Capitolo 22

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<Sei sicuro che possiamo farlo?> gli chiedo confusa, guardandomi intorno.
<Stai tranquilla! Ho chiesto il permesso> mi dice esasperato il mio amico. Lancio uno sguardo dall'altro lato del corridoio, sperando che nessuno arrivi e ci scopra. James ha detto che ha chiesto il permesso di prendere un paio di bottiglie di champagne al suo capo. Io, naturalmente, non mi fido.
<Ma quanto ci metti?> gli chiedo spazientita.
<Sto scegliendo!> mi risponde con lo stesso tono.
<Perché non vai a divertirti con il tuo fidanzato piuttosto che rompere le palle a me?> continua poi. Alzo gli occhi al cielo e incrocio le braccia al petto,  appoggiandomi contro il muro.
<Divertente> gli dico senza emozioni. Sono giorni che le parole di mio fratello mi perseguitano ed è da quando mi ha parlato che ho notato tante cose strane di Hunter.

In realtà erano atteggiamenti che avevo sempre notato ma ora, vista la pulce nell'orecchio, hanno atteggiamenti completamente diversi. Il suo modo di essere completamente evasivo al minimo accenno alla sua vita, il modo in cui odia essere fotografato, il fatto che si torturi il suo braccialetto ogni volta che sembra a disagio. Inizialmente, pensavo che fosse solo un modo per scaricare la tensione mentre pensava e impazzivo pensando a come il mio braccialetto potesse essergli utile, ora capisco che non ha alcun valore chi glielo abbia dato e vorrei tanto che non fosse costretto a farlo, sembra quasi come se cercasse confronto da quel braccialetto e la cosa mi distrugge.




<Allora?> James mi risveglia dai mie pensieri, in mano quattro bottiglie di champagne. Aggrotto le sopracciglia, confusa.
<Cosa?> gli chiedo sorpresa.
<Lo avete fatto?> ci metto qualche secondo a realizzare e arrossisco a quelle parole.
<No> gli dico seria, iniziando a incamminarmi.
<Mi prendi in giro? La tensione sessuale è alle stelle tra voi due!>
<Non parlerò della mia vita sessuale con te!> gli dico rossa in viso mentre chiamo l'ascensore. James scoppia a ridere a quelle parole e quando si aprono le porte il mio stomaco si attanaglia, mostrandomi Caleb.
<Mandy! Ciao!> mi saluta allegramente, al suo fianco un ragazzo sulla trentina. Evidentemente, deve essere un suo collega visto come sono eleganti.
<Ciao> accenno un sorriso, entrando insieme a James nell'ascensore. Il mio amico mi tira una gomitata discretamente, curioso di sapere chi siano questi due tizi.

Inizio a digitare sulle note del telefono una risposta ma la voce dell'altro uomo mi distrae.
<È un'amica di tuo fratello?> gli chiede, alzo lo sguardo fissandolo. Gli occhi sono chiari, coperti da un paio di occhiali in metallo e sul volto vi è uno strato di barba.
<Ah no, è la sorellina di Killian e Nathan, ricordi? Sono amici di Ryan> gli spiega. James si lascia scappare un colpo di tosse e
lo fumino con lo sguardo.
<Mandy lui chi è? Il tuo fidanzato?> mi chiede Caleb.
<No, è un mio amico. James lui è Caleb, il fratello di Ryan> li presento velocemente.
<Ryan? L'amico di tuo fratello?> fa il finto tonto e io sono costretta a ricorrere al mio autocontrollo per non prenderlo a schiaffi.
<Sì, proprio lui> gli mostro un sorriso finto.

<Mandy, hai ancora una cotta per mio fratello?> mi stuzzica Caleb. È da quando sono piccola che mi prende in giro per questa cosa.
<Non ho più dodici anni, Caleb. Tu hai finalmente imparato a guidare una macchina con il cambio manuale?> lo stuzzico a mia volta. Caleb mi sorride cordialmente, ma vedo tutto il suo fastidio negli occhi.
<E tu hai preso la patente alla fine?> ribatte, maligno.

Che dire, colpita e affondata.

<Dove andate di bello?> ci chiede poi, cambiando argomento.
<Connor ha organizzato una festa> gli spiego.
<Ah, tu non sei invitato> aggiungo poi, ovvia.
<Credi che mi interessi venire alle feste dei mocciosi?> ribatte.
<Considerando che non hai amici...> soffio, mentre le porte dell'ascensore si aprono.
<Io devo andare, ci vediamo più tardi> James mi molla in mano le bottiglie ed esce velocemente dall'ascensore. Tecnicamente, sta lavorando.
<Anche io vado, ho un appuntamento a poker. Tu cerca di non farti arrestare, di nuovo> mi dice angelico.
<Ci vediamo Wyatt> saluta il suo amico e così ci troviamo soli nell'ascensore.

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