<Perché non possiamo andare lì e spaccargli la testa?>
<Perché finiresti in galera, James> sentenzia Kasey. Accenno un sorriso, osservando i due ragazzi intenti a fissare male Lizzie e Tim che stanno sguazzando nella mia piscina, come se non fosse successo niente.
<Ignorateli> gli dico, prendendo un sorso di camomilla, gentilmente preparata da Kasey. Si girano in sincronia, guardandoli male.
<Siete inquietanti...smettete di fare quella faccia> dico, spintonando James che si è sistemato sulla sdraio affianco a me, come prima. Mi fa il solletico e urlo sdegnata.
<Non ci provare!> Kasey ride, divertito dalla mia tortura.
<Kasey! Vieni a farti il bagno!> lo richiama Rory dalla piscina. Il mio amico mi lancia uno sguardo apprensivo che mi fa accennare un sorriso.
<Non ti preoccupare, sto bene> lo rassicuro.
<Già e se vengono a cagare il cazzo di nuovo li sotterro> asserisce James, distendendosi sulla sdraio.
<Il mio uomo...mi fai bagnare così> lo lusingo, appoggiando la testa contro la sua spalla. Mi stringe in un mezzo abbraccio.
<Ti difendo io, baby> dice abbassando la voce di un'ottava.
<Siete voi che fate paura, adesso> dice Kasey mentre si alza e si allontana velocemente. Mi copro con una mano le labbra, ridacchiando come una cretina. James mi segue a ruota. Non posso credere che fino a mezz'ora fa ci stavamo insultando e ora stiamo ridendo come se niente fosse.
<Gli amici di tuo fratello sono simpatici> mi dice a un certo punto, gli occhi fissi su mio fratello, di spalle, e i suoi due amici. Faccio una smorfia, pensando a Ryan.
<Insomma...l'unico che si salva è Blake, certe volte mi chiedo come faccia ad essere amico di quei tre> gli rispondo, stringendomi le braccia al petto.
<Blake sarebbe quello che è andato via?> mi domanda confuso, forse cercando di ricordare i nomi.
<Assolutamente no. Lui è Blake, quello che dici tu è Ryan> gli spiego, indicando il moro a bordo piscina.
<Ahhh...Ryan, Ryan> cantilena, con l'aria di chi la sa lunga. Gli lancio uno sguardo truce.
<Non è come pensi> interrompo ogni sua fantasia. James ghigna vistosamente.
<Io non ho pensato a niente...forse sei tu che evidentemente lo pensi e hai paura che la gente lo capisca> scuoto la testa, contrariata.
<Non potrebbe mai piacermi, nemmeno tra un milione di anni, nemmeno se fosse l'ultimo uomo sulla faccia della terra. È un pallone gonfiato, presuntuoso, stronzo, crudele, permaloso...> non riesco a finire di elencare i suoi difficoltà che mi blocca.
<E terribilmente figo? Sinceramente, non capisco tuo fratello se fa finta di non vedere oppure è completamente scemo...se qualcuno guardasse mia sorella come ti guarda lui, mi incazzerei e anche tanto. Senza parlare del fatto che ti segue come un cagnolino...mi sorprende che non sia qui nei paraggi ad assicurarsi che non ti portiamo sulla cattiva strada> asserisce, concludendo il tutto con una nota ironica. Avvampo sentendo questi commenti di parte di James.
<Ryan è un puttaniere e per qualche motivo ha deciso di rendermi la vita impossibile, non mi sorprenderebbe se dovesse sbucarmi dietro mentre sto facendo la spesa o porto a passeggio il cane> James inarca un sopracciglio.
<Voi ricchi vi fate la spesa da soli? Non avete una cameriera per questo?>
<Mia madre viene da una famiglia di operai, si diverte a fare la casalinga. Abbiamo una donna delle pulizie che viene due volte a settimana, per il resto se ne occupa tutto lei> gli spiego, decidendo di mettere fine ai suoi dubbi.
<Che cazzo...tua madre mi sta facendo innamorare di lei sempre di più> soffia scuotendo la testa sconsolato.
<Non ti vorrei come patrigno, quindi tieni le tue manacce lontano dalla mia mammina> gli dico scherzosamente.
<Mammina? Ma che hai cinque anni?> mi prende in giro ridendo.
<Ehi...è un nomignolo carino> faccio spallucce e mi alzo in piedi. James piega la testa di lato, la sua attenzione concentra verso qualcuno dietro di me.
<Ti farebbe bene scappare...il tuo cagnolino sta arrivando> sbianco a quelle parole, non avendo nemmeno il coraggio di girarmi. Velocemente, entro in casa. Devo nascondermi. Non sono pronta ad affrontarlo, a guardarlo in faccia. Non mi aspettavo che mi lasciasse andare senza fermarmi, ieri sera, e tantomeno di non trovarlo questa mattina. In ogni caso la sua presenza mi inquieta. Non voglio affrontarlo. Sarebbe come affrontare il fatto che io voglia...partire per il college.
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Innermost
Teen FictionMandy Rogers ha diciassettenne anni e la sua famiglia è ricca. Grazie ai soldi di suo padre, uomo d'affari, non le è mai mancato niente. Timida e saccente, ha pochi amici e non buoni e se ne sta sulle sue per la maggior parte del tempo. Le persone n...
