Una situazione da sistemare

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Fa un passo ed entra nella stanza, il suo sguardo non fa trapelare niente. Inala il profumo del cuoio, del legno e degli agrumi come se fosse un profumo inebriante. Guarda la grande stanza bordeaux, i vecchi pavimenti in legno verniciati. Il suo sguardo va verso la croce a forma di X con le manette ad essa collegate. Il suo sguardo viene catturato dalle griglie di sospensione che scendono dal soffitto. Cammina, tocca le corde le catene e le manette. Cammina verso la serie di fruste e frustini. Guarda i cassetti, quelli dove tengo i dilatatori, ma li richiude immediatamente. Il suo viso non lascia trasparire niente. Esamina, guarda ma non dice nulla, nessuna emozione attraversa il suo viso, il che non mi permette di leggere dentro di lei.

Va verso il grande letto rococò, rivestito di pelle rossa. I suoi occhi si soffermano sulle manette sui lacci per i polsi che pendono dalla testata. Il suo sguardo continua ad andare in tutte le direzioni, i suoi occhi guardano il lungo tavolo di legno lucido. Non dice nulla e dentro di me sto impazzendo dalla curiosità di conoscere i suoi pensieri. Alza lo sguardo e vede i moschettoni appesi al soffitto.

Localizza il flagellatore di piume con pelle scamosciata e palline di plastica. Lo accarezza dolcemente con le mani, lo esamina. Un barlume di curiosità si intravede nei suoi occhi per la prima volta. "Si chiama flagellatore," le dico dolcemente e sottovoce.

"Hmmm..." dice fissandolo shockata. Il suo sguardo è su di me, ma subito dopo torna ai miei giochi e a tuttala stanza. Ilsuo viso sembra passivo, ma sembra che vi sia un fondo di paura, shock e intorpidimento.

"Di' qualcosa," le dico dolcemente pretendendo una risposta da lei.

"Sei tu a fare questo a qualcuno o le persone lo fanno a te?" mi chiede. Mi sento sollevato e sorrido

"Lo faccio a donne che vogliono che lo faccia loro," rispondo sperando che lei mi dica qualcosa, qualche risposta.

"Capisco. Sembra che tu abbia delle volontarie disposte a questo. Per questo non capisco cosa ci faccio qui, o quale sia il mio scopo qui dentro," mormora

"Perché io, voglio davvero, davvero, fare questo cose con te," dico in tono quasi di supplica.

Emette un rantolo, "Oh!" con uno sguardo interrogativo. Mi aspetto che adesso lei corra via da questa stanza, ma non lo fa e cammina verso le verghe e si gira verso di me, con uno sguardo triste e depresso e mi chiede con voce rotta, "Sei un sadico Christian?"

"Sono un Dominatore Ana," dico guardandola intensamente.

"Dominatore..." la parola esce dalla sue labbra come se fosse una parola straniera. Scuote la testa.

"Non so cosa voglia dire Christian, e non ho idea di quale differenza ci sia con l'essere sadico. Suona male," sussurra visibilmente rattristata e delusa

"Significa semplicemente che tu come sottomessa devi arrenderti a me," dico dolcemente , quasi supplicandola di capire, "in tutte le cose"

Lei si acciglia e mi guarda con sguardo torvo dicendomi, "E perché diamine dovrei farlo?" ribatte.

Mi piace davvero. C'è qualcosa quando mi guarda, che mi attraversa e arriva dritto al vero me. Nella mia anima, che credevo di aver perso molto tempo fa. Questa opposizione non è una cosa che ho mai incontrato prima, e la trovo così ammirevole, coraggiosa e combattiva. La voglio più che mai. Non ho mai desiderato qualcuno così tanto. Mai!

"Per compiacermi," sussurro con un lieve sorriso piegando la testa di lato.

Resta a bocca aperta. Tante emozioni scorrono sul suo visto, ma sono davvero soddisfatto di vedere che il desiderio è uno di quelle.

"Compiacerti?" chiede genuinamente. "Come posso farlo?" respira. Chiudo gli occhi per ascoltare il desiderio uscire dalle sue splendide labbra. Quando li apro,la guardo. Lei può unirsi al mio mondo, e io posso insegnarle.

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