Era finalmente arrivato il grande giorno. Si trovavano tutti nella stessa carrozza del treno che li avrebbe portati a Genova, lì avrebbero preso il loro amato van per raggiungere l'hotel che li avrebbe ospitati per tutta la loro permanenza a Sanremo. Nell'aria si respirava una generale agitazione mista a una grande voglia di divertirsi.
Marco stava osservando i paesaggi correre a perdifiato fuori dal finestrino. Non aveva neanche il tempo di notare una casa, un campo di grano o un qualsiasi particolare illuminato dalla debole luce dei lampioni che questo scompariva senza lasciare traccia. Il Sole era appena tramontato lasciando posto ai piccoli bagliori delle stelle. Osservava il cielo in cerca di Caph. Ogni notte cercava la stella da cui prendeva il nome, lo aiutava a mantenere il contatto con la realtà, gli ricordava chi era.
«É lì.» Gli sussurrò nell'orecchio una voce a lui fin troppo conosciuta indicando un punto sulla parte alta del vetro. Una scia di brividi gli scivolò lungo la spina dorsale e il fiato gli si spezzò. Sentiva sul collo i respiri lenti del ragazzo dietro di lui, le sue labbra che gli sfioravano la parte posteriore dell'orecchio e il suo profumo magnetico che gli inebriava i sensi. Come faceva Pietro ad avere un effetto così totalizzante su di lui? Com'era possibile provare delle sensazioni tali quando gli stava vicino?
«Caph è là, luminosa come sempre, seppur molti non la notano.» Aggiunse l'altro ragazzo inclinando leggermente la testa affondando il naso tra i suoi capelli platino. Sentiva il suo petto alzarsi e abbassarsi contro la sua schiena e il suo respiro contro il cuoio capelluto. La pelle d'oca di espanse anche ai peli delle braccia facendolo rabbrividire.
«É sempre là che aspetta che qualcuno la caghi, non le servono tante persone, l'importante è che siano quelle giuste per lei, per apprezzarla veramente.» Sussurrò Marco, trovava più semplice esternare i suoi sentimenti attribuendoli all'astro. Chiuse gli occhi cercando di imprimersi nella cornea e sulla pelle quel momento così bello e magico che a stento credeva stesse veramente accadendo.
«Ragazzi la prossima è la nostra!» Comunicò Huda dai sedili dietro quelli dei due ragazzi.
I membri del collettivo e del loro team si alzarono per poter scendere dal treno su cui stavano da fin troppo tempo. Una volta scesi alla stazione di Genova trovarono tre van ad aspettarli. Fares e Caph finirono in quello meno affollato con Faster e Piccolo. Visto il numero ridotto di persone, si sedettero tutti comodamente i primi due da una parte e gli altri sui sedili di fronte a loro.
«Raga» Esordì Andrea con una faccia preoccupata «Ma secondo voi come sarà il cibo? Che quando siamo venuti qua l'altra volta abbiamo sempre mangiato per conto nostro»
«Sei incredibile, cazzo. Tra tutte le cose a cui puoi pensare, ti viene in mente il cibo!» Disse Duccio con un mezzo sorriso sulle labbra.
I due avevano deciso di comune accordo di dimenticarsi ciò che era successo quella notte e di tornare ad essere amici come prima. Il rosso non era stato facile da convincere ma alla fine Faster era riuscito a farsi perdonare per la sua incredibile insensibilità.
«Certo! Se non vengo ben nutrito come faccio a sfoggiare le mie doti canore al meglio?» Domandò con un timido sorriso a curvargli le labbra. Piccolo sbuffò tirandogli una lieve pacca sulla spalla per poi voltarsi per guardare il paesaggio fuori il finestrino oscurato.
Non poteva fare a meno di sorridere a ogni fottuta parola che usciva dalla bocca del corvino. Era come se ciò che diceva fosse miele e lui si trovasse in un incredibile calo di zuccheri. Sentirlo parlare, ridere e scherzare lo rendeva estremamente felice. Si era rassegnato al fatto che l'altro ragazzo non ricambiasse i suoi sentimenti ma non voleva allontanarsi da lui. Con questa nuova consapevolezza riusciva a godersi meglio i momenti in sua compagnia, senza che i sentimenti illegittimi che provava gravassero su di lui.
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FanfictionSi conoscono da anni, sono amici da anni, anzi sono migliori amici da anni. Com'è possibile che dopo tutto questo tempo due ragazzi che si ritenevano fratelli capiscono che quello fraterno non è di certo il rapporto che li lega? Incentrata principa...