I corridoi di Hogwarts erano pieni di studenti che parlavano, non tutti tranquillamente, alcuni stavano addirittura duellando, nonostante fosse proibito.
Eloise camminava nel bel mezzo di tutte quelle persone, poteva sembrare strano che un'adulta, non professoressa, camminasse tranquillamente tra gli studenti, ma ormai era diventata un po' un'abitudine. <<Zitta!>> Eloise si bloccò, girandosi verso dove proveniva la voce; un gruppo di ragazzi bloccava ad una ragazza il passaggio, l'avevano circondata impedendole qualsiasi movimento. Non poteva stare ferma a guardare quello che stava succedendo, doveva aiutare quella ragazzina, meritava di essere aiutata, almeno secondo lei; sapeva cosa voleva dire non avere nessuno su cui contare e aiutare gli altri era qualcosa che avrebbe sempre fatto, per non fargli vivere quello che aveva vissuto lei.
<<Cosa sta succedendo qui?>> I ragazzi sobbalzarono, non era previsto che qualcuno intervenisse, tutti i professori avevano una qualche lezione al momento e gli studenti si erano appena ritirati nelle varie classi. <<Niente>> Rispose spavaldo uno di loro alzando lo sguardo, quando incontrò quello di Eloise rimase bloccato, quegli occhi viola erano strani, catturavano l'attenzione. <<Se davvero non stavate facendo niente perchè qualcuno sta piangendo?>> Chiese sarcastica squadrando il ragazzino, aveva i capelli color platino e gli occhi azzurro ghiaccio, sicuramente un Malfoy <<Come ti chiami tesoro?>> Aggiunse poi rivolta alla ragazzina che stava raccogliendo i libri che le erano caduti <<V-Verity>> <<Beh Verity, posso sapere perchè ti stavano prendendo in giro?>> Disse scoccando un'occhiataccia ai ragazzi che fecero qualche passo indietro, gli occhi viola di Eloise erano terrificanti se lei era arrabbiata.
<<E' una lurida Sanguemarcio, non merita di stare qui ad Hogwarts!>> <<E chi saresti tu per dire che non può stare qui?>> <<Io sono un Malfoy, sono discendente di una delle famiglie più forti dell'Inghilterra!>> <<Malfoy, vero? Sai che il tuo "fantastico cognome" significa Malafede in francese? E guarda caso tu non hai fede nelle tue abilità, bullizzi Verity perchè sai che lei ha qualcosa in più di te, qualcosa che tu non avrai mai>> Nell'udire quellle parole i ragazzi se ne andarono, il biondo più ferito di tutti, perchè infondo sapeva che era vero, l'unica cosa che aveva di speciale era il cognome che portava, ma non aveva niente che mostrasse chi davvero era. Sarebbe cambiato, in meglio.
Eloise fece per andarsene, ma Verity la fermò << S-scusami?>> <<Dimmi cara>> <<P-prendevano in giro anche te?>> I suoi occhi lampeggiarono, come se si fosse appena ricordata qualcosa. <<Si Verity, ma devi ricordarti che sei migliore di loro, non capiscono che non è lo stato di sangue di qualcuno a mostrare chi è.>> <<Ti deridevano per lo stato di sangue?>> Chiese asciugandosi una lacrima che stava scendendo. <<Oh no, avevano altri motivi, molto più radicati di quelli che hanno usato contro di te.>>
Verity l'abbracciò di scatto, Eloise ricambiò l'abbraccio dopo qualche secondo, una voce fece staccare le due <<Eloise?>> <<Si Minerva?>> <<Buongiorno professoressa Mcgranitt>> <<Buongiorno Verity, non hai lezione adesso?>> Così dicendo la donna fece correre via la ragazza <<Albus ti cerca, sembrava preoccupato>> <<Grazie Minerva, ti lascio agli studenti>> Disse ridacchiando leggermente, facendo sorridere la strega.<<Mi avevi chiamato?>> Chiese non appena entrò nella stanza, si stupì di trovarlo seduto alla scrivania e non ad ammirare il paesaggio di Hogwarts.
Silente non rispose limitandosi ad indicare due lettere, una già aperta, mentre l'altra era ancora sigillata, Eloise prese in mano la prima riconoscendo la scrittura di Newt.Gentile professor Silente,
so che ha mandato una lettera ad Eloise per dirle di venire lì ad Hogwarts.
Ho deciso di andare a Parigi, essendo che partiremo a minuti le chiedo di aiutare Eloise.
Le urla la terrorizzano ancora, la prego la tenga al sicuro.
So che starai leggendo anche tu Eloise, ti prego stai attenta, non voglio perderti.
Newt
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𝓓𝓾𝓮 𝓯𝓪𝓬𝓬𝓮 𝓭𝓮𝓵𝓵𝓪 𝓼𝓽𝓮𝓼𝓼𝓪 𝓶𝓮𝓭𝓪𝓰𝓵𝓲𝓪
Fanfiction🅜🅞🅜🅔🅝🅣🅐🅝🅔🅐🅜🅔🅝🅣🅔 🅢🅞🅢🅟🅔🅢🅐 Eloise sa di essere qualcosa di sfruttabile. Cresciuta con una madre che non l'amava, vedendola come un oggetto, e un padre praticamente assente sa cosa significa essere sola. All'età di dieci anni ries...