SOFIA
Ormai, era passato qualche giorno da quando avevo accompagnato Viola in cimitero, ma non ero ancora riuscita a riprendermi dalla sua faccia sconvolta e dal suo racconto ancora più sconvolgente.
Non posso dire d'invidiarla, perché la sua era davvero una bruttissima situazione, ma lei era comunque forte ed in più ora con questo ragazzo, non posso dire di non aver mai sperato di essere lei.
Più che altro, di essere come lei.
È un pensiero egoista, ma io lo sono.
Mi alzo dal letto con un balzo, ho bisogno di svegliarmi e di sbrigarmi, altrimenti arriverò in ritardo come sempre.
Ormai i professori sono abituati, non invento nemmeno più delle scuse, semplicemente la mattina voglio dormire.
Anche se ci provo, non riesco proprio ad alzarmi se non mancano, meno di venti minuti al suono della sveglia.
Anche questo invidio un po' a Viola, lei è sempre stata una persona mattutina.
Io non ci riesco a cambiare.
Non riesco ad essere testarda, a raggiungere degli obbiettivi.
Per quanto io mi impegni ad essere la persona che voglio diventare, i miei sensi mi trascinano sempre più infondo.
È difficile.
Le ore in classe sembrano, stranamente, volare,
sopratutto oggi che Viola è qui con me.
Mi manca quando non viene, per quanto io abbia un miliardo di persone intorno, quando lei non c'è mi sento sola.
È la mia migliore amica.
"Sofy, vieni con noi? Usciamo un po' in cortile." - è proprio la voce di Viola a distrarmi dai miei pensieri.
"Sì arrivo, dammi cinque minuti. Devo andare in bagno." rispondo con naturalezza.
"Vuoi che ti accompagni?" - non penso che tu voglia vedere ciò che sta per succedere.
"Se vuoi." - mento per essere più credibile.
Mi inizio a dirigere verso il bagno, mentre aspetto che Viola avvisi i nostri compagni.
"Ei aspettami!" la mia amica mi afferra la mano, costringendomi a fermarmi.
"Si, muoviti, sennò passeremo tutta la ricreazione, aspettando che sfumi la fila."
Arriviamo a passo svelto in bagno dove, come avevo premesso, ci stava aspettando una lunga coda di ragazze, ovviamente nessuna che aveva dei veri bisogni fisiologici.
Se vogliamo essere più dirette, erano lì per fumare.
Quando finalmente, si decidono ad andare via, la campanella ha già suonato da un pezzo.
Prima che l'ultima ragazza lasci la stanza, mi scambio un'occhiata con Viola, e le chiedo un favore.
"Sara?" questo è il suo nome, da quel che so è una ragazza del quinto B. Dovrebbe essere amica di mia cugina, Emma, ma stranamente, oggi lei non era con loro.
"Si?" risponde con foga, come se non vedesse l'ora di andarsene. Alquanto strano, visto che nessuno, e dico nessuno, avrebbe voglia di tornare in classe.
"Ce ne dai una?" sputo fuori con sicurezza, alludendo al pacchetto di sigarette, che tiene ancora in mano.
"Crea dipendenza." risponde sarcastica, mentre ci passa una delle sue marlboro rosse.
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green eye
Teen Fiction⚠️IN REVISIONE⚠️ Nicole Soler è una ragazza diversa, con una vita sfortunata e piena di dolore. Tutto gira intorno agli altri e mai nulla si concentra su di lei. Ed anche questa storia, racconta di ciò che accade alle persone che le stanno vicine. ...
