Capitolo secondo

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Ha passato ore a guardare il vuoto cercando disperatamente di trovare un senso a quell'esistenza così sbagliata; con gli occhi colmi di lacrime ha provato a spiegarsi perché quel dolore atroce la perseguitasse.
Era come se tutti i suoi incubi fossero diventati reali, era persino incapace di capire quando finiva un incubo e quando ne iniziava un altro, la differenza tra incubo e realtà.
Era proprio la realtà il suo incubo peggiore.
Non riusciva a smettere di piangere, il sangue era su tutto il braccio, il dolore nelle ossa, la testa girava vorticosamente.
Nausea, occhi gonfi, erano ormai la sua quotidianità.
Musica nelle orecchie, niente più forza per cantare, stava buttata sulle panchine, sui marciapiedi, sui letti, sulle scale e l'unico posto dove voleva essere era tra le braccia di colui che l'amava (e che anche lei amava), altrimenti in un fosso.
Perché continuare a respirare?
Sarebbe semplicemente potuta scomparire, senza lasciare alcuna traccia se non un diario con le sue più grandi paure dentro.
Chiudo gli occhi.
Cado.
Dimenticata, sorrido.
《Ora niente più male》.

Non merito neanche un titolo.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora