Buongiorno moriii, pubblico già il secondo capitolo così da andare avanti un po' con la storia in modo che possa intrigare un po' di più. Piccola info di servizio: non ho tantissime bozze e giovedì devo partire per il ritiro (qualcuno mi spari grazie) quindi mi sa che il terzo, seppur già finito, uscirà tra un po', in modo da avere qualche capitolo pronto in più nelle bozze. E niente buona letturaa❤️
La mattina seguente Pietro si svegliò di soprassalto a causa della sveglia del telefono settata a tutto volume e a una conseguente imprecazione verso la Madonna da parte dell'amico sdraiato al suo fianco. Appena cominciò ad avere una minima percezione del mondo che lo circondava si accorse di un peso all'altezza del ventre. Abbassò lo sguardo e vide la sagoma del braccio di Caph avvolgergli la vita da sotto le coperte. Le sue guance si tinsero di rosso anche se, doveva ammetterlo, quel contatto non gli dava per niente fastidio, anzi. Dopo pochi minuti suonò pure la sveglia di Marco, segno che dovevano obbligatoriamente alzarsi dal letto.
Una volta lavati e vestiti, i due ragazzi scesero nella sala da colazione dell'hotel. Lì trovarono già Erin e Piccolo intenti a mangiare un bel piatto di uova strapazzate e bacon.
«Che è? Vi sentite degli americani stamattina che fate colazione con quella roba?» chiese Fares con ancora la bocca impastata.
«Che c'è? È buona e poi la mattina di solito non ho mai voglia di accendere i fornelli perciò sfrutto con piacere i cuochi che fanno il cibo al posto mio.» disse Duccio con fare ovvio.
«Invece, avete visto per caso gli altri due coglioni?» chiese Erin già preoccupato «Che tra poco arrivano Ghera e gli altri per andare a fare il soundcheck.»
«Non ho la più pallida idea di dove si siano cacciati quelle teste di c...»
«BUON GIORNISSIMO CAFFÈ AMICI MIEI ADORATI!» Pietro non fece neanche in tempo a finire la frase che Andrea entrò nella sala urlando seguito da Jackson con in mano il megafono dal quale fuoriusciva il rumore della sirena dei pompieri a tutto volume.
«Siete proprio dei dementi.» commentò atono Piccolo.
«Eddai Duccio, amore mio, fai almeno finta di trovarci simpatici, così ci rovini l'atmosfera!». A quelle parole di Faster le guance del ragazzo presero il colore dei suoi capelli, o meglio della sua parrucca. Infatti Pippi qualche tempo prima aveva deciso di avere bisogno di cambiare qualcosa nella sua vita, perciò si era rasato completamente i capelli. Passate le settimane non si era pentito della sua scelta, semplicemente gli piaceva variare e aveva deciso che avrebbe partecipato a Sanremo Giovani indossando una parrucca.
Dopo un'abbondante colazione i ragazzi si ritirarono nelle loro camere per lavarsi i denti e sistemare le ultime cose che sarebbero servite durante la giornata.
«Duccio? Erin?» disse Andrea bussando alla porta dei suoi amici «Mi fate entrare che devo lavarmi i denti ma quel coglione di Jacopo ha ben deciso di cagare prima che potessi farlo». Dopo qualche secondo la porta di aprì rivelando un Dario abbastanza innervosito «Dai, entra. Basta che non urli più come una bimba che vede per la prima volta il suo cantante preferito dal vivo, che esiste anche gente normale a sto mondo.»
«Signor Sì capitano!» disse Faster facendo il saluto militare per poi varcare la soglia della camera. La stanza non era molto grande e assomigliava molto a quella che il corvino condivideva con Jack: le pareti colorate di un azzurro tenue che riprendeva i colori del mare visibile dall'enorme finestra che si trovava al lato opposto della porta. Notò subito Piccolo sdraiato sulle coperte color blu oltremare che lo guardava stranito.
«E tu che cazzo ci fai qua?» domandò il minore.
«Ti sei svegliato male tu stamattina o oggi hai deciso che ti sto sul cazzo? Due frasi che mi hai rivolto, due insulti ricevuti.»
«Non ti ho insultato.»
«Si ok ma avevi comunque un tono scontroso.»
«Scusami, sono solo stanco. Comunque seriamente, Jack ti ha sbattuto fuori?». Era inevitabile, si era ripromesso di non fare più il sottone, di trattare Andrea come gli altri ma era finito lo stesso a scusarsi e preoccuparsi per lui.
«Non fa niente e per la cronaca non è stato il coglione a buttarmi fuori, mi ha semplicemente reso impossibile utilizzare quel micro cesso che ci ritroviamo in stanza.»
«Allora hai intenzione di lavarteli i denti o sei venuto solo a distrarre Duccio dal suo momento creativo?». Faster non l'aveva notato inizialmente ma rivolgendo uno sguardo più attento al rosso poté scorgere l'amato tablet del ragazzo avvolto nel piumone, sul quale si trovava lo schizzo di un disegno. Non sembrava iniziato da molto ma al corvino sembrò subito stupendo, amava l'arte dell'amico, riusciva ad esprimere in modo tremendamente reale i sentimenti umani e per lui, che di sentimenti ci capiva gran poco, era un dono pazzesco. Durante i suoi ventitré anni di vita ne aveva fatte di esperienze ma con nessuna ragazza che aveva frequentato aveva provato grandi sentimenti, non era mai riuscito a sperimentare le tanto osannate "farfalle nello stomaco", non aveva mai fatto una pazzia per amore e non aveva mai provato un desiderio bruciante per qualcuno, il fuoco della passione, l'ardore che si dovrebbe provare al cospetto di qualcuno per cui si provano veri sentimenti, mai.
Andrea si ridestò dai suoi pensieri per dirigersi verso il piccolo bagno e lavarsi i denti, in fondo era andato lì per quello, non per fare riflessioni filosofiche sulla sua incapacità di amare.
La mattinata proseguì tranquilla, tra prove generali, chiacchiere e primi sintomi di ansia da prestazione. Avrebbero dovuto dare il massimo quella sera se avessero voluto qualificarsi abbastanza in alto nella classifica per avere la possibilità di accedere a Sanremo Big.
«Devi stare tranquillo, andrà tutto bene.» Sussurrò Huda all'orecchio di Dario. Durante le prime ore di quella giornata il resto della ciurma del Bunker aveva raggiunto i sei ragazzi per sostenerli e fare il loro lavoro da manager, truccatrice o, semplicemente, fidanzata. Infatti in quel momento Erin e la sua ragazza di trovavano stesi uno di fianco all'altro sui divanetti all'ingresso dell'hotel. Lei gli accarezzò dolcemente la guancia con il dorso della mano, cercando di attenuare le ansie dell'altro.
«Ma non capisco, ne abbiamo fatti di concerti e non c'è mai stato nessuno problema, eravamo tutti tranquilli. Ora invece non riesco a pensare a uno scenario in cui va tutto bene, ogni volta che immagino cosa potrebbe succedere stasera vedo solo catastrofi su catastrofi...»
«Andrà tutto bene, siete bravissimi, avete provato tanto, vi siete impegnati, ora dovete solo salire sul palco e divertirvi, ve lo merit...» Non fece in tempo a finire la frase che le labbra di Dario entrarono a contatto con le sue in un bacio che iniziò come casto per poi diventare sempre più passionale.
«Ehm ehm...» I due si girarono di scatto tremendamente imbarazzati. Non erano soliti fare effusioni in pubblico, normalmente non si spingevano mai oltre il bacio a stampo quando si trovavano con altra gente, eppure in quel momento non importava chi ci fosse stato vicino a loro, erano persi l'uno dell'altra e quel bacio era stato indispensabile per entrambi, come un sorso d'acqua fresca dopo giorni di corsa nel deserto.
«Scusate se vi interrompo» Esordì Jack «Volevo solo dirti, Dario, che dobbiamo andare al teatro che dobbiamo cominciare a prepararci»
«Si, certo, arrivo subito». Erin si voltò di nuovo verso la ragazza al suo fianco per poi unirsi di nuovo in un bacio veloce «Grazie mille, ti amo» le sussurrò a fior di labbra. Poi si alzò dal divanetto per seguire l'amico e dirigersi verso gli altri che li stavano aspettando.
Lo so che in questo capitolo ci sono poco i nostri protagonisti ma ho voluto prendermi un po' di tempo per introdurre bene anche tutti gli altri personaggi. Ho adorato scrivere di Dario e Huda, sono così patatosii. Non credo di raccontare l'esibizione vera e propria, credo che il prossimo capitolo parlerà della festa post-sanremo, perché giustamente questi malati non possono stare un giorno senza fare caciara.
Comunque questo capitolo è un po' cortino e di passaggio, il prossimo mi impegno a farlo durare di più, promesso.
Se qualcuno sta leggendo mi faccia sapere che ne pensa.
Bacii❤️
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5:40//faresxcaph
FanfictionSi conoscono da anni, sono amici da anni, anzi sono migliori amici da anni. Com'è possibile che dopo tutto questo tempo due ragazzi che si ritenevano fratelli capiscono che quello fraterno non è di certo il rapporto che li lega? Incentrata principa...