Tornata a casa dopo quella lunga ed oserei dire stressante giornata di scuola mi catapultai in camera mia. Cercai di riordinare le idee mentre svuotavo lo zaino e lo preparavo per questo pomeriggio e per l'incontro con Zayn. Avevo intenzione di chiedergli il motivo per cui mi aveva aiutata.
Non che io non volessi, parliamoci chiaro, solo che insomma perché proprio lui?
Come una normale persona dovrebbe fare dopo una lunga giornata di scuola dovrei pranzare, ma non essendo una normale adolescente prima del fatidico incontro con il ragazzo moro dovevo in qualche modo passare il tempo.
Entrai in bagno con l'intensione di pesarmi ma fui attirata dallo specchio. Lentamente mi avvicinai ad esso e mi iniziai ad osservare. Mi sentivo imperfetta, in particolare nel fisico. Avevo le cosce grosse ed il viso simile ad un palloncino. April negava tutto ma non era vero. Nessuno mi avrebbe mai calcolato con questo corpo. Con le mani poggiate sul bacino mi stinsi la pancia cercando di apparire più snella, ma non ci riuscii proprio.
Afflitta mi diressi verso la bilancia e ci salii sopra premendo il bottone di accensione al lato.
L'ansia mi stava divorando. Era da più di 24h che non mi pesavo e se anche solo avessi preso un grammo, mi sarei sentita in colpa per una settimana, come minimo.
Il mio peso si era stabilizzato, ed io non sapevo se essere felice o triste, insomma non ero dimagrita di una virgola, ma almeno non ero ingrassata. Tirai un lieve respiro di sollievo a quest'ultimo pensiero.
Ad un tratto mi accorsi che il tempo era volato e che dovevo correre a casa di Zayn per le ripetizioni. Oggi ci sarebbe stata matematica. Essendo la mia materia preferita l'avrei aiutato al meglio. Infilai i libri nello zaino e velocemente corsi giù per le scale con il mio telefono in mano.
-scusa per il ritardo sto arrivando- inviai velocemente il messaggio al ragazzo moro che lo visualizzò solamente. Non ci feci più di tanto caso.
Mi misi a correre ed in meno di un quarto d'ora mi trovai difronte casa Malik. Timidamente bussai. Un uomo sulla quarantina mi venne ad aprire.
"Emh.. Sono Char, sono venuta per.. "iniziai a parlare quando d'un tratto Zayn spuntò da dietro l'uomo che presumevo fosse il padre.
"È quella delle ripetizioni" mi presentò scontroso prima di prendermi per un braccio facendomi entrare.
"Dove vuoi studiare?" Mi chiese annoiato prima di alzare gli occhi al cielo.
"Che ne dici se facciamo .. in camera tua?" Chiesi arrossendo dopo essermi accorta a cosa stavo andando in contro.
" mh .. se andiamo sopra credo che il mio scopo non sarà studiare" sghignazzò Zayn mentre osservavamo l'uomo allontanarsi da noi.
Preferii non rispondergli guardandolo in modo duro. Lui rise di gusto mentre mi conduceva verso il mio peggior incubo, la sua camera da letto.
"Non ti spaventare non ti mangio mica piccola." Piccola? Nessuno mi aveva mai chiamata così.
Annuii prima di disfare i miei libri sul suo letto marrone. La sua camera era enorme. Cercai di non farmi notare ma stavo studiando ogni minimo dettaglio della sua stanza e la cosa che mi colpiva di più non era la collezione di fumetti o i libri insolitamente ordinati, ma al contrario un pianoforte nero all'angolo della stanza. Lui suonava?
"Suoni?" Lo guardai attentamente attendendo una risposta.
"Di tanto in tanto, ma non siamo qui per il mio innato talento per la musica. Ma purtroppo per matematica, quindi cominciamo Charlotte" marcò sul nome.
"smettila" sbottai infastidita.
" perché, non è questo il tuo nome?" Rise sotto i baffi
Cercai di passarci sopra non rispondendo, prendendo i primi libri di aritmetica. Erano del primo anno, nonostante ci trovassimo al quarto, ma conoscendo il soggetto in questione prevenire è meglio che curare.
" primo?" Mi chiese ridendo
" non possiamo pretendere di scavare l'Everest con delle infradito. Insomma lo sai anche tu che non sai nulla di matematica" dissi con un piccolo sorriso,
forse imbarazzato.
"come vuoi"
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Dopo più di un ora e mezza passata sui libri sembrava che Zayn avesse appreso qualcosa.
"Ora basta, non ce la faccio più" disse il moro alzandosi velocemente dalla sedia.
"Vuoi qualcosa da bere?" Mi chiese prima di uscire, attendendo la mia risposta. "no, grazie" gli sorrisi.
Dopo che fu uscito mi accorsi che questa in tutta la mia vita in cui forse mi ha rivolto parola in modo gentile, di questo passo potremmo arrivare anche ad iniziare a scriverci con i cuori. Risi di me stessa.
"Non avevo mai notato il tuo sorriso, è stupendo!" Esclamò i moro entrando nella stanza.
Sobbalzai.
"Piccola tranquilla sono solo io"
"Zayn senti io ti volevo chiedere il motivo per il quale si.. insomma tu mi hai aiutato stamattina" arrossii alzandomi in piedi.
"Mi sei venuta addosso, e la professoressa mi ha detto di accompagnati in infermeria" alzò le spalle.
Ah.
"Comunque sia, il tuo sorriso è una meraviglia" si avvicinò a me ed io velocemente feci un passo indietro. Sorrise appena vide lo stupore nei miei occhi.
" Zayn cosa vuoi?" Respirai a fatica.
"È un segreto piccola." Ammiccò iniziando a baciare la mascella lasciandomi una scia umida fino al lobo dell'orecchio destro.
I brividi si erano impadroniti del mio corpo. Il respiro si era bloccato da quando sono entrata in questa casa ed ora l'unica cosa che sento è una strana sensazione nel basso ventre.
Le labbra di Zayn si spostarono lungo il mio collo. Per poi arrivare alla delle mie spalle ed iniziare a baciare anche in quel punto, ma lo fermai prima che potesse proseguire.
"Zayn ma che cosa stai combinando?" Lo scostai.
"Scusami ma forse è meglio se vai" sospirò distaccandosi ulteriormente da me.
"Zayn, stai bene?" Sobbalzai vedendolo sbiancare.
"Esci" mi indicò la porta ed io mi sentii in colpa pensando che fosse mia la colpa del suo improvviso sbalzo di umore.
Non riuscii nemmeno a salutarlo che mi ritrovai sbattuta fuori dalla sua stanza e mi accorsi di non avere con me la mia borsa.
Timidamente bussai, sperando si fosse calmato, ma così non fu.
"Zayn apri sono io, ti prego ho bisogno del mio zaino !" Lo pregai, e molto fortunatamente lui aprì la porta. Ma non feci in tempo a guardarlo negli occhi che aveva già chiuso e la mia borsa si trovava ai miei piedi.
Molto lentamente me la misi sulle spalle e corsi al piano di sotto, trovando l'uomo che mi aveva aperto la porta un paio di ore prima.
"buonasera" salutai educatamente.
" oh .. Ciao, io sono Mick, il padre di Zayn" mi sorrise educatamente porgendomi la mano che io strinsi velocemente.
"Scusa la domanda, ma tu e Zayn siete.. Fidanzati?" Arrossii ridendo nervosamente.
"no, oddio no" scossi la testa.
Dopo essere uscita da quella casa mi sentivo in modo strano, ecco sì strano. Il mio cuore aveva ripreso a battete regolarmente
la strana sensazione nello stomaco era sparita e mi sentivo vuota.
2-i
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I'm sick of you
FanfictionIntroduzione: Ed ero di nuovo lì, mentre piegata in due dall'orribile sapore di vomito, mentre ripulivo il mio stomaco da ogni traccia di cibo. Ed insieme ad esso uscivano anche tutti i sensi di colpa, che ormai mi stavano mangiando viva. D'un tratt...