18 why?

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                                       GIOIA
Spesso la gente mi chiede come sto, mi chiedono come io riesca ad andare avanti, nonostante tutto quello che abbia passato.

Io rispondo con un semplice non lo so.

Ma effettivamente, pensandoci, qualche mese fa io avrei pensato che fosse la verità.
Io non lo so.

Ma se qualcuno ora, mi facesse la stessa domanda, io risponderei il suo nome.

Perché lui mi ha distrutto, mi ha fatto cadere giù.
Ma allo stesso tempo è stato il mio scudo, la mia stessa ancora.

Quindi penso che ormai, sia giusto ammettere che la risposta a quella domanda, possa solo essere il suo nome.

💚
1 anno e cinque mesi prima

Esco dalla doccia, più in fretta possibile, per avvolgermi nel mio accappatoio e non sentire la mancanza dell'acqua bollente, nemmeno per un attimo.

Mi siedo sul water, e dopo aver indossato l'intimo, inizio a spalmare la crema sul mio corpo, aspettando che il vapore svanisca.

Massaggio la mia crema, alla vaniglia, fino a quando arrivo alla pancia.
Sfioro tutto delicatamente, per paura di ferire me stessa o il piccolo esserino, che ho appena scoperto essere dentro di me.

Una volta finito, rimetto il mio accappatoio e mi guardo allo specchio.
Mi tocco con dolcezza la pancia.

Non riesco ad immaginare, che nel mio stesso corpo, sta iniziando a vivere un qualcosa nato dal nostro amore.

Ho bisogno di vederlo, di dirgli tutto, di capire cosa lui proverà.

Così gli scrivo e nell'attesa che mi risponda, mi preparo.

Dopo neanche mezz'ora, sento la sua auto, parcheggiare sotto casa mia.

Lo vedo scendere, troppo attraente come al solito: giacca di pelle, jeans scuri, una maglietta attillata e i soliti occhiali da sole.

Si accende una sigaretta e poi preme il campanello.

Mi precipito all'ingresso ed aprendo la porta me lo ritrovo davanti.
Subito gli sorrido e gli strappo un bacio.

Sorpreso dalle mie iniziative, butta la sigaretta e mi prende in braccio, chiude la porta con forza e mi trascina fino al divano.

Mi stacco dalle sue labbra e lo guardo intensamente.

Non so cosa dire.

"Quindi piccola, come mai tutta questa fretta nel volermi incontrare?"
"Devo parlarti di una cosa importante."
"Dimmi."
"È complicato. Non so come la prenderai."

Mi alzo in piedi ed inizio a camminare al centro della stanza.

"Mi stai facendo preoccupare." sputa con un tono che inizia a far preoccupare anche me.

Si alza venendomi incontro e si posiziona esattamente davanti a me.
Mi prende il viso tra le mani e mi invita a proseguire la conversazione.

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