Piccola nota, ho ringiovanito, leggermente eh, Theseus altrimenti non venivano fuori tutte le cose phelline che ho in mente.
Detto questo vi lascio alla storia
~Ele<<Questa si è una sorpresa>> <<Trovarmi dentro un aula?>> Chiese infastidita Leta, si sentiva strana, come se rivivere quei momenti le avesse ricordato tutto quello che aveva provato durante gli anni di scuola, voleva andarsene di lì, ma soprattutto voleva parlare con Eloise. <<Ero così pessima a scuola?>> Domandò girandosi per poter guardare Silente in volto, sembrava esitare, quasi come se fosse appena successo qualcosa di spiacevole. <<Al contrario, eri una delle più intelligenti>> <<Ho detto pessima non stupida>> Pronunciò quelle parole quasi con rabbia, la domanda era chiara, voleva forse girare intorno a quella che tutti sapevano essere la verità? <<Non si disturbi a rispondermi, non le sono mai piaciuta>> Riprese camminando verso la porta <<Ti sbagli, io non ti consideravo pessima>> <<Era l'unico allora, tutti gli altri sì e con ragione. Ero perfida>> Silente sorrise <<Non mi sembra però che Eloise ti sia stata distante>> <<Lei non centra!>>
Silente le sia avvicinò, la guardava quasi con compassione <<So quanto le voci su tuo fratello Corvus siano state dolorose>> <<No, non lo sa! Non credo sia morto un fratello anche a lei>> Gli occhi del professore sembrarono diventare lucidi per un secondo, ricordare Ariana, ricordare che non aveva fatto nulla per salvarla era qualcosa che faceva male, avrebbe preferito essere sottoposto alla maledizione Cruciatus piuttosto che continuare a rivivere quella scena che ormai gli si era impressa indelebilmente in testa. <<Nel mio caso era mia sorella...>> <<E la amava?>> Quella era una domanda a cui non sapeva rispondere, non poteva rispondere in modo affermativo, sapeva che non era vero <<Non quanto avrei dovuto>> Rispose finalmente avvicinandosi di più a Leta <<Non è mai troppo tardi per liberarsi, la confessione...è un sollievo, mi dicono, ti sollevi di un peso. Il rimpianto è il mio fedele compagno, non gli permettere di essere anche il tuo>><<Leta?>> Silente se ne era andato da qualche minuto e lei era rimasta bloccata, incapace di muovere un qualsiasi passo, forse era vero, le sarebbe piaciuto poter condividere il motivo per cui il suo molliccio era così innaturale, ma non poteva, o meglio, non ne aveva il coraggio.
<<Santo Salazar Leta, ti stiamo cercando da venti minuti, Travers è furioso, dobbiamo andare a Parigi! Leta, mi stai ascoltando?>> <<Cosa? Oh si, scusa Eloise, andiamo>> Rispose la strega risvegliandosi dalla sua trance momentanea seguendo la bionda fuori dall'aula <<Ci conviene muoverci o Travers ci affattura>> Per fortuna erano abbastanza vicine al punto dove si trovava la sguadra di Auror, altrimenti non se la sarebbero di certo cavata con un'urlata <<Muoviamoci>> Disse Travers prima di smaterializzarsi seguito da tutti gli altri <<Avete rischiato grosso>> Sussurrò Theseus a Leta mentre Eloise si stava sorbendo degli Auror che si lamentavano del fatto che senza di lei avevano dovuto fare loro tutto il lavoro, ma Eloise li zittì con un <<Se faccio più lavoro di tutti voi messi assieme forse dovreste cambiare lavoro>>
Poco prima di entrare al ministero francese Leta affiancò Eloise <<Perchè mi hai aiutato quel giorno?>> Chiese senza giri di parole, inizialmente Eloise rimase confusa poi realizzò di cosa stesse parlando la Lestrange <<Mi sembravi in difficoltà e non mi davi brutte sensazioni, il mio corpo ha reagito da solo.>> Rispose non sapendo neanche lei la motivazione di quel gesto <<Come...come hai fatto a schiantare quelle due contro il muro?>> Eloise non rispose subito, sapeva la motivazione, ma non poteva rivelarla, sarebbe come stato rivelare al mondo i suoi poteri, era qualcosa che non aveva ancora il lusso di fare <<Io credo di aver agito d'istinto, non mi piaceva il fatto che ti stessero insultando e allora le ho schiantate.>> Disse semplicemente come se fosse una cosa da nulla, non voleva mentire a Leta, era stata una delle prime persone che l'avevano fatta sentire veramente accettata.
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𝓓𝓾𝓮 𝓯𝓪𝓬𝓬𝓮 𝓭𝓮𝓵𝓵𝓪 𝓼𝓽𝓮𝓼𝓼𝓪 𝓶𝓮𝓭𝓪𝓰𝓵𝓲𝓪
Fiksi Penggemar🅜🅞🅜🅔🅝🅣🅐🅝🅔🅐🅜🅔🅝🅣🅔 🅢🅞🅢🅟🅔🅢🅐 Eloise sa di essere qualcosa di sfruttabile. Cresciuta con una madre che non l'amava, vedendola come un oggetto, e un padre praticamente assente sa cosa significa essere sola. All'età di dieci anni ries...