Incubi, urla, pianti ingiustificati.
Così inizia la mia amata adolescenza.
Penso di non essermi mai sentita tanto sola come alla scuola media, perché almeno negli anni precedenti ammettevano di non voler aver a che fare con me, qui fingevano.
Cosa c'è di peggio che fidarsi di uno sguardo che poi ti uccide?
Primo anno di scuole medie. Una ragazzina sovrappeso un po' sfigata -avete presente la classica tizia vestita di merda con gli occhiali ecc? ecco.- perennemente presa in giro da tutti. Migliore amico? Un libro, anzi due, o trecentosessantacinque. Cuffie -volume alto-, un diario e una penna.
Dodici anni e ancora mi fidavo delle persone. Non m'importava se mi ferivano, ero convinta che sarebbe arrivato qualcuno di migliore. Avevo iniziato a scrivere nei giorni in cui mi sentivo peggio, quando mamma mi diceva che disastro di figlia fossi e quanto incapace fossi di fare qualsiasi cosa.
Respira.
Respira.
Respira.
Play: Mad World; Gary Jules
Le urla in casa sono troppe da sopportare, il silenzio dentro il mio cuore mi spaventa. Sentivo i miei mostri iniziare a svilupparsi nella mia mente piano piano, e come un bambino che piange, loro urlavano.
Volevo farli uscire, dovevo farli uscire.
La testa non potevo aprirla, mi aprii la pelle. Fu la prima volta che smontai un appuntino.
Ero terrorizzata dalla temperatura e dall'aspetto che il sangue aveva mentre scivolava lento sulla mia pelle.
Mi piaceva.
Sadico?
Probabile.
Intorno a me tutti mi prendevano in giro per il mio aspetto fisico, così smisi pure di mangiare e le poche volte che lo facevo, vomitavo. Penso di essere caduta svariate volte, ma non ne ho mai parlato con nessuno.
Ero arrivata a pregare di non svegliarmi più.
Mi ricordo ancora il sapore di quei calmanti. Non li ho nemmeno contati, avevo paura di contarli. Che idiozia, no? Non avere paura di morire, ma di contare delle pasticche.
E niente, mi svegliai 16 ore dopo con un mal di testa tremendo e mia mamma che 《ma lo vedi che non sei neanche capace di reggerti in piedi perché non dormi la notte!》.
Non ci crede che soffro di insonnia ed è per questo che non riesco a dormire prima delle due o due e mezzo di notte. A volte manco dormo.
Non ha sospettato niente.
Ho sperato non fosse vero, che non mi trovassi lì (o qui?) sul serio, ma purtroppo era così.
E vabb.
I tentativi seguenti furono solo trattenendo il respiro sotto il cuscino. Troppo debole.
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Non merito neanche un titolo.
RandomSfogo dell'una di notte di una ragazzina troppo sensibile per sopportare tutto il male che la circonda.
