità cognitive.

-Sei libera stasera?
Domando pentendomene all'istante. Le parole sono uscite dalla mia bocca senza alcun tipo di controllo.
-Vado al cinema con Sarah, se le do buca mi taglia a pezzetti e poi mi frulla.
Sistema con una mano la gonna per un'ultima volta, prima di alzarsi e, a piccoli passi, cominciare ad allontanarsi.
-Chiedimelo domani.
Pronuncia alzando di poco la voce, mentre dopo un secondo sparisce dietro le porte d'ingresso dell'edificio.

A stento trattengo un sorriso mentre con passo decisamente lento mi mimetizzo fra le dozzine di studenti nel corridoio.

Fino alla fine della giornata, la mia mente non riesce a pensare a nient'altro che non sia Kiara o qualsiasi cosa che si colleghi a lei. Persino passare la serata con i ragazzi allo Chateau sembra non distrarmi affatto. Cosa che invece, generalmente, aiuta. Infatti, ormai da ore la loro conversazione va avanti in compagnia della mia del tutto assente partecipazione. Solamente l'ultima parte del discorso riesce ad attirare in parte la mia attenzione.

-Pensavo di chiedere a Melissa Grenier di uscire.
Ci comunica John B, prendendo l'ennesimo sorso dalla sua birra.
-Quella del club di fotografia che non sa fare lo spelling di "Lapalissiano"? Cazzo, bel colpo.
Ridacchio al commento di Pope, John B ha sempre avuto cattivo gusto in fatto di ragazze. Non per quanto riguarda l'aspetto fisico, direi piuttosto per la loro personalità.
-Mi dispiace amico, ma concordo con lui.

-Ehi, almeno io punto a qualcuno del mio calibro. Come va con il tuo amore non corrisposto?
Gli alzo il dito il medio, accompagnato da un'espressione non del tutto amichevole.
Ho evitato di parlare loro dell'intera situazione di Kiara. Anzi, a dire il vero non ne sanno neanche una parte. Nonostante il mio primo istinto sia stato raccontare ogni minimo dettaglio, in qualche modo ho come il terrore che facendolo qualcosa potrebbe andare male.

Non che ci sia qualcosa che sta andando, a dire il vero. Ci siamo fatti insieme un paio di volte, e abbiamo messaggiato, ma niente di così speciale. O meglio, non da parte sua. Da parte mia c'è qualcosa da tempo ormai, che sia attrazione fisica o altro, questa situazione non fa nient'altro che far crescere qualcosa che già esiste. So che non durerà molto, Kiara Carrera non è per i tipi come me, non per qualcuno che può offrirle molto meno di quello che merita, quindi perché non tenermi per me qualsiasi cosa ci sia per un po'? Potrebbe farmi solo che bene.

Happier Than Ever [JJxKiara]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora