"Caro diario, so che è una cosa dura da fare, ma devo farla, sarà dura lasciare mia madre, mio fratello, la mia migliore amica e i miei amici...ma devo farlo, sarà un nuovo inizio e io una persona nuova, mio papà è un imprenditore e ha aperto un hotel a new york per ricchi, spero vada tutto bene, con la scuola e le persone nuove, nuovo inizio...nuova me."
<< Celeste!!! Sono le sei della mattina, porta giù la valigia o faremo tardi ad andare in aeroporto e perderemo il volo per fare scalo a Berlino per poi andare a New York!"
Mi urla mio papà da giù.
" Va bene papà! Sono pronta! Un attimo e arrivo... "
Dico urlandogli dal piano di sopra, mi mancherà lasciare la mia amata Bologna ma devo farlo, mio papà ha avuto un opportunità non da poco e io gli sono vicina...
Prendo la mia valigia nera e la porto giù , appena scesa mi sistemo un attimo i miei capelli corvini, e mi specchio nella hall guardando se ero in ordine, subito dopo mi arriva una chiamata dalla mia migliore amica Mia.
<< Ciao Celee! >>
<< Ciao Miaa! Perché non stai dormendo? sono appena le sei haha.>>
<< Oggi è il grande giorno! Haha! Sei felice di andare a vivere a New York nel quartiere dei ricchi? Così potrai fare come Serena Van Der Woodsen. >>
<< Si, ma mi mancherete tutti talmente tanto...non so come farò senza di te >>
<< Beh magari ti fai degli amici nella nuova scuola, so che gli americani non sono tanto stronzi e poi magari conoscerai qualche bel tipo...>>
Dice la mia amica ridendo sistemandosi le ciocche fucsia e i capelli corvini.
<< Non succederà mai fidati , poi ho intenzione di impegnarmi con lo studio e appoggiare mio papà nel suo progetto >>
<< Si come no haha >>
<< CELESTE! sbrigati! >>
Dice chiamandomi mio papà , fuori dalla porta dell'appartamento
<< Ti devo lasciare Mia, ciaoo! Ci sentiamo quando arrivo a New York! >>
<< Ciao amioo, fa buon viaggio. >>
Le metto giù e esco dalla porta seguendo mio papà.
<< Era Mia quella al telefono? >>
<< Si voleva sapere come stavo e quando arrivavamo a New York. >>
Dico mentendogli sull'imbarazzante chiamata sui tipi.
<< Ah ok, intanto dobbiamo prendere il treno e arrivare in aeroporto, poi vi parlate con calma. >>
<< Beh ovvio, solo che sai com'è fatta Mia, è una gran spacca cazzi però come si fa a non volerle bene dai eh.>>
<< Ha ancora le meches fucsia e il septum? >>
<< No, il septum l'ha tolto, i suoi glielo hanno scoperto e hanno detto che sembra una vacca quindi l'hanno obbligata a toglierselo, per quando riguarda i capelli fucsia, si gli ha ancora. >>
<< Beh dai, senza septum almeno non sembra una drogata, ma solo un emo. >>
Fa un sorrisino.
Subito dopo raggiungiamo la stazione con le valigie e le borse, andiamo alla macchinetta a fare il biglietto del treno che ci avrebbe portato in aeroporto.
Dopo averlo fatto, andiamo in fermata e nel mentre mi accendo una sigaretta ascoltandomi "vampire" di olivia rodrigo, nel mentre mio papà era in chiamata con il suo socio che aveva un altro hotel di lusso nella nostra zona, un certo John Richardson.
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𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞//𝐚𝐧𝐝𝐫𝐞𝐰 𝐥𝐢𝐧𝐜𝐨𝐥𝐧.
FanfictionCeleste Altieri è una normalissima adolescente di diciassette anni, si è trasferita da poco a New York e va ancora alle superiori, lei non sa molto del mondo dei vampiri e dei lupi mannari fino a quando non conoscerà Damon, il vampiro più stronzo e...
