Questa è una fanfiction che ho iniziato per puro divertimento! E' una specie di remake della storia de "il castello errante di Howl" I personaggi sono gli stessi, ma la storia è modificata da me. Ci sarà passione, mistero e tanta suspence.
Rimango seduta sulle sue gambe ad ascoltare ogni sfaccettatura del suo passato. Rimango affascinata da questi racconti che per me suonano così surreali. In paese si parlava spesso di magia, anche se onestamente non ci ho mai creduto. Quando ho conosciuto Howl ho aperto gli occhi. La magia esiste ed è davvero toccante ascoltare la storia di un uomo che all'epoca era solo un ragazzino privo di istruzioni riguardo a come avrebbe dovuto affrontare la dura vita da mago. Non ha mai conosciuto la sua famiglia. Ha detto che i suoi ricordi partono da quando aveva 4 anni. Del tempo precedente non ricorda assolutamente nulla. Mi ha descritto il suo primissimo ricordo: ha raccontato di essersi svegliato in un campo fiorito, in una tarda mattinata estiva. Si soffermò ad ammirare il cielo limpido, completamente privo di nubi. - "I maghi non possono essere identificati come esseri umani, bensì come "creature". All'incirca viviamo quanto il doppio degli umani. Per me è leggermente diverso. All'età di 15 anni strinsi un patto con un demone. Calcifer." Pronuncia quest'ultima informazione con tono amareggiato. "Esattamente che genere di patto?" Gli domando, guardandolo negli occhi. Ho come l'impressione che non vada molto fiero di quella scelta. "La mia vita è legata alla sua. Se lui muore, io muoio." "Per questo Michael non è mai in pensiero quando non torni al castello dopo ore! Gli basta semplicemente tener d'occhio Calcifer!" "Esattamente piccola. Vedo che riesci a seguirmi." Mi stringo più forte a lui. "Come hai fatto a costruire questo castello? Certo, a patto che tu l'abbia fatto." "Certo che l'ho fatto. La magia a volte sa essere molto utile. Vuoi che ti mostri?" Domanda, accennando un sorriso. Sciolgo l'abbraccio e scendo dalle sue gambe. Mi prende per mano e mi porta di sotto. In cucina ci sono Michael e Calcifer intenti a commentare la nostra assenza. Il ragazzino si mette immediatamente in posizione eretta; un pò come quando a scuola entra un professore in aula. Non appena scorge le nostre mani intrecciate si rilassa leggermente ma si aspetta comunque un rimprovero da parte di Howl. "Siediti pure Michael, non ho intenzione di sgridarti." Lo rassicura lui. "Ebbene, come ogni anno è arrivato il momento di fare un piccolo trasloco." Annuncia. "Userò anche come scusa il fatto che Y/N non abbia idea di che cosa accadrà a momenti per ricordarvi le regole: 1- ci deve essere assoluto silenzio, a meno che non vogliate che accada voi sapete cosa." Lo interrompo. "Io non so cosa. Hai detto tu stesso che io non so cosa accadrà." "Il signor Howl non è quello che sembra." Esordisce Michael. "Così sono ancora più confusa." Ammetto. Il mago fissa intensamente il ragazzino. Sono sicura che entrambi conoscono perfettamente il significato di questo sguardo. Howl stavolta si rivolge esclusivamente a me e dice: "Promettimi solo che non sverrai o roba simile." "Perchè mai dovrei." Rispondo, ingenuamente. Il ragazzo mi posa un leggero bacio sulle labbra, davanti al resto delle persone presenti nella stanza e mi stringe forte in vita. Dopodiché mi fa cenno di allontanarmi. Vedo che si sta concentrando: lo percepisco dalla sua espressione facciale. Una goccia di sudore riga il suo volto mentre tutt'un tratto lo vedo contorcersi, producendo urla strazianti che involontariamente fuoriescono dalle sue labbra. Sono spaventata. Disorientata. Ho paura perchè non so cosa sta accadendo. Le urla cessano. Mi accorgo di avere gli occhi serrati e non ho intenzione di aprirli. "Y/N." Mi chiama il ragazzo. Controvoglia apro gli occhi e guardo nella sua direzione.
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Onestamente tutto mi sarei aspettata fuorché un uccello. Non ho più paura. LUI non mi fa paura. Corro ad abbracciarlo per dargli conforto. Posso immaginare che non sia proprio facile accettare questa cosa per lui.
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"Questo è il motivo per il quale un mago non dovrebbe mai fare patti coi demoni." Afferma. "Eri solo un ragazzino Howl..." cerco di rassicurarlo. "Nessuno ti ha mai scortato nella giusta direzione. Tu hai dovuto affrontare tutto da solo. Dovresti essere fiero di ciò che sei ora." Aggiungo. "Ti amo tanto Y/N. Non dimenticarlo." In questo momento questa è la maniera più sentita che adotta per ringraziarmi, ed è proprio per questo che anche io amo lui. - Dopo poco Howl torna in sembianze "umane", anche se secondo lui non sarebbe corretto etichettarlo come tale. Ci fa allontanare tutti dalla sua postazione e dopo aver finito l'elenco delle istruzioni da seguire mentre lui esegue l'incantesimo è pronto ad iniziare. Prende Calcifer tra le mani e inizia a bisbigliare qualcosa di incomprensibile. Si solleva da terra e i suoi capelli si rivolgono all'insù. Tutto intorno a noi cambia: dalle pareti alle travi del legno sottostante. In pochi secondi tutto cessa ed Howl da il permesso a Michael di andare a fare un giro del nuovo castello, proibendogli, come sempre, di entrare nella sua stanza.